Se la guarda medica stabilisce che le condizioni di un bambino richiedono di portarlo in ospedale, non può certo essere un pediatra "da remoto" a sconsigliarlo.
Una domanda di: Stefania Mio figlio 10 anni ha febbre alta che scende con Tachipirina da 6 giorni. La pediatra mi ha prescritto Augmentin 3 volte al dì che ha iniziato mercoledì sera. Con stasera sono 3 giorni pieni. La febbre però ricompare ed è iniziata la tosse che però prima era lieve. Adesso il bambino tossisce perché sente la gola secca e ha un po’ di catarro e naso un po’ chiuso.
Nel pomeriggio è venuto a visitarlo il medico di guardia che mi ha consigliato di portarlo al Gaslini. Siamo di Genova.
Lui altri sintomi non ha a parte inappetenza e un po’ di diarrea.
Io ho pensato di aspettare ancora domani e poi farlo visitare dalla pediatra nella speranza che la febbre passi completamente.
Aspetto un consiglio da voi.
Grazie mille.
Leo Venturelli
Gentile signora,
la febbre sta durando da troppi giorni e quindi, visto che l’antibiotico non ha cambiato la situazione, si rende necessaria una nuova consultazione. L’attesa a domani per ricontattae la pediatra o l’andare oggi al Gaslini dipende dalle condizioni generali del bambino. Se ha febbre ma è reattivo, vivace, anche con tosse, senza avere fiato corto, può attendere la sua chiamata pediatra che potrebbe prescrivere esami. Se peggiora, non esiti a recarsi in pronto soccorso. Detto questo, ma sono solo riflessioni generali, se il collega che ha visitato il bambino ha consigliato di portarlo in ospedale, sicuramente ha dato l’indicazione con cognizione di causa e non posso certo prendermi la responsabilità di dirle di aspettare perché non ho modo di valutare di persona la condizione del bambino.
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