Dubbio sul risultato del bitest
A cura di Elisa Valmori - Dottoressa specialista in Ginecologia
Pubblicato il 30/11/2020
Aggiornato il 31/03/2026 Un risultato che si colloca nella "fascia verde" del grafico indica un basso rischio di avere un bambino con sindrome di Down.
Una domanda di: Valeria
Buongiorno. Ho 27 anni. Ho effettuato il bitest allargato in data 17 novembre, mi trovavo alla settimana 12+6. I risultati sono questi:
crl 67 mm; fr. Beta hCG 46,8 ng/ml 1,34 MoM corretta; PAPP-A 2,4 mIU/ml 0,63 MoM corretta; traslucenza nucale 0,90 mm 0,53 MoM.
Gli indici di rischio sono:
Rischio combinato trisomia 21 1:5271
Rischio biochimico Trisomia 21 1:902
Rischio per età 1:822
Rischio Combinato Trisomia 13/18
< 1:10000
I miei dubbi in particolare modo rimangono sui valori del rischio biochimico
trisomia 21 e rischio per età. Potete gentilmente aiutarmi? Grazie.

Elisa Valmori
Salve cara signora, buone notizie: il suo test di screening (ossia il “bitest allargato” altrimenti detto test combinato) è andato molto bene!
Lei risulta avere un rischio basso o normale di trisomia 21 e quindi si colloca nella fascia verde del grafico.
Il “rischio” di avere un bambino portatore di sindrome di Down dipende soprattutto dall’età materna e lei che è giovane aveva un rischio di partenza di avere un bambino malato di 1: 822 donne incinte. Il rischio biochimico è invece quello dato dall’esito del prelievo ematico e dal relativo dosaggio della frazione libera della beta-hCG e della PAPP-A (anch’esso decisamente basso in quanto pari a 1: 902 donne in attesa)
Il rischio combinato per trisomia 21 deriva dalla combinazione (calcolo mediante software) dei 2 predetti rischi ossia quello per età e quello biochimico abbinati al valore della traslucenza nucale, alla presenza dell’osso nasale…
Si considera basso rischio un rischio per trisomia 21 inferiore ad 1:1000. Il suo è risultato addirittura 1:5271!
Quanto al rischio per trisomia 13 e 18, risulta di gran lunga inferiore (minore di 1:10.000) in quanto sono patologie dei cromosomi molto più rare della sindrome di Down, sempre identificabili però tramite traslucenza nucale e prelievo ematico dei suddetti marcatori.
Spero di averla aiutata ad interpretare l’esito di questo esame…immagino stia tirando un sospiro di sollievo!
Resto a disposizione se desidera per ulteriori chiarimenti, cordialmente.
Il parere dei nostri specialisti ha uno scopo puramente informativo e non può in nessun caso sostituirsi alla visita specialistica o al rapporto diretto con il medico curante. I nostri specialisti mettono a disposizione le loro conoscenze scientifiche a titolo gratuito, per contribuire alla diffusione di notizie mediche corrette e aggiornate.
Se non trovi la risposta al tuo quesito, fai la tua domanda ai nostri specialisti. Ti risponderemo prima possibile. Fai una domanda all’esperto
Sullo stesso argomento
Gli Specialisti Rispondono
di Dottoressa Marina Baldi La scelta (difficilissima) di ricorrere o no all'interruzione volontaria della gravidanza, dopo aver saputo che il feto ha la sindrome di Down, spetta esclusivamente ai genitori, i quali possono comunque farsi supportare da figure professionali. »
Gli Specialisti Rispondono
di Dottoressa Faustina Lalatta Spetta alla coppia decidere, dopo aver ottenuto l'esito del Bi-test, se sottoporsi a indagini più approfondite sulla salute del feto e tra queste quale scegliere tra la ricerca del DNA fetale nel sangue materno, l'amniocentesi o la villocentesi, più invasive. »
Gli Specialisti Rispondono
di Dottoressa Faustina Lalatta Nei casi di diagnosi ecografica di pielectasia isolata la probabilità di un'anomalia cromosomica è molto bassa e, comunque, correlata solo alla trisomia 21. Se poi anche i test di screening indicano un basso rischio di sindrome di Down si può senz'altro stare più tranquilli, anche se la scelta di sottoporsi... »
Gli Specialisti Rispondono
di Dottoressa Elisa Valmori Una ventricolomegalia definita "lieve", specialmente se non è associata ad altre anomalie, non dovrebbe destare particolari preoccupazioni. »
Gli Specialisti Rispondono
di Dottor Claudio Ivan Brambilla I test di screenig (translucenza e Bi-test) esprimono un risultato probabilistco, l'amniocentesi dà certezze spetta alla futura mamma decidere se sottoporsi o no a quest'ultima. »
Le domande della settimana
Gli Specialisti Rispondono
di Dottoressa Antonella Di Stefano Non esiste una cura specifica per le coliche dei piccolissimi, che comunque non sono considerate una vera e propria malattia, infatti non è mai stata dimostra in modo scientificamente convincente l'efficacia dei preparati che di solito vengono utilizzati. »
Gli Specialisti Rispondono
di Dottoressa Chiara Boscaro I cibi da proporre in spiaggia sono numerosi, quindi sotto questo profilo c'è solo l'imbarazzo della scelta. Una grande attenzione va invece posta all'igiene e alla conservazione degli alimenti. »
Gli Specialisti Rispondono
di Dottoressa Angela Raimo Quando i litigi tra due fratelli molto piccoli diventano ingestibili, serve intervenire in maniera decisa per porvi fine drasticamente. Guai, invece, a trasformarsi in spettatori impotenti. »
Gli Specialisti Rispondono
di Dottoressa Elisa Valmori In caso di un mancato accollamento riscontrato con l'ecografia e non associato ad altri sintomi non c'è alcun bisogno di assentarsi da un tranquillo lavoro d'ufficio. »
Gli Specialisti Rispondono
di Dottoressa Antonella Di Stefano In effetti lo svezzamento può aiutare a gestire i sintomi del reflusso, ma non a risolverli né a prevenirli. Di fatto, l'introduzione di cibi solidi può sì ridurre i rigurgiti per gravità, ma non eliminare il problema poiché l'immaturità del meccanismo fisiologico che sta alla base del fenomeno rimane... »
Fai la tua domanda agli specialisti