Faccio o no l’amniocentesi?

Dottoressa Faustina Lalatta A cura di Faustina Lalatta - Dottoressa specialista in Genetica clinica Pubblicato il 06/10/2023 Aggiornato il 10/03/2026

La decisione sottoporsi ad amniocentesi spetta sempre e solo alla donna: se il (la) genetista suggerisse il da farsi si comporterebbe in modo inappropriato e non professionale.

Una domanda di: Alessia
Buongiorno dottoressa, sto per compiere 35 anni e sono alla mia terza gravidanza. Anzi 4^ perché ho avuto un aborto alla 10^ settimana l’anno scorso. Allora le scrivo perché sono un po’ nel panico, ho fatto l’esame della translucenza e tutto bene: 1.04. Ho eseguito anche il Bi test e il test del DNA fetale. Il Bi-test è risultato leggermente aumentato come rischio rispetto alla mia età. Da 1 su 360 a 1 su 320 per trisomia 21. Il test del DNA fetale invece è risultato ottimo. Tutto negativo con valore di 1 su 10.000. Adesso la mia ginecologa è anche l’altra che mi ha consegnato il test hanno detto entrambe di stare tranquilla perché il Bi test è di poco maggiorato come rischio e il test del DNA è andato molto bene e per queste patologie è sicuro più del 99%. Adesso io lo so che la certezza si ha solo con lo screening invasivo però ho davvero molta paura perché purtroppo un rischio c’è. So che tanti ginecologi fanno fare il test del DNA fetale dopo esiti incerti del bi test perché lo ritengono molto affidabile e questo un po’ mi rincuora però ho sempre quel piccolo tarlo nella testa. Secondo lei con questi valori di tutti questi esami posso stare tranquilla o lei farebbe l’amniocentesi? Grazie mille per la disponibiltà.

Faustina Lalatta
Faustina Lalatta

Gentile signora, mi colpisce prima di tutto come lei descriva così chiaramente il dilemma e lo stato d’animo con cui sta affrontando la scelta che si prospetta di fronte agli esiti degli accertamenti finora eseguiti per la sua quarta gravidanza. Tutto parte da un Bi-test che non la può rassicurare rispetto a quanto previsto per la sua età e dal test del DNA fetale che appare, fortunatamente, molto rassicurante. Questo test, però, ormai lo sappiamo tutti, è limitato, sebbene sia più specifico del Bi-test, particolarmente per la trisomia 21. Il problema è che si tratta di un test spesso sopravvalutato nel suo potere di escludere altre anomalie fetali. Lei ora si chiede se sia il caso di “accontentarsi” degli indici probabilistici, che fortunatamente non hanno comportato rischi al feto, oppure se sia meglio per lei giungere ad una certezza diagnostica, correndo il rischio correlato alla procedura invasiva. A questo dilemma solo lei può dare una risposta. Deve cercarla dentro di sé con l’aiuto del suo compagno. Quando si è di fronte ad una scelta binaria come questa a volte si vorrebbe essere guidati e anche sollevati da un suggerimento, dall’esempio di cosa farebbe un genetista esperto, come sono io. La mia vera opportunità, in questo e in tanti altri casi, è quella di resistere alla tentazione di una risposta che sarebbe per lei semplificatrice, apparentemente, ma che sarebbe impropria, poco rispettosa della sua autonomia decisionale e quindi poco professionale. Vedrà che lo stato d’animo migliorerà improvvisamente non appena avrà imboccato, con convinzione, una strada o l’altra. Quella che voi giudicate migliore. Cordiali saluti.

Il parere dei nostri specialisti ha uno scopo puramente informativo e non può in nessun caso sostituirsi alla visita specialistica o al rapporto diretto con il medico curante. I nostri specialisti mettono a disposizione le loro conoscenze scientifiche a titolo gratuito, per contribuire alla diffusione di notizie mediche corrette e aggiornate.

Se non trovi la risposta al tuo quesito, fai la tua domanda ai nostri specialisti. Ti risponderemo prima possibile. Fai una domanda all’esperto

Sullo stesso argomento

Test prenatale non invasivo (NIPT): farlo o no se il bitest ha espresso un “basso rischio”?

Gli Specialisti Rispondono di Dottor Alessandro Bulfoni 

La scelta di eseguire il NIPT è esclusivamente della futura mamma. Per quanto riguarda le indicazioni circa le indagini prenatali opportune sono legate all'età della donna.   »

Trisomia 21 indicata dal test sul DNA fetale: è attendibile questo risultato?

Gli Specialisti Rispondono di Professor Augusto Enrico Semprini

Il test effettuato sul DNA fetale sbaglia molto di rado, tuttavia rimane un'indagine di screening. Per avere la conferma che il feto sia colpito dalla sindrome di Down occorre fare l'amniocentesi.   »

Bitest con esito buono: fare o non fare il NIPT?

Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Marina Baldi

Il NIPT (Non Invasive Prenatal Test), che consiste nell'analisi del DNA del feto individuato nel sangue della madre, pur essendo un test di screening ha un'affidabilità molto alta, quindi effettuarlo può offrire informazioni sulla salute del bambino ancora più precise del bitest.  »

Rischio medio emerso dal test combinato: perché viene richiesto un altro esame?

Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Laura Trespidi

Un rischio intermedio richiede un'indagine di approfondimento per escludere la trisomia 21 (sindrome di Down).   »

Bi-test e dubbi sui risultati

Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Marina Baldi

Il bi-test può fornire risultati tranquillizzanti, tuttavia va sempre ricordato che è un test di screening con un margine di errore di circa il 5 per cento.   »

Le domande della settimana

Il bambino starnutisce appena si trova sotto il sole: perché?

Gli Specialisti Rispondono di Dottor Leo Venturelli

Capita se all'improvviso viene esposto al sole per via di un errore di interpretazione del cervello, che giudica l'esposizione a una fonte luminosa abbagliante un elemento di disturbo che spetta al naso allontanare.   »

Mancato accollamento di 3 mm a inizio gravidanza: si può andare in vacanza?

Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Elisa Valmori

Un mancato accollamento di 3 millimetri in genere è destinato a risolversi senza che vi sia bisogno di rinunciare alle vacanze. A patto che le vacanze siano un periodo di rilassamento psicofisico e non impongano strapazzi e fatiche.   »

IgG dubbie e IgM negative: ho la toxoplasmosi?

Gli Specialisti Rispondono di Dottor Fabrizio Pregliasco

Le IgM negative ci dicono che la toxoplasmosi non è in atto né è stata sviluppata di recente. Le IgG positive segnalano che si è immuni nei confronti dell'infezione.   »

Incinta dopo un solo rapporto: è possibile?

Gli Specialisti Rispondono di Dottor Claudio Ivan Brambilla

Anche un unico rapporto sessuale, ovviamente se affrontato nel periodo fertile da una coppia senza problemi di infertilità, può determinare l'inizio di una gravidanza.   »

Assorbenti interni: può usarli una ragazzina di 11 anni?

Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Sara De Carolis

Non ci sono controindicazioni mediche all'uso degli assorbenti interni fin dalla prima adolescenza. Va tenuto presente, però, che per applicarli correttamente la ragazzina deve imparare a conoscere bene la propria anatomia.   »

Fai la tua domanda agli specialisti