Emorragia post parto: si può prevenire?

Dottor Claudio Ivan Brambilla A cura di Claudio Ivan Brambilla - Dottore specialista in Ginecologia Pubblicato il 16/08/2021 Aggiornato il 02/04/2026

In effetti esiste la possibilità di prevenire la comparsa di un'emorragia post parto, soprattutto nel caso in cui si riesca a prevedere la circostanza che potrebbe determinarla.

Una domanda di: Giada
Buongiorno dottore,
durante il travaglio del mio primo parto ho avuto un’emorragia che,
fortunatamente, si è risolta senza conseguenze drammatiche. Sul referto
dell’ospedale la perdita ematica stimata risulta essere di 900 cc.
Ho interpellato diversi medici ma nessuno mi ha fornito informazioni
precise a riguardo se non che si sarebbe potuto trattate di un distacco
di placenta o di un utero che ha sanguinato più del dovuto.
Ho 39 anni, sono in salute e vorrei affrontare una nuova gravidanza ma
sono spaventata e dubbiosa e vorrei capire se vi è la possibilità che
questo quadro clinico possa ripresentarsi.
Inoltre, vorrei capire se esistono delle terapie farmacologiche e/o
delle precauzioni per scongiurare questa evenienza, ad esempio
ricorrere ad un parto tramite taglio cesareo.
Grazie per il suo tempo.

Claudio Ivan Brambilla
Claudio Ivan Brambilla

Gentile signora,
un’emorragia nell’immediato post parto è una evenienza rara che può essere in relazione, cercando di riassumere il più possibile con le seguenti evenienze.
Difetti congeniti della coagulazione (indagabili, visto l’accaduto, con esami specifici indicati dal suo ginecologo o da un ematologo).
Difetti legati alla placenta: dal distacco intempestivo (ma in questo caso c’è quasi sempre una emorragia prima del parto) o ritenzione parziale della placenta e/o delle membrane (in questo caso si esegue un raschiamento immediato) oppure, addirittura, ad un mancato distacco (in questo caso la placenta viene rimossa con le mani: si parla di secondamento manuale).
Lacerazioni della vagina o del collo dell’utero e quindi il sanguinamento continua sino a quando tali lacerazioni non vengono suturate. Anche un periodo dilatante prolungato o un periodo espulsivo troppo lungo, o l’età della donna superiore ai 35 anni possono essere situazioni che influenzino la comparsa di un’emorragia.
Un’altra eventualità riguarda l’utero che, una volta espulsa la placenta, non si contrae: in questo caso lo si aiuta prima con l’ausilio di farmaci specifici (le prostaglandine) e poi, se non sortiscono l’effetto desiderato, con un palloncino particolare che viene posto in loco a tamponare i vasi.
In quale di queste eventualità lei si è trovata, non lo specifica ma conoscendo l’andamento della sua emorragia (in cartella clinica dovrebbe essere – anzi sicuramente -è descritta la causa, ad eccezione dei difetti della coagulazione) al prossimo parto si possono attuare misure preventive. In realtà se quelle citate sono le cause più probabili è altrettanto vero che buona parte delle emorragie dell’immediato post parto avvengono senza che sia possibile riconoscere una causa specifica. In conclusione: non posso assicurarle che l’emorragia non si ripeterà, anche se le misure preventive hanno una buona riuscite: non entro nel merito di queste ultime perché sono atti strettamente medici che variano anche a seconda delle varie situazioni. Con cordialità.

Il parere dei nostri specialisti ha uno scopo puramente informativo e non può in nessun caso sostituirsi alla visita specialistica o al rapporto diretto con il medico curante. I nostri specialisti mettono a disposizione le loro conoscenze scientifiche a titolo gratuito, per contribuire alla diffusione di notizie mediche corrette e aggiornate.

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