Alcuni studi, però non conclusivi, hanno permesso di osservare che l'assunzione di farmaci antiinfiammatori non steroidei nelle prime settimane di gravidanza può favorire l'aborto. Altri rischi si pongono successivamente.
Una domanda di: Ilaria Salve, nel secondo e terzo trimestre è vero che assumendo ogni giorno Oki (principio attivo ketoprofene) si può avere un aborto?
Antonio Clavenna
Gentile Ilaria, alcuni studi hanno osservato un aumento di aborto spontaneo nelle donne che avevano assunto farmaci antinfiammatori non steroidei (classe a cui appartiene il ketoprofene, OKI) nel corso delle prime settimane di gravidanza. I dati di questi studi non sono, però, conclusivi. Gli antinfiammatori non steroidei sono controindicati dopo la 30a settimana di gravidanza, in quanto possono provocare la chiusura del dotto di Botallo, un vaso importante per la circolazione del sangue nel feto. E’ necessaria prudenza anche nelle settimane precedenti la 30a, in quanto questi medicinali in alcuni casi potrebbero causare problemi ai reni del feto. La terapia farmacologica deve essere, comunque, valutata insieme al proprio medico curante e al/alla ginecologo/a. Con cordialità.
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Il fenbendazolo per uso veterinario è simile ai principi attivi antiparassitari impiegati nell'uomo, quindi è improbabile che una sola compressa assunta accidentalmente esponga il feto a rischi. »
La paroxetina va senza dubbio assunta in gravidanza, se ve ne è indicazione, visto che aiuta a controllare il disturbo dell'umore da cui è interessata la futura mamma senza causare danni al feto. »
Tutti i FANS (per esempio ibuprofene, acido acetilsalicilico, ketoprofene, nimesulide) sono sconsigliati in gravidanza, in particolare a partire dal secondo trimestre, perché possono provocare un grave danno al cuore del feto: la chiusura prematura del dotto di Botallo. »
In gravidanza, in particolare a partire dal secondo trimestre, è sconsigliabile assumere i FANS (farmaci antiinfiammatori non steroidei) alla cui categoria appartiene anche il principio attivo ketoprofene. »
Non si deve avere fretta di ricorrere a cure farmacologiche ogni volta che le tonsille si arrossano, soprattutto se il bambino ha da poco affrontato una terapia con antibiotico. »
Ci sono alcuni consigli da seguire per aiutare un bambino a rinunciare al pannolino. Tra questi, il più importante è forse quello di favorire la formazione di feci morbide e, quindi, facili da espellere. »
Oltre a somministrare un farmaco contro la malattia da reflusso (che deve necessariamente essere prescritto dal pediatra), per limitare il fenomeno è opportuno seguire alcuni accorgimenti, tra cui cercare di rallentare il tempo della poppata. »
A volte è necessario che trascorra più tempo affinché ogni più piccola anomalia si risolva. Quello che conta è comunque che il feto sia vitale e cresca a un ritmo regolare. »
Non c'è alcun rischio né per la futura mamma né per il feto se la "piaghetta" (ectropion) sanguina, eventualità frequente proprio durante la gravidanza. »