A mano a mano che l'utero aumenta di volume, la placenta può allontanarsi dall'orifizio uterino interno.
Una domanda di: Grace Sto affrontando una gravidanza in Medio Oriente e sono alla 12ma settimana. La
ginecologa qui mi ha detto dopo un’ecografia che la mia placenta è bassa ma
che questo evento può scomparire man mano che il feto cresce.
Posso fare qualcosa per farla risalire o evitare alcune cose?
Dottor Gaetano Perrini
Gentile signora, l’inserzione placentare in una gravidanza può avere
molte sedi: anteriore laterale, posteriore, fundica e talvolta può essere
posizionata davanti all’orifizio uterino interno. In quest’ultimo caso si
tratterebbe di una placenta previa centrale. Esistono ovviamente molteplici
variabili tra le quali la posizione del margine che giunge in prossimità
dell’orifizio uterino interno.
Quest’ultima tende ad avere una evoluzione favorevole in quanto col
proseguimento della gravidanza il margine placentare si allontana sempre più
dall’orifizio uterino interno, permettendo quindi un passaggio fisiologico
della parte presentata nel canale parto, senza che la placenta possa essere
di disturbo al fisiologico andamento del travaglio e dell’espulsione del
feto. Con la prossima ecografia saprà come sta evolvendo la situazione, quindi occorre avere pazienza. Nel frattempo non c’è nulla da fare per modificare la situazione che però, a mio avviso, non desta preoccupazione tant’è che la sua ginecologa le ha già detto che probabilmente tutto si risolverà con il progredire della gravidanza. Mi tenga aggiornato, se lo desidera. Con cordialità.
Il parere dei nostri specialisti ha uno scopo puramente informativo e non può in nessun caso sostituirsi alla visita specialistica o al rapporto diretto con il medico curante. I nostri specialisti mettono a disposizione le loro conoscenze scientifiche a titolo gratuito, per contribuire alla diffusione di notizie mediche corrette e aggiornate.
Le donne che hanno avuto la placenta previa in una prima gravidanza in effetti hanno maggiori probabilità che la condizione si ripresenti nelle gravidanze successive. Ma, comunque, non è automatico che accada. »
Il "permesso" di affrontare un viaggio in treno in caso di placenta previa (e sanguinamento) deve essere accordato dal medico curante, l'unico referente che può parlare con cognizione di causa. »
La diagnosi di placenta previa non si può formulare prima della 26^ settimana, ma solitamente si rimanda addirittura a più avanti perché il progressivo aumento di volume dell'utero può trascinare la placenta verso l'alto, spostandola dall'OUI. »
È probabile che dopo due aborti si riesca a portare a termine una gravidanza, tuttavia è opportuno effettuare alcune indagini prima di cercare un nuovo concepimento. »
Non si deve avere fretta di ricorrere a cure farmacologiche ogni volta che le tonsille si arrossano, soprattutto se il bambino ha da poco affrontato una terapia con antibiotico. »
Oltre a somministrare un farmaco contro la malattia da reflusso (che deve necessariamente essere prescritto dal pediatra), per limitare il fenomeno è opportuno seguire alcuni accorgimenti, tra cui cercare di rallentare il tempo della poppata. »
Non c'è alcun rischio né per la futura mamma né per il feto se la "piaghetta" (ectropion) sanguina, eventualità frequente proprio durante la gravidanza. »