L'allattamento al seno è prezioso per lo sviluppo neurofisico dei bambini, tuttavia a fronte della necessità irrinunciabile di assumere un farmaco che può essere pericoloso perché passa nel latte e, allo stesso tempo, il bambino è già svezzato da mesi ci si trova di fronte a una scelta pressoché obbligata.
Una domanda di: Celeste Salve, ho letto alcune risposte ad altre donne. Allatto la mia bambina da 11 mesi e ho appena scoperto, solo dopo degli esami prescritti dal cardiologo in
quanto avevo tachicardia, di avere ipertiroidismo (tiroidite di hashimoto). Avevo fatto altre volte gli esami per la tiroide ma non c’è mai
stato niente dunque deduco che sia stata scatentata dalla gravidanza. Adesso mi è stato detto di fare la cura con Tapazole 5 mg…ne prendo una al giorno
la mattina e poiché non sono riuscita a distaccare del tutto la mia bambina dal seno, a pranzo tiro il latte e lo butto ma la sera la attacco ancora per
dormire. Vorrei sapere se è possibile farlo?
La cura è di una compressa al giorno per 20 giorni e poi mezza per 40
giorni.
Grazie anticipatamente.
Gianni Bona
Cara signora,
premetto che il latte materno è un alimento prezioso per lo sviluppo neurofisico di un bambino e che, quindi, va sempre incoraggiato, tuttavia ci sono dei casi in cui non può più essere proseguito. Uno di questi è la prioritaria necessità della mamma che allatta di assumere irrinunciabilmente una medicina che è controindicata in allattamento. Buttare il latte non serve anche perché è possibile che comunque una quota del farmaco, per quanto modesta, passi nel latte della sera, col rischio che finisca per alterare la funzionalità della tiroide della sua piccola. La bambina ha 11 mesi quindi è già completamente svezzata. Lei deve necessariamente assumere il Tapazole. Il Tapazole non è compatibile con l’allattamento. Questi sono i dati di fatto: le conclusioni da trarre sono evidenti. Cari saluti.
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