Se il ginecologo, in base al risultati del bi-test, suggerisce l'opportunità di eseguire indagini più approfondite significa che le probabilità che il bambino sia interessato da un'anomalia non sono basse.
Una domanda di: Silvia Ho ritirato il BI-test e sono preoccupata.
Sul report compare un rischio nella norma 1:219 per rischio combinato tris
13/18. Il ginecologo mi ha comunicato, mettendomi in ansia, che ho un
rischio aumentato e vuole effettuare altre indagini. Sono quindi nella norma
o a rischio?
Ho 40 anni. Il rischio per età è 1:75. Quello combinato tris 21 è 1:1502.
(Dovrebbe andar bene a quanto ho capito).
TN 0,50 mm, MoM 0,35, osso nasale presente.
Papp-a 0,601 mlU/ml con MoM corretta 0,34, frBhCG 12,6 mg/ml con MoM 0,35.
Prelievo effettuato a 11+6 (età gestazionale).
Posso stare tranquilla? È la mia quarta gravidanza e non ho mai avuto
problemi. Non vorrei fare esami invasivi, ma se necessario farò il DNA
fetale. Perché secondo lei questa discrepanza tra il referto e le
indicazioni del medico?
Grazie in anticipo.
Cristiana De Petris
Gentile signora, non ci sono discrepanze tra il risultato del test e le indicazioni del medico. Il risultato esprime infatti la presenza di un rischio. Lei non specifica (ma perché probabilmente non lo sa) come sia andata l’ecografia se sia stata rilevata o meno una anomalia (a livello ecografico). In teoria, in casi come questo, l’iter comprende l’analisi del
DNA fetale e l’amniocentesi. Tutto ovviamente dipende dal suo desiderio di effettuare o no un’indagine invasiva. Ovviamente se il DNA fetale dovesse riscontrare una positività (ovvero confermare il rischio) si dovrebbe sempre poi procedere con l’indagine invasiva per confermare il risultato.
Lei comunque nella sua email chiede chiaramente se il risultato è di: alto – medio rischio e io, purtroppo, confermo che valore emerso non è di basso rischio, non lascia quindi tranquilli. Con cordialità.
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