Farmaco controindicato in allattamento: che fare se bisogna prenderlo e si allatta?
A cura di Gianni Bona - Dottore specialista in Pediatria
Pubblicato il 24/10/2024
Aggiornato il 03/03/2026 L'allattamento al seno è prezioso per lo sviluppo neurofisico dei bambini, tuttavia a fronte della necessità irrinunciabile di assumere un farmaco che può essere pericoloso perché passa nel latte e, allo stesso tempo, il bambino è già svezzato da mesi ci si trova di fronte a una scelta pressoché obbligata.
Una domanda di: Celeste
Salve, ho letto alcune risposte ad altre donne. Allatto la mia bambina da 11 mesi e ho appena scoperto, solo dopo degli esami prescritti dal cardiologo in
quanto avevo tachicardia, di avere ipertiroidismo (tiroidite di hashimoto). Avevo fatto altre volte gli esami per la tiroide ma non c’è mai
stato niente dunque deduco che sia stata scatentata dalla gravidanza. Adesso mi è stato detto di fare la cura con Tapazole 5 mg…ne prendo una al giorno
la mattina e poiché non sono riuscita a distaccare del tutto la mia bambina dal seno, a pranzo tiro il latte e lo butto ma la sera la attacco ancora per
dormire. Vorrei sapere se è possibile farlo?
La cura è di una compressa al giorno per 20 giorni e poi mezza per 40
giorni.
Grazie anticipatamente.

Gianni Bona
Cara signora,
premetto che il latte materno è un alimento prezioso per lo sviluppo neurofisico di un bambino e che, quindi, va sempre incoraggiato, tuttavia ci sono dei casi in cui non può più essere proseguito. Uno di questi è la prioritaria necessità della mamma che allatta di assumere irrinunciabilmente una medicina che è controindicata in allattamento. Buttare il latte non serve anche perché è possibile che comunque una quota del farmaco, per quanto modesta, passi nel latte della sera, col rischio che finisca per alterare la funzionalità della tiroide della sua piccola. La bambina ha 11 mesi quindi è già completamente svezzata. Lei deve necessariamente assumere il Tapazole. Il Tapazole non è compatibile con l’allattamento. Questi sono i dati di fatto: le conclusioni da trarre sono evidenti. Cari saluti.
Il parere dei nostri specialisti ha uno scopo puramente informativo e non può in nessun caso sostituirsi alla visita specialistica o al rapporto diretto con il medico curante. I nostri specialisti mettono a disposizione le loro conoscenze scientifiche a titolo gratuito, per contribuire alla diffusione di notizie mediche corrette e aggiornate.
Se non trovi la risposta al tuo quesito, fai la tua domanda ai nostri specialisti. Ti risponderemo prima possibile. Fai una domanda all’esperto
Sullo stesso argomento
05/03/2025
Gli Specialisti Rispondono
di Dottor Giorgio Rossi Anche se si può ipotizzare che certi atteggiamenti assunti dal corpo esprimano l'emozione provata dal bambino, per essere sicuri che tutto sia a posto è opportuno richiedere il parere di un neuropsichiatra infantile "in presenza". »
05/03/2025
Gli Specialisti Rispondono
di Dottor Leo Venturelli Se la crescita avviene a un ritmo regolare non c'è ragione di preoccuparsi della resistenza che il bambino oppone ai cibi che gli vengono proposti. Tuttavia esiste una strategia che può rivelarsi utile per abituarlo ad assaggiare le novità. »
04/11/2024
Gli Specialisti Rispondono
di Dottoressa Angela Raimo Sesi ha il dubbio che un atteggiamento del bambino possa essere la spia di qualcosa che non va, è necessario parlarne con il pediatra al quale spetta stabilire l'opportunità di consultare il neuropsichiatra infantile. »
17/07/2024
Gli Specialisti Rispondono
di Dottoressa Angela Raimo Non è infrequente che i bambini piccoli adottino come rituale della nanna il gesto di toccare le orecchie dei genitori: non c'è nulla di cui preoccuparsi per questo. E neppure per altre presunte "stranezze". »
03/06/2024
Gli Specialisti Rispondono
di Dottoressa Angela Raimo La diagnosi di disturbo dello spettro autistico può essere formulata individuando specifici comportamenti manifestati dal bambino. Di certo non può essere effettuata "da remoto", senza avere modo di vedere il bambino né di approfondire, attraverso le parole dei genitori, i suoi atteggiamenti e il suo... »
Le domande della settimana
12/05/2026
Gli Specialisti Rispondono
di Dottor Antonio Clavenna In genere, la quantità di retinolo assorbita attraverso la cute è estremamente bassa e non in grado di causare rischi per il feto. A maggior ragione, si può stare tranquille se il prodotto è stato usato nelle primissime settimane di gravidanza. »
11/05/2026
Gli Specialisti Rispondono
di Dottoressa Elisa Valmori Nei primi giorni successivi all'intervento di cerchiaggio è possibile che venga raccomandato il riposo, dopodiché si possono riprendere le normali attività quotidiane, evitando comunque ogni eccesso per quanto riguarda l'impegno fisico. »
11/05/2026
Gli Specialisti Rispondono
di Dottor Fabrizio Pregliasco Le larve che possono essere presenti nella marmellata non sono velenose quindi la loro assunzione accidentale (per quanto possa essere poco piacevole dal punto di vista psicologico) non espone a rischi. »
06/05/2026
Gli Specialisti Rispondono
di Dottoressa Elisa Valmori La paroxetina va senza dubbio assunta in gravidanza, se ve ne è indicazione, visto che aiuta a controllare il disturbo dell'umore da cui è interessata la futura mamma senza causare danni al feto. »
05/05/2026
Gli Specialisti Rispondono
di Dottor Claudio Ivan Brambilla In età matura, le probabilità di concepire per ciclo mestruale sono piuttosto basse, quindi non stupisce che dopo appena due mesi di tentativi la gravidanza non sia ancora iniziata. E questo vale anche in caso di riserva ovarica ancora soddisfacente. »
Fai la tua domanda agli specialisti