Più è rapido il ricorso alla contraccezione di emergenza meglio è sotto il profilo dell'efficacia.
Una domanda di: Anna Salve io ieri ho preso la pillola del giorno dopo, ma la pillola non l’ho presa subito ma dopo 8 ore, posso comunque essere incinta? Perché io ho un gran male al seno parte del cappezzolo e sotto alla pancia se me la tocco mi fa male, devo comunque farmi un test di gravidanza?
Claudio Ivan Brambilla
Gentile signora,
le pillole per la contraccezione d’emergenza sono due e si chiamano “del giorno dopo” (levonorgestrel) o “dei cinque giorni dopo” (ulipristal): questo sta a significare che non è necessario assumerle immediatamente dopo il rapporto a rischio, anche se è vero che prima si prendono più è probabile che funzionino. Direi quindi che lei ha usato la pillola del giorno dopo nei tempi assolutamente corretti. Posto questo l’efficacia non è del 100 per cento per cui è possibile che lei sia incinta, ma a prescindere dai sintomi che riferisce perché, creda, è davvero impossibile che il concepimento si evidenzi con indolenzimento al seno e dolori al ventre il giorno dopo il rapporto sessuale. Quindi per ora non possiamo saperlo: potrebbe anche essere avvenuto ma non sono certo i disturbi di cui mi parla a provarlo. Tra un paio di settimane può invece sì essere opportuno fare il test di gravidanza. Con cordialità.
Il parere dei nostri specialisti ha uno scopo puramente informativo e non può in nessun caso sostituirsi alla visita specialistica o al rapporto diretto con il medico curante. I nostri specialisti mettono a disposizione le loro conoscenze scientifiche a titolo gratuito, per contribuire alla diffusione di notizie mediche corrette e aggiornate.
Il contraccettivo d'emergenza ulipristal acetato ha un'emivita brevissima, quindi un bambino di 10 mesi che viene allattato dopo 20 ore dalla sua assunzione non viene esposto ad alcun rischio. »
In linea teorica, se l'ovulazione è in atto la pillola dei cinque giorni dopo non dovrebbe funzionare, tuttavia poiché rende l'endometrio inospitale potrebbe comunque ostacolare l'avvio di una gravidanza. »
Non si deve avere fretta di ricorrere a cure farmacologiche ogni volta che le tonsille si arrossano, soprattutto se il bambino ha da poco affrontato una terapia con antibiotico. »
Ci sono alcuni consigli da seguire per aiutare un bambino a rinunciare al pannolino. Tra questi, il più importante è forse quello di favorire la formazione di feci morbide e, quindi, facili da espellere. »
Oltre a somministrare un farmaco contro la malattia da reflusso (che deve necessariamente essere prescritto dal pediatra), per limitare il fenomeno è opportuno seguire alcuni accorgimenti, tra cui cercare di rallentare il tempo della poppata. »
A volte è necessario che trascorra più tempo affinché ogni più piccola anomalia si risolva. Quello che conta è comunque che il feto sia vitale e cresca a un ritmo regolare. »
Non c'è alcun rischio né per la futura mamma né per il feto se la "piaghetta" (ectropion) sanguina, eventualità frequente proprio durante la gravidanza. »