Fare l’amniocentesi o accontentarsi dei test di screening?
La proposta di fare l'amniocentesi da parte del ginecologo è legittima, se la futura mamma ha 41 anni, tuttavia la scelta spetta solo alla donna, la quale può decidere di basarsi solo sugli indizi provenienti dalle ecografie e dall'esame del DNA fetale presente nel sangue materno, anziché ottenere un risultato certo da un'indagine più invasiva.
Una domanda di: Lucia
Salve ho 41 anni, prelievo bitest fatto alla 11esima settimana gravidanza spontanea (free beta HCG 70,77 IU/l PAPP-A 1,290 IU/l translucenza nucale con spessore della nuca nella norma sotto a 2.5 mm, rischio per trisomia 21, 1:292, già corretto per età, altre anomalie, basso rischio). Mi hanno detto che sono a rischio alto quindi mi propongono amniocentesi, la ginecologa non si è sbilanciata, DNA fetale risulta tutto negativo eseguito alla 11esima settimana. So che la decisione spetta a me, ma un semplice consiglio da un esperto risulterebbe utile per capire come procedere, l’amniocentesi è un esame invasivo che ha una, seppur minima, percentuale di possibilità di aborto, e vista la mia età, non vorrei rischiare, considerando che speravo che il DNA fetale mi rendesse tranquilla, in realtà sono piena di dubbi. Che informazioni ulteriori mi può dare l’amniocentesi? La morfologica, mi riuscirebbe a confermare negatività per trisomia 21? Grazie.

Faustina Lalatta
Gentile signora, la proposta dell’amniocentesi da parte del suo ginecologo è legittima e, direi, doverosa. Questo non significa che lei sia costretta a farla. I test di screening che lei ha finora eseguito sono andati abbastanza bene nel senso che non hanno fornito dati di rischio evidente, come ad esempio accade quando la translucenza nucale supera i 3.5 mm. Hanno dato comunque un rischio che è sopra la soglia oltre la quale il medico è tenuto ad avvisare la sua paziente che deve decidere se sottoporsi ad una procedura diagnostica oppure accontentarsi di una probabilità. La probabilità della sindrome di Down, in effetti, non mi preoccupa perché sia la TN che il DNA fetale vanno nella medesima direzione di una bassa probabilità. Inoltre, come lei accenna, c’è ancora da sfruttare il potere dell’ecografia. L’ecografia, eseguita da un operatore esperto e con un’apparecchiatura di ultima generazione è un ulteriore potente metodo di screening. Cioè fornisce dati che possono far sospettare una patologia, senza mai porre la diagnosi, a meno che si tratti di malformazioni di particolari organi. Specificamente per la sindrome di Down l’ecografia può identificare una brevità del femore, oppure un profilo fetale sospetto, un ridotto volume del cervelletto che metterebbero allarme pur senza essere tradotti in una diagnosi. La diagnosi spetta al cariotipo che si esegue sulle cellule prelevate con l’amniocentesi. In sintesi, quindi, considerando che lei oscilla tra screening e diagnosi non vedo nulla di sbagliato nell’effettuare un’ecografia pre-morfologica, diciamo alla 17^-18^ settimana e raccogliere qualche indizio in più. In assenza di indizi resterà comunque sua la scelta se proseguire con metodi indiretti (indizi) oppure rompere ogni indugio e chiedere un’amniocentesi. Consideri che i 41 anni di età non sono correlati solo con la sindrome di Down, ma anche con altre anomalie cromosomiche. Cordialmente.
Il parere dei nostri specialisti ha uno scopo puramente informativo e non può in nessun caso sostituirsi alla visita specialistica o al rapporto diretto con il medico curante. I nostri specialisti mettono a disposizione le loro conoscenze scientifiche a titolo gratuito, per contribuire alla diffusione di notizie mediche corrette e aggiornate.
Se non trovi la risposta al tuo quesito, fai la tua domanda ai nostri specialisti. Ti risponderemo prima possibile. Fai una domanda all’esperto
Sullo stesso argomento
14/04/2025
Gli Specialisti Rispondono
di Dottoressa Marina Baldi La scelta (difficilissima) di ricorrere o no all'interruzione volontaria della gravidanza, dopo aver saputo che il feto ha la sindrome di Down, spetta esclusivamente ai genitori, i quali possono comunque farsi supportare da figure professionali. »
07/10/2024
Gli Specialisti Rispondono
di Dottoressa Faustina Lalatta Spetta alla coppia decidere, dopo aver ottenuto l'esito del Bi-test, se sottoporsi a indagini più approfondite sulla salute del feto e tra queste quale scegliere tra la ricerca del DNA fetale nel sangue materno, l'amniocentesi o la villocentesi, più invasive. »
23/09/2024
Gli Specialisti Rispondono
di Dottoressa Faustina Lalatta Nei casi di diagnosi ecografica di pielectasia isolata la probabilità di un'anomalia cromosomica è molto bassa e, comunque, correlata solo alla trisomia 21. Se poi anche i test di screening indicano un basso rischio di sindrome di Down si può senz'altro stare più tranquilli, anche se la scelta di sottoporsi... »
26/07/2024
Gli Specialisti Rispondono
di Dottoressa Elisa Valmori Una ventricolomegalia definita "lieve", specialmente se non è associata ad altre anomalie, non dovrebbe destare particolari preoccupazioni. »
14/06/2024
Gli Specialisti Rispondono
di Dottor Claudio Ivan Brambilla I test di screenig (translucenza e Bi-test) esprimono un risultato probabilistco, l'amniocentesi dà certezze spetta alla futura mamma decidere se sottoporsi o no a quest'ultima. »
Le domande della settimana
28/04/2026
Gli Specialisti Rispondono
di Dottor Gaetano Perrini In caso di mancata assunzione del contraccettivo orale per più di 12 ore dall'ora consueta, è opportuno saltare l'intervallo tra una confezione e l'altra, dopo aver comunque assunto, anche se in ritardo, la pillola dimenticata. »
28/04/2026
Gli Specialisti Rispondono
di Dottor Claudio Ivan Brambilla Le donne che hanno avuto la placenta previa in una prima gravidanza in effetti hanno maggiori probabilità che la condizione si ripresenti nelle gravidanze successive. Ma, comunque, non è automatico che accada. »
28/04/2026
Gli Specialisti Rispondono
di Dottor Claudio Ivan Brambilla In effetti, in sesta settimana e con un valore delle beta superiore a 5000 l'ecografo dovrebbe visualizzare l'embrione con attività cardiaca. Ma se il ginecologo curante ritiene che la gravidanza sia iniziata più tardi dell'epoca presunta si può ancora sperare che stia andando tutto bene. »
28/04/2026
Gli Specialisti Rispondono
di Professor Gianni Bona Un valore molto alto del TSH richiede un attento monitoraggio della situazione da parte di uno specialista in endocrinologia, nonché l'assunzione dell' Eutirox. »
28/04/2026
Gli Specialisti Rispondono
di Professor Augusto Enrico Semprini Una gravidanza gemellare in cui uno dei due bambini si sviluppa in maniera più che soddisfacente mentre l'altro ha uno scarso accrescimento deve essere seguita con grandissima attenzione, secondo i protocolli delle gestazioni ad alto rischio. »
24/04/2026
Gli Specialisti Rispondono
di Dottor Fabrizio Pregliasco La positività delle IgG esprime l'immunità nei confronti della toxoplasmosi. La conferma si ottiene con il "test di avidità". »
24/04/2026
Gli Specialisti Rispondono
di Dottoressa Elisabetta Canitano Quando si comincia a prendere la pillola, si può contare fin da subito sulla sua azione contraccettiva, se si assume a partire dal primo giorno di arrivo delle mestruazione. »
20/04/2026
Gli Specialisti Rispondono
di Dottoressa Elisa Valmori Tutti i FANS (per esempio ibuprofene, acido acetilsalicilico, ketoprofene, nimesulide) sono sconsigliati in gravidanza, in particolare a partire dal secondo trimestre, perché possono provocare un grave danno al cuore del feto: la chiusura prematura del dotto di Botallo. »
17/04/2026
Gli Specialisti Rispondono
di Dottor Claudio Ivan Brambilla Nausea, capogiri e altri sintomi che si manifestano nelle prime settimane successive al concepimento possono anche essere anche dovuti a una ragione diversa dalla gravidanza. »
17/04/2026
Gli Specialisti Rispondono
di Dottor Leo Venturelli L'eccessiva sudorazione notturna può essere dovuta a una cena troppo ricca di carboidrati, a un ambiente eccessivamente caldo, ma anche solo a una predisposizione individuale influenzata dalla familiarità. »
Fai la tua domanda agli specialisti