Fibromi in gravidanza: sono pericolosi?

Dottoressa Elisa Valmori A cura di Elisa Valmori - Dottoressa specialista in Ginecologia Pubblicato il 02/05/2021 Aggiornato il 10/05/2021

I fibromi in sé non costituiscono un pericolo per il bambino in utero, tuttavia è importante tenerli monitorati.

Una domanda di: Alessandra
Buongiorno dottoressa, sono in gravidanza di 6 settimane, ho 43 anni e due

miomi uterini, uno postero sottosieroso e uno anteriore intramurale, rispettivamente di 5 cm e 3 cm. Sono pericolosi per la crescita del bambino??
Inoltre volevo il suo parere sulla venlafaxina, ne assumo 75 mg al giorno.
Grazie mille.

Elisa Valmori
Elisa Valmori

Salve cara signora, le direi di essere fiduciosa in quanto i fibromi in gravidanza non sono di per sé un pericolo per il bambino.
Intanto vorrei premettere che sono informazioni molto preziose sia le dimensioni dei fibromi, sia la loro sede, ossia la collocazione all’interno dell’utero.
Il fibroma è come una pallina di tessuto “indurito” che si annida nello spessore della muscolatura uterina. Non è maligno ma, se cresce di volume eccessivamente, potrebbe causare disturbi di vario genere: ciclo mestruale troppo abbondante, senso di peso pelvico, ingombro pelvico che procura disagio in occasione dei rapporti sessuali o addirittura ostacolare lo svuotamento vescicale o rettale.
Se il fibroma sporge all’esterno dell’utero, viene definito sottosieroso e di solito non interferisce né con il ciclo mestruale né con la fertilità.
Occorre naturalmente tenerlo monitorato con l’ecografia pelvica, in modo da evitare che diventi eccessivamente voluminoso.
In gravidanza, i fibromi che sporgono all’interno della cavità uterina (sottomucosi) possono essere invece causa di aborto spontaneo.
I fibromi intramurali sono nello strato intermedio della muscolatura uterina e quindi possono soprattutto essere un problema in termini di maggior propensione alle contrazioni da parte dell’utero stesso. E’ quindi importante imparare a riconoscere queste contrazioni (simili al dolore del ciclo mestruale oppure percepibili manualmente come una tensione transitoria a carico della parete addominale) per intervenire per tempo con le cure adatte (ad esempio il magnesio, il progesterone ma anche il riposo domiciliare astenendosi da sforzi fisici eccessivi).
In gravidanza i fibromi tendono a crescere di volume in quanto “campano” grazie agli ormoni femminili (estrogeni e progesterone) che in gravidanza sono prodotti in quantità industriali.
Dopo la gravidanza, durante l’allattamento, questi ormoni si riducono drasticamente per un lungo lasso di tempo e questo può contribuire a far rimpicciolire i fibromi. Per lo stesso motivo, in menopausa i fibromi si asciugano e si rimpiccioliscono parecchio, fino a smettere di essere un problema.
Quanto alla Venlafaxina, è uno psicofarmaco compatibile in gravidanza soprattutto se per controllare un disturbo ossessivo-compulsivo. Tuttavia lo ritengo di seconda scelta per l’allattamento al seno. Immagino lei sia seguita da uno psichiatra per questa terapia. Qualora lei soffra di un “semplice” disturbo d’ansia o depressione, a mio avviso sarebbe preferibile assumere al posto di Venlafaxina la Sertralina o la paroxetina in quanto risultano di prima scelta anche per l’allattamento.
Spero di averla aiutata, resto a disposizione se desidera, cordialmente.

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