Febbre che non passa (e altri sintomi) in un bimbo di 10 anni: andare o no al PS?
A cura di Leo Venturelli - Dottore specialista in Pediatria
Pubblicato il 05/05/2024
Aggiornato il 05/03/2026 Se la guarda medica stabilisce che le condizioni di un bambino richiedono di portarlo in ospedale, non può certo essere un pediatra "da remoto" a sconsigliarlo.
Una domanda di: Stefania
Mio figlio 10 anni ha febbre alta che scende con Tachipirina da 6 giorni. La pediatra mi ha prescritto Augmentin 3 volte al dì che ha iniziato mercoledì sera. Con stasera sono 3 giorni pieni. La febbre però ricompare ed è iniziata la tosse che però prima era lieve. Adesso il bambino tossisce perché sente la gola secca e ha un po’ di catarro e naso un po’ chiuso.
Nel pomeriggio è venuto a visitarlo il medico di guardia che mi ha consigliato di portarlo al Gaslini. Siamo di Genova.
Lui altri sintomi non ha a parte inappetenza e un po’ di diarrea.
Io ho pensato di aspettare ancora domani e poi farlo visitare dalla pediatra nella speranza che la febbre passi completamente.
Aspetto un consiglio da voi.
Grazie mille.

Leo Venturelli
Gentile signora,
la febbre sta durando da troppi giorni e quindi, visto che l’antibiotico non ha cambiato la situazione, si rende necessaria una nuova consultazione. L’attesa a domani per ricontattae la pediatra o l’andare oggi al Gaslini dipende dalle condizioni generali del bambino. Se ha febbre ma è reattivo, vivace, anche con tosse, senza avere fiato corto, può attendere la sua chiamata pediatra che potrebbe prescrivere esami. Se peggiora, non esiti a recarsi in pronto soccorso. Detto questo, ma sono solo riflessioni generali, se il collega che ha visitato il bambino ha consigliato di portarlo in ospedale, sicuramente ha dato l’indicazione con cognizione di causa e non posso certo prendermi la responsabilità di dirle di aspettare perché non ho modo di valutare di persona la condizione del bambino.
Il parere dei nostri specialisti ha uno scopo puramente informativo e non può in nessun caso sostituirsi alla visita specialistica o al rapporto diretto con il medico curante. I nostri specialisti mettono a disposizione le loro conoscenze scientifiche a titolo gratuito, per contribuire alla diffusione di notizie mediche corrette e aggiornate.
Se non trovi la risposta al tuo quesito, fai la tua domanda ai nostri specialisti. Ti risponderemo prima possibile. Fai una domanda all’esperto
Sullo stesso argomento
Gli Specialisti Rispondono
di Professor Giorgio Longo L'infezione alla gola dovuta a streptococco ha caratteristiche inconfondibili: mal di gola e febbre elevata, assenza di raffreddore e tosse (che invece accompagnano di norma le infezioni respiratorie virali) e, soprattutto, scomparsa della febbre a 24 ore dall’inizio della terapia antibiotica. »
Gli Specialisti Rispondono
di Professor Giorgio Longo L'infezione da streptococco dopo 24 ore di antibiotico non dà più febbre, quindi se la febbre sale è dovuta al successivo sviluppo di un'infezione virale. »
Gli Specialisti Rispondono
di Dottor Leo Venturelli Se il pediatra ritiene che la comparsa di puntolini rossi e prurito associata a febbre e raffreddore sia una reazione all'infezione in corso non vi è necessità di effettuare indagini approfondite sul sangue. »
Gli Specialisti Rispondono
di Dottor Leo Venturelli La sesta malattia, la cui definizione scientifica e "esantema subitum" , è proprio caratterizzata dalla comparsa di un'eruzione cutanea dopo alcuni giorni di febbre anche alta. »
Gli Specialisti Rispondono
di Dottoressa Roberta Levi Quando una tosse persiste ed è accompagnata da catarro è opportuno che il bambino venga visitato: spetta al pediatra valutare se è necessario iniziare un trattamento specifico. »
Le domande della settimana
Gli Specialisti Rispondono
di Dottoressa Antonella Di Stefano Non esiste una cura specifica per le coliche dei piccolissimi, che comunque non sono considerate una vera e propria malattia, infatti non è mai stata dimostra in modo scientificamente convincente l'efficacia dei preparati che di solito vengono utilizzati. »
Gli Specialisti Rispondono
di Dottoressa Chiara Boscaro I cibi da proporre in spiaggia sono numerosi, quindi sotto questo profilo c'è solo l'imbarazzo della scelta. Una grande attenzione va invece posta all'igiene e alla conservazione degli alimenti. »
Gli Specialisti Rispondono
di Dottoressa Angela Raimo Quando i litigi tra due fratelli molto piccoli diventano ingestibili, serve intervenire in maniera decisa per porvi fine drasticamente. Guai, invece, a trasformarsi in spettatori impotenti. »
Gli Specialisti Rispondono
di Dottoressa Elisa Valmori In caso di un mancato accollamento riscontrato con l'ecografia e non associato ad altri sintomi non c'è alcun bisogno di assentarsi da un tranquillo lavoro d'ufficio. »
Gli Specialisti Rispondono
di Dottoressa Antonella Di Stefano In effetti lo svezzamento può aiutare a gestire i sintomi del reflusso, ma non a risolverli né a prevenirli. Di fatto, l'introduzione di cibi solidi può sì ridurre i rigurgiti per gravità, ma non eliminare il problema poiché l'immaturità del meccanismo fisiologico che sta alla base del fenomeno rimane... »
Fai la tua domanda agli specialisti