Nel tardo inverno sono i virus influenzali o parainfluenzali i responsabili della febbre, associata a tosse e raffreddore.
Una domanda di: Fabio Ho mio figlio di 4 anni che circa 3 settimane fa ha avuto l'otite che gli ha causato la febbre curato con antibiotico. Dopo una settimana dalla scomparsa della febbre gli è ritornata con influenza e tosse e la pediatra ci prescrive l'antibiotico da prendere. È stato dopo il ciclo antibiotico 3 giorni senza febbre ma poi è ricomparsa, la pediatra l'ha visitato e gli ha diagnosticato una piccola bronchite. Cambiamo il tipo di antibiotico, adesso ha 5 giorni che lo prende ma la febbre continua a scendere e salire persistente fino a 38 quasi e mezzo. Non ha tantissima tosse ed è un po’ raffreddato. Da precisare mia moglie ha una forte influenza. Dottore mi devo preoccupare? Può avere qualche altro tipo di infezione? Cosa posso fare? Grazie anticipatamente.
Giorgio Longo
Carissimo,
non mi sembra che ci sia da preoccuparsi. In questo momento la febbre è certamente di natura “influenzale”. In altre parole legata a un virus respiratorio di stagione (probabilmente proprio quello influenzale che sta girando in questo periodo). Comunque sia, si tratta senza possibilità di dubbio di una infezione virale che tipicamente si esprime con febbre e tosse (“piccola bronchite”) e con contagi intrafamiliari, ma specialmente che non risponde alla terapia antibiotica. Terapia che ritengo la sua pediatra ha fatto riprendere, non per l’influenza, ma pensando all’otite della quale, se non ha più mal d’orecchio, è ora certamente guarito.
Quindi stia tranquillo che oggi o domani sfebbrerà spontaneamente (come la mamma).
Il parere dei nostri specialisti ha uno scopo puramente informativo e non può in nessun caso sostituirsi alla visita specialistica o al rapporto diretto con il medico curante. I nostri specialisti mettono a disposizione le loro conoscenze scientifiche a titolo gratuito, per contribuire alla diffusione di notizie mediche corrette e aggiornate.
L'infezione alla gola dovuta a streptococco ha caratteristiche inconfondibili: mal di gola e febbre elevata, assenza di raffreddore e tosse (che invece accompagnano di norma le infezioni respiratorie virali) e, soprattutto, scomparsa della febbre a 24 ore dall’inizio della terapia antibiotica. »
L'infezione da streptococco dopo 24 ore di antibiotico non dà più febbre, quindi se la febbre sale è dovuta al successivo sviluppo di un'infezione virale. »
Se il pediatra ritiene che la comparsa di puntolini rossi e prurito associata a febbre e raffreddore sia una reazione all'infezione in corso non vi è necessità di effettuare indagini approfondite sul sangue. »
La sesta malattia, la cui definizione scientifica e "esantema subitum" , è proprio caratterizzata dalla comparsa di un'eruzione cutanea dopo alcuni giorni di febbre anche alta. »
Quando una tosse persiste ed è accompagnata da catarro è opportuno che il bambino venga visitato: spetta al pediatra valutare se è necessario iniziare un trattamento specifico. »
Non c'è alcun rischio né per la futura mamma né per il feto se la "piaghetta" (ectropion) sanguina, eventualità frequente proprio durante la gravidanza. »
Proporre le verdure insieme al pesce è un’ottima abitudine. Le verdure completano il profilo nutrizionale della pappa, in più aiutano ad accettare il sapore del pesce grazie alla loro naturale dolcezza. »
Le possibili ragioni di un'irregolarità mestruale sono numerose: per individuare quale tra queste è responsabile di un ritardo serve un controllo ginecologico ed eventualmente i dosaggi ormonali che si effettuano con lo specifico esame del sangue. »