Esercizi di spinta in vista del parto: servono davvero?

A cura di Cristina Maggioni - Dottoressa specialista in Ginecologia Pubblicato il 24/01/2024 Aggiornato il 24/01/2024

La fase espulsiva del parto, caratterizzata dalle spinte, non è una gara, non richiede di allenarsi a spingere mesi prima, anzi farlo potrebbe essere controproducente.

Una domanda di: Michela
Vi contatto per chiedervi un’opinione, se ciò che vado a dirvi sia una mia ansia o una fonte di preoccupazione reale. Sono alla 20^ settimana di gravidanza e dopo una visita della funzionalità pelvica, mi sono stati dati degli esercizi di contrazione da fare. Sto facendo gli esercizi, ma uno di questi giorni mi sono spaventata un po’ perché non riesco ancora a controllarmi bene e mentre facevo gli esercizi ho sentito per due volte una “palla” spingere verso il basso. Non vorrei aver spinto tanto e causato qualcosa senza volerlo, non so, accorciamento della cervice o dilatazione. È possibile una cosa del genere? Preciso che all’ultima visita il collo dell’utero era di 3.7 cm e poi dopo una cura di magnesio era arrivato a 4 cm, no funnelling. Attendo una risposta per capire se anticipare la visita o aspettare queste due settimane che mi separano dal controllo ordinario.

Cristina Maggioni
Cristina Maggioni

Gentile Michela, non mi sono chiari i tipi di esercizi che le hanno richiesto. Molti esercizi sono vietati in gravidanza, per esempio tutte le insegnanti di yoga, peraltro utilissimo in gravidanza a patto di rispettare determinate regole inderogabili, sanno quali esercizi si possono fare e quali no. Alla 20^ settimana sconsiglio di fare grandi esercizi fisici, grandi sforzi e ancor meno esercizi di spinta! Ricordo a tutte che la fase delle spinte che è l’ultima parte del travaglio, quella cioè che richiede che la mamma spinga attivamente nel momento della contrazione uterina, è alla fine del travaglio, precede immediatamente la nascita del bambino. La testa passa dalla strettoia ossea, si incanala in vagina, si appoggia sul retto – provocando l’impulso irrinunciabile di spingere – e poi finalmente esce all’esterno. Quanto dura la fase delle spinte? Il lasso di tempo è variabile: da 10 minuti (in qesto caso tutto termina in tre-quattro spinte) a due ore, ma si tratta di un processo naturale, il parto non è una gara di corsa, non servono allenamenti specifici. Desidero aggiungere un dato che pochi conoscono: la durata della fase delle spinte dipende … dall’occlusione dentale della mamma! Proprio così: lo abbiamo dimostrato al Buzzi al tempo del professor Umberto Nicolini con una ricerca serissima, successivamente pubblicata. Se uno non occlude bene la forza si perde: provate a tirare un calcio al pallone con forza per lanciarlo a 100 metri tenendo la bocca spalancata: impossibile riuscirci. Morale, se si vuole ridurre la fase delle spinte, è consigliabile controllare l’occlusione dentale prima del parto: un dentista esperto in occlusioni potrà indicare come correggerla se scorretta, eventualmente consigliando un bite da indossare in sala parto. Cari saluti.

Il parere dei nostri specialisti ha uno scopo puramente informativo e non può in nessun caso sostituirsi alla visita specialistica o al rapporto diretto con il medico curante. I nostri specialisti mettono a disposizione le loro conoscenze scientifiche a titolo gratuito, per contribuire alla diffusione di notizie mediche corrette e aggiornate.

Se non trovi la risposta al tuo quesito, fai la tua domanda ai nostri specialisti. Ti risponderemo prima possibile. Fai una domanda all’esperto

Le domande della settimana

Menopausa: quali alimenti per l’energia e il buon umore?

16/02/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Rosa Lenoci

Una corretta alimentazione può davvero rivelarsi preziosa per stare globalmente bene anche in menopausa. In realtà tutti i consigli dietetici utili dopo il termine dell'età fertile sono preziosi in qualunque periodo della vita.   »

Ecografia transvaginale: potrebbe causare un aborto?

16/02/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Elisa Valmori

L'ecografia transvaginale può risultare più o meno fastidiosa a seconda di come viene maneggiata dal medico, tuttavia in nessun caso può provocare un vero danno.   »

Difficoltà ad avere un secondo figlio

16/02/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottor Claudio Ivan Brambilla

Sono tanti i fattori che possono essere di ostacolo alla possibilità di avviare una seconda gravidanza e tra questi ci sono lo stress prolungato e un peso corporeo dell'aspirante mamma che si discosta molto, per eccesso o per difetto, da quello ideale.   »

Vaccino pertosse-difterite-tetano: quando farlo in gravidanza?

11/02/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Elisa Valmori

La vaccinazione anti pertosse-difterite-tetano va effettuata tra la 28^ settimana di gestazione e prima della 36^ settimana, in modo da dare al corpo della della donna il tempo di produrre gli anticorpi specifici che poi passeranno attraverso la placenta per proteggere il neonato.   »

Mamma con herpes: c’è il rischio che il lattante venga contagiato?

09/02/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottor Leo Venturelli

La possibilità che un'infezione da herpes venga trasmessa da mamma a bambino esiste, ma alcuni accorgimenti possono limitare questa possibilità.   »

Inizio gravidanza e raggi X

03/02/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottor Marcello Orsi

Nelle primissime fasi della gravidanza, vige la legge del "tutto o nulla" vige anche in radiobiologia.   »

Immune alla toxoplasmosi: si deve comunque ripetere l’esame tutti i mesi?

26/01/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Elisa Valmori

Una volta appurato che le IgG, cioè gli anticorpi "memoria", sono maggiori di 2 non c'è alcun bisogno di ripetere il toxo-test ogni mese perché il risultato indica un'immunità permanente nei confronti dell'infezione.   »

Fai la tua domanda agli specialisti