Due aborti a 43 anni: si può sperare di portare a termine una gravidanza?

Dottoressa Elisa Valmori A cura di Dottoressa Elisa Valmori Pubblicato il 18/01/2024 Aggiornato il 18/01/2024

A 43 anni, dopo due interruzioni spontanee della gravidanza, è opportuno effettuare alcune indagini volte a individuare la causa degli aborti. Questo non significa che di sicuro il desiderio di maternità rimarrà inesaudito.

Una domanda di: Marisa
Sono una donna di 43 anni ho avuto due aborti spontanei, il primo a 5 settimane, il secondo a quasi due mesi. Ho avuto un’infezione all’endometrio però con antibiotico forte Rocefin è guarita. È passato più di un anno dal secondo aborto e per adesso non riesco a rimanere incinta, a causa anche dell’età come mi hanno detto diversi medici. Se è una questione di ovuli c’è possibilità di rimanere incinta e portare a termine la gravidanza ? Se è necessario anche con una fecondazione assistita?
Quante probabilità ci possono essere? Siccome l’età è avanzata temo di non riuscirci più e anche mio marito ha 46 anni: sto andando in panico. Attendo
un vostro riscontro.

Elisa Valmori
Elisa Valmori

Salve signora, mi ha sintetizzato la sua storia e tra le righe colgo tutta la sua frustrazione e timore di non riuscire a realizzare il suo sogno di maternità.
È possibile che i due aborti spontanei pregressi siano stati facilitati dall’età già avanzata, motivo per cui a giudizio del ginecologo curante, si possono effettuare le indagini denominate screening trombofilico che escludono l’esistenza di alterazioni congenite e soprattutto acquisite a carico della coagulazione del sangue, che potrebbero facilitare il ripetersi di aborti spontanei.
A mio avviso è interessante sapere che l’essere già rimasta incinta due volte, in qualche modo facilita la possibilità che questo riaccada spontaneamente nel prossimo futuro per cui la invito a non disperare e a proseguire con fiducia nella ricerca della gravidanza insieme al suo compagno.
Inoltre, dato che non è in nostro potere modificare il fattore età, direi che vale la pena aiutarsi oltre che con lo stile di vita sano (che di sicuro starà già mettendo in atto), eventualmente utilizzando integratori come ad esempio il D-chiro-inositolo ed il Myo-inositolo che possono facilitare il meccanismo dell’ovulazione.
Anche esami del sangue come la funzione tiroidea o il dosaggio della vitamina D possono essere utili per capire eventuali alterazioni ancora subcliniche a carico della tiroide oppure per integrare la vitamina D che oltre al metabolismo osseo è coinvolta anche nel sistema immunitario e nella fertilità.
Ritengo comunque che l’approccio medico più completo alla fertilità di coppia sia quello offerto dalla Naprotecnology, una disciplina che appunto si prefigge di indagare in modo sistematico l’eventuale presenza di problematiche nella fertilità di coppia e di rimuoverle laddove possibile per consentire un concepimento per via naturale, in alternativa alla meglio nota Procreazione Medicalmente Assistita o PMA (gravata da costi e rischi per la salute materno-infantile non indifferenti)
Le allego un sito che rimanda ad una realtà nella Svizzera italiana ma anche nel nostro Paese ci sono medici che hanno approfondito questa disciplina e che hanno ottenuto ottimi risultati, con minori rischi sia per le mamme che per i bambini concepiti.
http://www.naprotecnologia.ch/index.html
Spero di averle come si suol dire “messo la pulce nell’orecchio” e di averla aiutata, resto a disposizione se desidera, cordialmente.

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