Dubbio sull’esito del test di screening
A cura di Cristiana De Petris - Dottoressa specialista in Farmacia
Pubblicato il 06/07/2021
Aggiornato il 29/05/2026 Un valori associato al rischio di preeclampsia suggerisce di effettuare ulteriori indagini.
Una domanda di: Stefania
Ho 35 anni e sono alla mia seconda gravidanza e
giorno 22/06/21 a 12 più 2
ho effettuato lo screening.
Le invio i dati :
Tn 2.0
Crl 59,3
Osso nasale presente
Esami sangue effettuati a 11+2
Free beta hgc 41,5 UI/l ( 0,757 mom)
Papp-a 1,270. UI/l ( 0,412 mom )
Trisonomia 21 rischio base 1:240
Rischio corretto 1:1153
Trisonomia 18 rischio base 1:574
Rischio corretto 1:5832
Trisonomia 13 rischio base 1:1804
Rischio corretto 1:11065
Questo il risultato del test combinato!
Come le sembra ?
Poi ho letto che se la Papp-a è bassa c’è rischio di non portare a termine la
gravidanza! Mi può dare maggiori delucidazione al riguardo perché sono molto
spaventata e volevo capire come sono i miei risultati !
Grazie mille.

Cristiana De Petris
Gentile signora,
da quello che leggo si evince, fortunatamente, che il rischio corretto di T21 (rispetto a quello di base) è notevolmente migliorato. Il valore della Papp-a è in effetti un po’ basso e potrebbe essere associato a preclampsia. C’è un test di screening proprio per valutare il rischio di preclampsia (solitamente si effettua tra la decima e la tredicesima settimana gestiazionale tramite prelievo ematico per il rilevamento di PLGF e PAP-A, misurazione della pressione arteriosa ed ecografia). Con cordialità.
Il parere dei nostri specialisti ha uno scopo puramente informativo e non può in nessun caso sostituirsi alla visita specialistica o al rapporto diretto con il medico curante. I nostri specialisti mettono a disposizione le loro conoscenze scientifiche a titolo gratuito, per contribuire alla diffusione di notizie mediche corrette e aggiornate.
Se non trovi la risposta al tuo quesito, fai la tua domanda ai nostri specialisti. Ti risponderemo prima possibile. Fai una domanda all’esperto
Sullo stesso argomento
Gli Specialisti Rispondono
di Dottoressa Marina Baldi I risultati del Bi-test hanno un valore "predittivo" cioè non sono veritieri assolutamente, ma solo "probabilmente". Per questa ragione quando esprimono la possibilità che nel bambino ci sia qualcosa che non va diventa opportuno effettuare altre indagini. »
Gli Specialisti Rispondono
di Dottoressa Marina Baldi Prima di effettuare l'amniocentesi, che pure a partire dai 35 anni della donna viene erogata gratuitamente dall'SSN, ci si può sottoporre a indagini non invasive: al test del DNA fetale presente nel sangue della madre e alla translucenza nucale. »
Gli Specialisti Rispondono
di Dottoressa Faustina Lalatta La decisione di indagare attraverso l'amniocentesi sulla salute del feto, per escludere con sicurezza la presenza di anomalie, spetta esclusivamente alla coppia di genitori. Il ginecologo di fiducia così come il genetista possono essere solo di supporto nella scelta, fornendo informazioni corrette. »
Gli Specialisti Rispondono
di Dottoressa Faustina Lalatta Non è possibile stabilire se il feto abbia malformazioni o sia interessato da un'alterazione cromosomica semplicemente basandosi sul fatto che la sua crescita è al 3° percentile. Oggi si dispone di indagini di screening che possono dare informazioni sulla sua salute, ma se si decide di non effettuarle... »
Gli Specialisti Rispondono
di Dottoressa Elsa Viora La presenza di un rigurgito della tricuspide nel feto è uno dei segnali che potrebbe (potrebbe! Non si tratta di una certezza) associarsi ad anomalie cromosomiche. »
Le domande della settimana
Gli Specialisti Rispondono
di Dottoressa Antonella Di Stefano Non esiste una cura specifica per le coliche dei piccolissimi, che comunque non sono considerate una vera e propria malattia, infatti non è mai stata dimostra in modo scientificamente convincente l'efficacia dei preparati che di solito vengono utilizzati. »
Gli Specialisti Rispondono
di Dottoressa Chiara Boscaro I cibi da proporre in spiaggia sono numerosi, quindi sotto questo profilo c'è solo l'imbarazzo della scelta. Una grande attenzione va invece posta all'igiene e alla conservazione degli alimenti. »
Gli Specialisti Rispondono
di Dottoressa Angela Raimo Quando i litigi tra due fratelli molto piccoli diventano ingestibili, serve intervenire in maniera decisa per porvi fine drasticamente. Guai, invece, a trasformarsi in spettatori impotenti. »
Gli Specialisti Rispondono
di Dottoressa Elisa Valmori In caso di un mancato accollamento riscontrato con l'ecografia e non associato ad altri sintomi non c'è alcun bisogno di assentarsi da un tranquillo lavoro d'ufficio. »
Gli Specialisti Rispondono
di Dottoressa Antonella Di Stefano In effetti lo svezzamento può aiutare a gestire i sintomi del reflusso, ma non a risolverli né a prevenirli. Di fatto, l'introduzione di cibi solidi può sì ridurre i rigurgiti per gravità, ma non eliminare il problema poiché l'immaturità del meccanismo fisiologico che sta alla base del fenomeno rimane... »
Fai la tua domanda agli specialisti