Dubbi sulla paternità: si può risalire al giorno del concepimento?

A cura di Augusto Enrico Semprini - Professore specialista in Ginecologia Pubblicato il 02/12/2024 Aggiornato il 09/12/2024

Stabilire quale rapporto sessuale tra quelli affrontati in uno stesso mese abbia determinato il concepimento sarebbe un azzardo. Solo lo specifico test, eseguito in laboratorio, può indicare con certezza l'identità paterna.

Una domanda di: Mara
Sono incinta di 32 settimane + 2 giorni. Ultima mestruazione vera: 17.04.2024 Alla translucenza nucale (TN) mi hanno detto di contare come se avessi avuto l’ultima mestruazione il 14.04.2024 quindi tre giorni prima. Ho avuto un rapporto extraconiugale il 12 maggio non può essere quello dove ho concepito giusto? Grazie mille dell’attenzione.

Augusto Enrico Semprini
Augusto Enrico Semprini

Cara Mara, stabilire con precisione la data del concepimento basandosi sulle date che mi ha indicato sarebbe solo un azzardo, quindi non si può fare. Le spiego perché: un seme fertile è in grado di fecondare l’ovocita per almeno 72 ore ma alcuni specialisti, me incluso, pensano che possa riuscirci fino a cinque giorni di distanza dal rapporto completo. Quando si hanno rapporti nel corso di uno stesso ciclo mestruale (il ciclo mestruale è l’arco di tempo che intercorre tra l’inizio di una mestruazione e l’inizio di quella successiva) anche con la datazione più precisa della gravidanza risalire alla paternità del concepito rimane del tutto incerto. Tenga presente che nella popolazione vi è un concepito ogni 25 che ha un padre differente da quello che chiama papà (dal padre ufficile, per così dire) e nella quasi totalità dei casi il fatto rimane sconosciuto. Se dopo il parto decide di accertare la paternità deve rivolgersi a un laboratorio autorizzato per fare un test del DNA di paternità e occorre il consenso di entrambi i genitori legali. Per me, come ostetrico, l’aspetto più importante è che la gravidanza stia decorrendo felicemente e che fra poco possa diventare mamma. Un saluto cordiale.

Il parere dei nostri specialisti ha uno scopo puramente informativo e non può in nessun caso sostituirsi alla visita specialistica o al rapporto diretto con il medico curante. I nostri specialisti mettono a disposizione le loro conoscenze scientifiche a titolo gratuito, per contribuire alla diffusione di notizie mediche corrette e aggiornate.

Se non trovi la risposta al tuo quesito, fai la tua domanda ai nostri specialisti. Ti risponderemo prima possibile. Fai una domanda all’esperto

Le domande della settimana

Misura dell’embrione in sesta settimana: va bene?

20/01/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottor Claudio Ivan Brambilla

Il ginecologo ha l'obbligo di comunicare alla donna che aspetta un bambino l'eventuale presenza di un'anomalia: se dice che va tutto bene significa che è così.   »

Congedo parentale: è già in vigore l’estensione ai 14 anni dei figli?

19/01/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Paola Bernardi Locatelli

I permessi per malattia del figlio hanno subito importanti novità dal 1° gennaio 2026. Attualmente si è ancora in attesa delle istruzioni dell'INPS.   »

Ragazzina con tosse secca e stizzosa che non passa

15/01/2026 Gli Specialisti Rispondono di Professor Giorgio Longo

Se le terapie effettuate contro la tosse non portano risultati e se gli accertamenti effettuati per capire le cause della tosse non hanno fatto emergere nulla, occorre pensare che il sintomo abbia un'origine psicosomatica, eventualità non certo rara in adolescenza.   »

Gravidanza inaspettata e assunzione di molti alcolici

12/01/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Floriana Carbone

Nella maggior parte dei casi, i comportamenti rischiosi assunti prima di sapere che la gravidanza è iniziata o determinano un aborto spontaneo oppure non causano alcun danno all'embrione. Si tratta della cosiddetta "legge del tutto o del nulla".   »

Allattamento: che fare se il bambino rifiuta uno dei due seni?

07/01/2026 Gli Specialisti Rispondono di Giovanna Sottini, puericultrice e maternal personal trainer

La preferenza per una delle due mammelle può dipendere dal fatto che il bambino si trova meglio in una posizione piuttosto che nell'altra. Esiste, comunque, un modo per "ingannarlo" affinché inizi a succhiare da entrambi i seni.   »

Mamma e papà con influenza forte: è giusto affidare il neonato alla nonna?

05/01/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Angela Raimo

La scelta di allontanare un figlio appena nato quando si è colpiti da una malattia altamente contagiosa è saggia e si può escludere che induca il bambino a non volere più la mamma una volta guarita.   »

Fai la tua domanda agli specialisti