Fattore Rh negativo: l’immunoprofilassi anti-D va fatta in gravidanza?

Dottoressa Elisa Valmori A cura di Elisa Valmori - Dottoressa specialista in Ginecologia Pubblicato il 11/10/2019 Aggiornato il 14/05/2026

E' più che opportuno che le donne con fattore Rh negativo che aspettano un bambino eseguano l'immunoprofilassi specifica già durante la gravidanza. L'iniezione (intramuscolare) dovrebbe essere effettuata da personale sanitario.

Una domanda di: Valentina
Gentile Dottoressa,
sono alla 25esima settimana di gravidanza. E’ la prima gravidanza e le scrivo in quanto sono preoccupata perchè il mio gruppo sanguigno è 0 negativo mentre quello del mio compagno è
B positivo. Sono seguita dall’ospedale quindi ogni volta incontro una ginecologa diversa. Mi ero documentata su internet e ho scoperto che potrei fare una punturina alla 28esima settimana e dopo la nascita del bambino. In merito a questo argomento ho trovato dei pareri discordanti. La gravidanza per ora procede bene, ogni mese ho fatto il test di Coombs sempre con esito
negativo. Una volta ad una visita ho detto alla ginecologa che avevo letto della punturina che si deve fare con gruppo sanguigno 0 negativo, lei mi ha detto che ero preparata e mi ha scritto come promemoria alla 28 esima settimana di fare l’immuno-RH0. Ultimamente ho incontrato un’altra ginecologa sempre in ospedale e le ho chiesto dell’immunorho e lei me lo ha sconsigliato, pur sottolineando che ora le direttive europee lo prevedono anche alla 28esima settimana quindi dovevo decidere io se farlo o meno. E che comunque va fatto dopo il parto. Io le ho detto che volevo farlo anche alla 28esima settimana, lei si è andata ad informare perchè le avevo parlato del piano terapeutico e mi ha prescritto Immunorho 300 (1 fiala, durata prevista
del trattamento 1 giorno). Poi le ho chiesto dove potevo fare la puntura e la dottoressa mi ha risposto che potevo farmela anche da sola o farmela fare dal mio compagno. Ho provato a prendere un appuntamento in intra moenia con una dott.ssa dell’ospedale che mi sembrava più informata sull’argomento ma non riesco ad averlo prima della 28esima settimana. Mi sento in ansia, ho la prescrizione, ma mi chiedo se è giusta la prescrizione che mi è stata fatta? Nel mio caso la devo fare la puntura alla 28esima settimana. Potrei andare anche inun centro analisi a chiedere se mi possono fare la puntura ma vorrei sapere se faccio tutto bene, se è la procedura giusta, trovando pareri discordanti. Grazie mille dell’attenzione, cari saluti.

Elisa Valmori
Elisa Valmori

Salve Valentina, come si sarà resa conto, ogni medico ha un approccio un po’ diverso e se si chiedono pareri a più specialisti, si corre il rischio di rimanere più confusi di prima…spero di esserle di aiuto e di non suscitarle troppi nuovi dubbi io!
Lei ha un gruppo negativo, il marito positivo e questo rende molto probabile che anche il nascituro abbia un gruppo positivo.
Attenzione però: il suo bimbo potrebbe anche avere un gruppo negativo in quanto il gruppo sanguigno positivo del marito potrebbe portare “nascosto” anche il carattere negativo…lo sapremo alla nascita!
Se il neonato avrà il gruppo positivo del marito, lei dovrà rinnovare la puntura anche dopo il parto, viceversa la farà soltanto in gravidanza.
E’ giusta l’indicazione di effettuare l’immunoprofilassi alla 28° settimana in quanto nel terzo trimestre ci potrebbero essere dei micro-scambi di globuli rossi tra la mamma e il feto e se quelli del feto esprimono il fattore RH perché il suo gruppo è positivo, la mamma potrebbe immunizzarsi ossia produrre degli anticorpi contro il fattore RH che metterebbero a rischio le future gravidanze. Di qui l’importanza dell’immunoprofilassi anti-D con Immunorho.
Mi pare strano che la dottoressa vi abbia indicato di effettuare autonomamente l’iniezione in quanto solitamente è previsto un consenso informato perché si tratta di un derivato umano (sono Immunoglobuline ossia anticorpi di donatori e quindi esiste il rischio remoto di trasmissione di malattie infettive) e mi risulta andrebbe comunque effettuato da personale sanitario per precauzione (potrebbero insorgere reazioni allergiche).
A questo punto direi che lei ha fatto bene a prenotare la visita alla 28° settimana per effettuare l’immunoprofilassi anti-D.
Si ricordi di portare con sé l’esame che documenta il suo gruppo sanguigno e anche l’ultimo test di Coombs indiretto negativo.
A disposizione se desidera per ulteriori chiarimenti, cordialmente.

Il parere dei nostri specialisti ha uno scopo puramente informativo e non può in nessun caso sostituirsi alla visita specialistica o al rapporto diretto con il medico curante. I nostri specialisti mettono a disposizione le loro conoscenze scientifiche a titolo gratuito, per contribuire alla diffusione di notizie mediche corrette e aggiornate.

Se non trovi la risposta al tuo quesito, fai la tua domanda ai nostri specialisti. Ti risponderemo prima possibile. Fai una domanda all’esperto

Sullo stesso argomento

Profilassi anti-D nel settimo mese di gravidanza: farla o no?

30/10/2023 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Faustina Lalatta

La profilassi anti-D in genere si effettua dopo il parto o eventualmente nel primo periodo della gravidanza, per esempio in seguito a un'indagine prenatale invasiva, come l'amniocentesi. Ma se il curante ritiene opportuno che venga fatta nel terzo trimestre è più che consigliabile avere fiducia nell'indicazione...  »

Mamma Rh negativo, feto Rh negativo: si deve fare l’immunoprofilassi anti D?

26/10/2023 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Faustina Lalatta

Se è assolutamente certo che il bambino sia Rh negativo come la madre la profilassi, a cui vengono sottoposte le donne Rh negativo con bimbo Rh positivo, non serve in quanto tra il loro sangue non vi è incompatibilità.   »

Immunoprofilassi anti D: è pericolosa per la madre?

14/08/2023 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Faustina Lalatta

Il sistema immunitario materno non subisce alcun danno in caso di somministrazione della profilassi anti-D.  »

Dubbi sull’immunoprofilassi anti RH

12/07/2023 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Elisa Valmori

L'immunoprofilassi non va effettuata prima della 28° settimana, a meno di effettuare la diagnosi prenatale invasiva (amniocentesi) in quanto la procedura implica il rischio di passaggio di sangue dal circolo fetale a quello materno.   »

Mamma Rh – : in caso di scollamento placentare l’immunoprofilassi va anticipata?

12/07/2023 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Elisa Valmori

In caso di minaccia di aborto le linee guida attuali indicano di effettuare la profilassi anti Rh anche se la donna si trova ancora nel primo trimestre di gravidanza.   »

Le domande della settimana

Gravidanza e residui di tinta sul cuoio capelluto: ci sono rischi per il feto?

14/05/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Elisa Valmori

Le tinte per i capelli attualmente in commercio, se certificata dal marchio CE, non sono affatto dannose in gravidanza, con o senza ammoniaca che siano. Possono quindi essere impiegate in tutta tranquillità.   »

Siero al retinolo durante la ricerca della gravidanza: ci sono rischi?

12/05/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottor Antonio Clavenna

In genere, la quantità di retinolo assorbita attraverso la cute è estremamente bassa e non in grado di causare rischi per il feto. A maggior ragione, si può stare tranquille se il prodotto è stato usato nelle primissime settimane di gravidanza.   »

Cerchiaggio preventivo: si deve stare sempre a letto?

11/05/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Elisa Valmori

Nei primi giorni successivi all'intervento di cerchiaggio è possibile che venga raccomandato il riposo, dopodiché si possono riprendere le normali attività quotidiane, evitando comunque ogni eccesso per quanto riguarda l'impegno fisico.   »

Larva inghiottita con la marmellata: ci sono rischi per la gravidanza?

11/05/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottor Fabrizio Pregliasco

Le larve che possono essere presenti nella marmellata non sono velenose quindi la loro assunzione accidentale (per quanto possa essere poco piacevole dal punto di vista psicologico) non espone a rischi.   »

Paroxetina in gravidanza: può danneggiare il bambino?

06/05/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Elisa Valmori

La paroxetina va senza dubbio assunta in gravidanza, se ve ne è indicazione, visto che aiuta a controllare il disturbo dell'umore da cui è interessata la futura mamma senza causare danni al feto.  »

Fai la tua domanda agli specialisti