Prima di effettuare un raschiamento, in caso di presunta interruzione spontanea della gravidanza, è opportuno effettuare controlli volti ad accertare con sicurezza che si sia verificato un aborto.
Una domanda di: Doriana Salve dottore, il mio ultimo ciclo e stato il 28/09/2019. In ottobre non ho avuto il ciclo mestruale: feci il test di gravidanza dopo 3 giorni dal presunto periodo mestruale e il test era negativo. Dopo 12 giorni il 6 /11/2019 feci il test e fu positivo la risposta. Il 7/11 feci anche il dosaggio del beta-hCG che è risultato: 571.80. L’ 11/11/2019 feci di nuovo il beta ed era 3865; il 19/11/2019 mi sono recata dal ginecologo che ha riscontrato la formazione della camera e del sacco vitellino, ma non dell’embrione, cosi mi ha detto di rifare il beta il 20/11/2019 e i valori erano 12025, ma mi ha detto che lo dovevo ripetere dopo un giorno e purtroppo ieri il beta era 12007 (cioè sceso un pochino). Il ginecologo che ho subito chiamato mi ha detto di recarmi in ospedale per fare il raschiamento senza farmi una visita o un’eco. Non so cosa fare: se aspettare e rifare il beta o recarmi da un altro ginecologo per avere delle conferme in più, cioè per essere sicura che realmente la gravidanza si sia è interrotta oppure se recarmi in ospedale per il rischiamento: vorrei un vostro parere.
Bruno Mozzanega
Gentile signora,
può succedere che l’embrione non si formi o smetta precocemente di vivere, ma succede anche che possa visualizzarsi in un momento successivo all’epoca di amenorrea (mancato arrivo delle mestruazioni): accade quando il concepimento avviene più tardi rispetto alla previsione.
Col sacco vitellino in genere l’embrione si dovrebbe vedere, però non procederei a interventi, se non dopo aver effettuato ulteriori controlli ecografici. Ripeterei anche il dosaggio delle beta-hCG lunedì. Mi tenga aggiornato, se lo desidera. Con cordialità.
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