Embrione più indietro rispetto al calendario ostetrico: è brutto segno?
A cura di Gaetano Perrini - Dottore specialista in Ginecologia
Pubblicato il 20/08/2025
Aggiornato il 20/08/2025 Non sempre le misure del bambino corrispondono a quelle che ci si attende in base alla data di inizio dell'ultima mestruazione. Quando succede e la differenza supera i sette giorni la gravidanza viene ridatata, senza che questo debba preoccupare.
Una domanda di: Federica
Lunedì ho fatto la mia prima ecografia da cui è emerso embrione di 5 mm con presenza di battito cardiaco. L’unica cosa è che risulta una settimana indietro rispetto al mio ciclo mestruale. Il ginecologo mi ha detto di rivederci tra una settimana: è brutto segno?

Dottor Gaetano Perrini
Buongiorno signora, come è noto il giorno dell’ovulazione non è sempre valutabile perché è soggetto a numerose variabili: di solito avviene il 14º giorno in un ciclo regolare di 28 giorni, ma non si può mai escludere che possa verificarsi il settimo-ottavo giorno così come il 20°. La prima ecografia è in grado di valutare la presenza della camera gestazionale e dell’embrione in utero e dalle misure può essere in grado di valutare più o meno la settimana di gestazione. Le misurazioni successive rilevano un embrione un po’ più sviluppato, così permettono, in base a specifiche tabelle, di stabilire con certezza la settimana e il giorno di gestazione, definendo l’età ecografica. Quest'ultima può coincidere con il calcolo ostetrico, basato sulla data di inizio dell'ultima mestruazione oppure no. In quest'ultimo caso, se la differenza è più di una settimana, si procede alla cosiddetta ridatazione della gravidanza che non è assolutamente predittiva di un problema della gravidanza stessa. In altre parole, la necessità di ridatare la gravidanza non è espressione di nulla e non deve preoccupare. Con cordialità.
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