Nella stragrande maggioranza dei casi la tosse accompagnata da febbre, che rappresenta un sintomo frequente tra i bambini, passa spontaneamente senza che siano necessarie cure particolari.
Una domanda di: Simona Salve, mio figlio di sei anni è da Natale che non riesce a guarire da una tosse con catarro. Ha fatto due cicli di antibiotico (augmentin 2 volte al
giorno) uno nel periodo natalizio e uno a gennaio, terminato esattamente il 28/01, dopo qualche giorno ricompare la febbre, chiamo di nuovo il pediatra e
mi dice di non dare nulla per due tre giorni per vedere se la febbre scende. Ha preso nel frattempo dei mucolitici. Da giovedi a domenica ha avuto febbre
poi lunedi lo porto dal pediatra che mi dice che c’è un piccolo focolaio di bronchite e mi prescrive il macladin per 10 giorni e aerosol. Lui
complessivamente sta bene mangia, beve e la notte non tossisce. La cosa che mi preoccupa e che dopo tre giorni ancora febbre a 37.9/38.4 do la
tachipirina all’occorrenza. Cosa devo pensare?
Giorgio Longo
Cara signora,
le infezioni respiratorie ricorrenti (IRR) sono tali perché, appunto, rincorrono una dietro l’altra. Da studi fatti per misurare questo problema è stato evidenziato che mediamente, all’età di suo figlio, ci si deve aspettare da 7 a 10 episodi all’anno e questo comporta (sempre da questi studi) che un bambino passi all’incirca 140 giorni all’anno con la tosse. Se non bastasse, quest’ultimo inverno in tutte le regioni d’Italia le IRR sono state molto più frequenti dell’atteso, si ipotizza per effetto del Covid e degli interventi di contenimento dell’epidemia, anche se non ve ne è la certezza. Detto questo, ogni episodio nel suo decorso tipico comporta, accanto a qualche giorno di febbre (in media 3 giorni) più o meno alta, che ci sia inizialmente una tosse secca e che a questa segua una tosse “grassa” (con catarro). Quest’ultima può durare più di quanto si creda (o si spera o ci si attenda), perché se a 10 giorni la metà dei bambini è guarito, a tre settimane uno su dieci ha ancora il catarro. Poi il pediatra aggiusterà la terapia su questi elementi, (e sull’ansia e le preoccupazioni dei genitori) anche se, nella maggior parte dei casi, non servirebbe far nulla s enon attendere che la situazione si risolva spontaneamente. Con cordialità.
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