Enuresi notturna in una bimba di sei anni

Dottor Leo Venturelli A cura di Dottor Leo Venturelli Pubblicato il 31/05/2021 Aggiornato il 07/06/2021

L'enuresi notturna è un problema che è rischioso trascurare anche per via delle ripercussioni che può avere in età aduta. Fortuna vuole che oggi sia possibile risolverlo con successo.

Una domanda di: Ilaria
Gentilissimo,
sono la mamma di una bambina di sei anni e mezzo che di notte fa ancora la pipì a letto.
Di giorno il pannolino è stato tolto intorno ai due anni e mezzo di età senza particolari difficoltà.
Che cosa mi consigliate di fare?
Grazie per la vostra cortese risposta.

Leo Venturelli
Leo Venturelli

Cara mamma,
l’età della bambina impone una riflessione sul tipo di enuresi, tenendo ben presente che nel 90 per cento dei casi (quindi la maggior parte!) è dovuta a un’iperattività della vescica che, se trascurata, può dare problemi seri in età adulta. In Italia ci sono più di cinque milioni di adulti che soffrono di iperattività vescicale, circa l’80 per cento di questi presentava enuresi notturna prima dell’adolescenza. Se questa percentuale di bambini fosse stata curata subito adeguatamente, in età adulta verosimilmente non avrebbe avuto a che fare col problema.
Ci sono due forme di enuresi: monosintomatica e non monosintomatica.
La monosintomatica è caratterizzata dalla sola poliuria (tanta pipì) notturna; ovvero da una produzione di urina nel periodo notturno superiore alla capacità della vescica di trattenerla. Questo avviene quando l’ormone antidiuretico (ADH) non funziona regolarmente. La non monosintomatica è caratterizzata da più di una minzione durante la notte, anche poliuria (tantà pipì); diminuita/aumentata frequenza minzionale di giorno; incontinenza diurna; tentativi di contrastare l’incontinenza facendo pressioni sui muscoli del perineo; sensazione di svuotamento incompleto; sgocciolio post- minzionale.
Il comune denominatore delle due forme è la vescica piccola! Esiste una formula per calcolare la capacità vescicale attesa per l’età, espressa in ml:
Età (in anni) x 30 + 30

Per intenderci, per un bimbo di 7 anni ci attendiamo una capacità vescicale attesa di 240 ml.
Sartebbe auspicabile che a 12 anni il bambino abbia raggiunto i 390 ml di capacità vescicale e che li mantenga per tutta la vita.
Il frequente riscontro di una vescica piccola nasce dal fatto che i nostri bimbi bevono poco durante il giorno; questo non aiuta la vescica a raggiungere le dimensioni sperate.
Per inquadrare sufficientemente l’enuresi è sufficiente: escludere con un esame urine e urinocoltura un’infezione delle vie urinarie (che può causare enuresi notturna).
Effettuare tre “diari minzionali”, in 3 fine settimana successivi, per individuare il tipo di enuresi del proprio bambino, che significa annotare ogni volta che fa pipì (controllando o no lo stimolo). La cura all’inizio e in entrambe le forme è sempre di tipo comportamentale:
fare pipì prima di andare a dormire, bere poco, meno di ½ bicchiere di acqua dopo cena (mentre durante il giorno bisogna bere), evitare a cena latte e minestre. Durante il giorno insistere a far bere almeno 2 bottigliette di acqua da 500 ml, oltre all’acqua assunta durante i pasti (a pranzo anche due bicchieri, se richiesti). Bevendo più di un litro d’acqua durante il giorno, la bambina durante il giorno dovrebbe fare pipì ogni due-tre ore, occorre incoraggiarla a farlo. Le insegni a farla con la tecnica dello start-stop-and-go che significa arrestando di tanto in tanto il getto, in modo che l’emissione sia a spruzzetti.
Questa strategia aiuta a dilatare correttamente la vescica, portandola a raggiungere la capacità auspicabile per l’età e permette al bambino di prendere sempre più confidenza con la muscolatura delle vie urinarie. E’ una buona idea sfruttare i fine settimana per incoraggiare la bambina a fare questo tipo di esercizi, oltre che per compilare il prezioso diario minzionale. Se la terapia comportamentale non dovesse dare risultato, deve consultarsi con il suo pediatra, a cui spetta decidere se a questo punto fare ricorso ai farmaci. Le medicine di cui si dispone sono: analogo dell’ormone antidiuretico (desmopressina), che viene usato in genere se c’è una chiara situazione di poliuria notturna; anticolinergico (oxibutinina), che si impiega se prevalgono i sintomi legati all’iperattività vescicale. A volte i due farmaci vengono usati in associazione (è sempr eil curante che deve stabilirne l’opportunità). Esiste inoltre la possibilità di usare l’allarme sonoro notturno, a cui si ricorre se il bimbo/a è grande, bagna il letto tutte le notti e dà segni chiari di iperattività vescicale diurna. L’allarme costituisce un’ottima alternativa alla terapia farmacologica, ma richiede una famiglia collaborante perché spesso nei primi periodi il diretto interessato, cioè il bambino o la bambina, non sente suonare l’allarme notturno.
In generale, cara mamma, deve sapere che la terapia richiede spesso un lungo periodo, anche 18 mesi, prima che diventi possibile raggiungere la totalità delle notti asciutte.
Del resto affrontando il problema si arriva anche alla sua soluzione: gravissimo sarebbe invece l’errore di ritenere che la situazione si possa risolvere spontaneamente senza fare nulla, perché di sicuro non accade con quel che ne può conseguire di disagio psicologico per il bambino, poi per l’adolescente e per l’adulto. Una vescica iperattiva non correttamente inquadrata e trattata entro l’adolescenza potrà dare problemi in età adulta. Nel frattempo, le elenco le regole che è fondamentale seguire fino a quando il problema non sarà risolto:
NON SGRIDI LA BAMBINA SE FA LA PIPI’ ADDOSSO O A LETTO
AIUTATI LA BAMBINA A CAPIRE COME FUNZIIONA L’APPARATO URINARIO CON UN LIBRO O DELLE FIGURE
INSEGNI ALLA BAMBINA A FAR BENE LA PIPI’ DI GIORNO E LA SERA PRIMA DI CORICARSI, svuotando completamente la vescica e facendo gli esercizi per l’emissione a spruzzetti.
NON LE DIA DA BERE LA SERA DOPO CENA
USI MUTANDINE SPECIFICHE PER ENURESI PER LA NOTTE, CAPACI DI ASSORBIRE SUFFICIENTEMENTE L’URINA
Non esisti quindi a parlare del problema con il pediatra, per avere una diagnosi sicura. In mancanza di riferimento, sappia che in tutta Italia trova centri specialistici sull’enuresi infantile (spesso collegati alla chirurgia pediatrica), dove può sempre rivolgersi se la condizione persiste o non si attenua entro poco meno di un anno.
Con cordialità.

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