Se per qualunque ragione si volesse sospendere l'assunzione della cardioaspirina, è necessario prima di farlo discuterne con il ginecologo che l'ha prescritta.
Una domanda di: Serena Sono alla 16ma settimana di gravidanza e assumo cardioaspirina perché ho anticorpi anti nucleo 1:320 e per precedente aborto. Cosa succederebbe se smettessi di prendere la cardioaspirina? A quali rischi andrei incontro? Grazie mille.
Antonio Clavenna
Gentile Serena, la terapia farmacologica deve essere sempre valutata con con il ginecologo/la ginecologa e il medico curante. E’ molto probabile che le sia stata prescritta l’aspirina a basse dosi (cardioaspirina) per ridurre il rischio che si formino piccoli coaguli nei vasi che portano il sangue alla placenta e di conseguenza al feto. Lei ha a un rischio maggiore rispetto alla popolazione generale che si formino questi coaguli, che potrebbero ridurre l’apporto di ossigeno e nutrienti al feto. Se dovesse avere dubbi sull’opportunità di proseguire con l’assunzione della cardioaspirina o difficoltà a tollerarla, le consiglio di parlarne con il suo ginecologo o la sua ginecologa. Cordiali saluti.
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Ci sono dei casi in cui piccole dosi di aspirina possono favorire il buon proseguimento di una gravidanza: se il ginecologo curante la prescrive è più che opportuno dargli ascolto. »
In una donna giovane con nessun precedente trombotico, la cardioaspirina è più che sufficiente per affrontare i primi mesi di gravidanza al riparo dal rischio di trombi. »
L'assunzione di aspirina fra 80 e 100 mg al giorno non ha nessuna validazione solida sempre e comunque in tutte le gravidanza complicate. È pero molto prescritta e usata perché dà la sensazione alla donna che si stia facendo qualcosa per aiutarla e forse riduce il rischio che al termine di gravidanza... »
La letteratura scientifica è piuttosto unanime nel non raccomandare alcuna profilassi "anticoagulante" con eparina a basso peso molecolare o basse dosi di aspirina in presenza di un singolo aborto spontaneo. Per quanto riguarda il deltacortene, non viene neppure preso in considerazione. »
Non tutti gli specialisti sono d'accordo sull'utilità di prescrivere prodotti medicinali in caso di distacco, tuttavia questo vale a titolo di informazione generale perché di fatto è opportuno che ogni futura mamma dia ascolto alle indicazioni del proprio ginecologo curante. »
Non si deve avere fretta di ricorrere a cure farmacologiche ogni volta che le tonsille si arrossano, soprattutto se il bambino ha da poco affrontato una terapia con antibiotico. »
Ci sono alcuni consigli da seguire per aiutare un bambino a rinunciare al pannolino. Tra questi, il più importante è forse quello di favorire la formazione di feci morbide e, quindi, facili da espellere. »
Oltre a somministrare un farmaco contro la malattia da reflusso (che deve necessariamente essere prescritto dal pediatra), per limitare il fenomeno è opportuno seguire alcuni accorgimenti, tra cui cercare di rallentare il tempo della poppata. »
A volte è necessario che trascorra più tempo affinché ogni più piccola anomalia si risolva. Quello che conta è comunque che il feto sia vitale e cresca a un ritmo regolare. »
Non c'è alcun rischio né per la futura mamma né per il feto se la "piaghetta" (ectropion) sanguina, eventualità frequente proprio durante la gravidanza. »