Il gruppo sanguigno viene determinato da una combinazione genetica i cui possibili risultati non lasciano spazio all'imprevedibile.
Una domanda di: Nino E’ possibile che da genitori con gruppo sanguigno 0 positivo nasca un figlio con gruppo sanguigno 0 negativo?
Giovanni Porta
I gruppi sanguigni si devono alla presenza, geneticamente determinata, di specifici marcatori sulla superficie dei globuli rossi (eritrociti). La membrana degli eritrociti contiene numerosi marcatori, denominati antigeni eritrocitari. Sono stati descritti 23 sistemi di antigeni eritrocitari, tra cui il più noto è il sistema AB0.
Il sistema Rh comprende numerosi antigeni eritrocitari; è tra i più complessi dei 23 sistemi di antigeni eritrocitari e, dopo il sistema AB0, è il più importante in campo immunoematologico.
Si tratta quindi di un discorso molto complesso. Cerchiamo di semplificare il più possibile.
L’antigene principale del sistema Rh è l’antigene D. Gli eritrociti vengono distinti in Rh positivo e Rh negativo in relazione alla presenza o assenza dell’antigene D sulla loro superficie. Il gene dell’antigene D si trova sul cromosoma 1 e può esistere in due forme (alleli): l’allele D determina la presenza dell’antigene D sulla membrana degli eritrociti, l’allele d ne determina l’assenza.
Ogni individuo ha due copie di ciascun cromosoma, una ereditata dal padre e una ereditata dalla madre, e quindi due copie di ciascun gene. L’allele D è dominante sull’allele d: basta quindi un solo allele D per avere l’antigene D. Gli individui con assetto genetico DD o Dd sono quindi Rh positivi, quelli con assetto dd sono Rh negativi.
Soggetti Rh positivi possono quindi avere assetto genetico DD (omozigote) o Dd (eterozigote). Da due individui Rh positivi eterozigoti (Dd) possono nascere figli Rh negativi (dd), se entrambi trasmettono al figlio l’allele d.
Rispondendo alla sua domanda, due soggetti con gruppo sanguigno 0 Rh positivo possono avere figli con gruppo 0 Rh positivo oppure 0 Rh negativo.
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