Se i neuropsichiatri infantili consultati escludono che il bambino sia interessato da un disturbo dello spettro autistico ma, nonostante questo, si continua a temere che ne sia colpito diventa opportuno indagare sulle origini delle proprie paure infondate.
Una domanda di: Alessia Sono la mamma di un bellissimo bimbo di poco più di 7 mesi e mezzo. Fino a ora ha raggiunto tutte le tappe secondo le tempistiche, ma sono molto preoccupata per alcuni aspetti, nello specifico ancora il mio bimbo non lalla. Fa suoni vocalici, pernacchie, ma ancora non ripete le sillabe. Ha l’abitudine di grattare le superfici con cui entra in contatto ed ho notato anche alcuni comportamenti ripetitivi con le mani (agitare le braccia con o senza oggetti in mano, sbattere le mani sul biberon o sui giochi, quando è impegnato in qualcosa capita che non si giri quando chiamato), inoltre nonostante stia molto attento ai volti e tenga bene il contatto visivo, ancora non imita le espressioni facciali (a volte imita la tosse). Preciso che un mesetto fa l’ho portato da una NPI, la quale mi ha ribadito che lo sviluppo del mio bimbo è in linea rispetto all’età, ma non mi do pace…
Angela Raimo
Cara signora,
se una neuropsichiatra infantile "in presenza", ovvero che ha avuto modo di visitare il bambino, ha escluso che ci sia qualcosa che non va, non so proprio come io potrei, a distanza e senza vedere suo figlio, esprimermi diversamente sulla base delle scarse informazioni che lei mi dà e che in effetti descrivono i comportamenti che comunemente si osservano a sette mesi di vita. Detto questo, poiché sono solita attenermi al criterio guida del grandissimo professor Giovanni Bollea, padre della moderna neuropsichiatria infantile, secondo cui "le madri non sbagliano mai", mi sento di dire che forse potrebbe essere utile sentire un secondo parere sempre in presenza. Credo cioè che sia buona cosa prendere in considerazione il fatto che lei tema che suo figlio sia interessato da un disturbo del neurosviluppo (immagino che pensi all'autismo, dico bene?). Si confronti dunque con il suo pediatra curante e valuti con lui la possibilità di consultare un altro neuropsichiatra infantile. Se anche questo secondo specialista dovesse tranquillizzarla e, nonostante questo, lei dovesse continuare a "non darsi pace", diventerà opportuno che lei si rivolga a uno psicoterapeuta che la possa aiutare a mettere a fuoco la ragione delle sue paure a questo punto del tutto infondate. Mi faccia sapere, se lo desidera. Cari saluti.
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Quando si ha il sospetto che il proprio bambino sia colpito da un disturbo del neuro-sviluppo è opportuno valutare con il pediatra curante l'opportunità di chiedere il parere di un neuropsichiatra infantile. »
Quando si ha il sospetto che certi atteggiamenti del proprio bambino esprimano la presenza di un disturbo dello spettro autistico è bene innanzi tutto confrontarsi con il pediatra curante e poi, anche in base al suo parere, rivolgersi a un neuropsichiatra infantile. »
Per avere suggerimenti su come gestire i comportamenti difficili di un bambino di sei anni con disturbo dello spettro autistico occorre innanzi tutto rivolgersi a un neuropsichiatra infantile "in presenza". »
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