Dubbi sulla somministrazione dell’immunoprofilassi
Le conoscenze scientifiche circa la somministrazione di anticorpi contro il fattore Rh positivo sono così approfondite da rendere le procedure assolutamente sicure.
Una domanda di: Anna
Salve dottoressa, ieri a 28 settimane + 3 giorni di gravidanza mi sono sottoposta all’immunoprofilassi perché io Rh negativo e mio marito Rh positivo. Già mi fecero questa siringa un anno e mezzo fa dopo un aborto per lo stesso motivo. So che se mia figlia avrà lo stesso gruppo mio non me la rifaranno dopo il parto. Ma la mia domanda è: se la bimba avesse il mio stesso gruppo questa siringa è pericolosa per lei? Posso stare tranquilla non ci sono controindicazioni per la piccola? La ringrazio anticipatamente.

Faustina Lalatta
Gentile signora,
La tranquillizzo subito: la somministrazione di immunoglobuline, in pratica si tratta di anticorpi contro il fattore Rh positivo, è innocua per un bambino con fattore Rh negativo, cioè come il suo. Sulla base della mia esperienza però so che la somministrazione si esegue entro 72 dal parto (o da un aborto) e non in altre circostanze, a meno che sia stata eseguita una procedura invasiva come l’amniocentesi. Il parametro più importante da controllare durante la gravidanza è il test di Coombs che deve essere costantemente negativo.
Tenga presente che su questo argomento le conoscenze sono molto approfondite e si agisce in piena sicurezza.
Cordiali saluti.
Il parere dei nostri specialisti ha uno scopo puramente informativo e non può in nessun caso sostituirsi alla visita specialistica o al rapporto diretto con il medico curante. I nostri specialisti mettono a disposizione le loro conoscenze scientifiche a titolo gratuito, per contribuire alla diffusione di notizie mediche corrette e aggiornate.
Se non trovi la risposta al tuo quesito, fai la tua domanda ai nostri specialisti. Ti risponderemo prima possibile. Fai una domanda all’esperto
Sullo stesso argomento
13/02/2026
Gli Specialisti Rispondono
di Dottoressa Laura Trespidi Un collo dell'utero che misura 29 millimetri non preoccupa quindi non impone di stare a letto. »
11/02/2026
Gli Specialisti Rispondono
di Dottoressa Elisa Valmori La vaccinazione anti pertosse-difterite-tetano va effettuata tra la 28^ settimana di gestazione e prima della 36^ settimana, in modo da dare al corpo della della donna il tempo di produrre gli anticorpi specifici che poi passeranno attraverso la placenta per proteggere il neonato. »
04/12/2025
Gli Specialisti Rispondono
di Dottor Fabrizio Pregliasco IgG positive IgM negative emerse dal toxotest esprimono che la toxoplasmosi è stata contratta in passato, assicurando un'immunità nei confronti dell'infezione. »
28/05/2025
Gli Specialisti Rispondono
di Dottoressa Elisa Valmori Quando si riscontra un'infezione vaginale da Escherichia coli il medico prescrive l'antibiotico proprio per scongiurare qualsiasi rischio legato al problema. »
22/05/2025
Gli Specialisti Rispondono
di Dottoressa Elisa Valmori L'inalazione accidentale di un prodotto per la pulizia della casa non espone a particolari rischi il bambino perché l'organismo materno è attrezzato per fronteggiare le sostanze chimiche. »
Le domande della settimana
06/05/2026
Gli Specialisti Rispondono
di Dottoressa Elisa Valmori La paroxetina va senza dubbio assunta in gravidanza, se ve ne è indicazione, visto che aiuta a controllare il disturbo dell'umore da cui è interessata la futura mamma senza causare danni al feto. »
05/05/2026
Gli Specialisti Rispondono
di Dottor Claudio Ivan Brambilla In età matura, le probabilità di concepire per ciclo mestruale sono piuttosto basse, quindi non stupisce che dopo appena due mesi di tentativi la gravidanza non sia ancora iniziata. E questo vale anche in caso di riserva ovarica ancora soddisfacente. »
05/05/2026
Gli Specialisti Rispondono
di Dottor Claudio Castagna Poiché gli spermatozoi X sono più lenti, è possibile (!) che un rapporto sessuale affrontato uno-due giorni prima dell'ovulazione porti al concepimento di una femminuccia. Ma di questo non vi è alcuna certezza. »
04/05/2026
Gli Specialisti Rispondono
di Dottoressa Antonella Di Stefano La megavescica individuata nel feto è un segno ecografico prenatale che può sottendere un ampio spettro di cause e di conseguenze. La situazione va dunque tenuta monitorata tramite controlli ecografici seriati. »
04/05/2026
Gli Specialisti Rispondono
di Professor Augusto Enrico Semprini Ci sono dei casi in cui piccole dosi di aspirina possono favorire il buon proseguimento di una gravidanza: se il ginecologo curante la prescrive è più che opportuno dargli ascolto. »
28/04/2026
Gli Specialisti Rispondono
di Dottor Gaetano Perrini In caso di mancata assunzione del contraccettivo orale per più di 12 ore dall'ora consueta, è opportuno saltare l'intervallo tra una confezione e l'altra, dopo aver comunque assunto, anche se in ritardo, la pillola dimenticata. »
Fai la tua domanda agli specialisti