Una delle cause di insuccesso della fecondazione assistita è l'età avanzata della donna.
Una domanda di: Rodica Salve dottore, ho 42 anni vorrei chiederli gentilmente un’informazione. Sono senza tube ovariche, ho fatto un anno fa la fivet ma non è andata a buon fine. Mi può spiegare come posso comportarmi per riuscire ad avere un figlio?
Francesco Maria Fusi
Gentile signora,
42 anni di età costituiscono uno dei motivi per cui le possibilità della fecondazione assistita sono ridotte. Anche nelle migliori condizioni è molto difficile superare il 5-8% di gravidanze. Nel suo caso, non conoscendo quale sia la sua riserva ovarica, il mio consiglio è di approfondire con la valutazione dell’ormone antimulleriano (è un esame del snague) e la conta dei follicoli antrali. I follicoli antrali si trovano all’interno delle ovaie e si possono contare (vedere e misurare) grazie a un’ecografia endovaginale (cioè che si esegue introducendo una piccola sonda in vagina). Con cordialità.
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Una donna di 44 anni, dopo due tentativi di fecondazione assistita non andati a buon fine, ha pochissime probabilità di ottenere un buon risultato al terzo tentativo. »
Nelle donne che hanno una tendenza all'autoimmunità l'impiego del cortisone serve per evitare che, una volta iniziata la gravidanza, la presenza dell'embrione non venga accettata dal corpo. »
Se la gravidanza non si annuncia dopo un lunghissimo periodo di tentativi, è più che opportuno rivolgersi a un Centro per la procreazione medicalmente assistita (PMA) per effettuare tutti i controlli del caso e poi analizzare le opzioni proposte dagli specialisti. »
Non è possibile indicare un percorso terapeutico valido in tutti i casi in cui è necessario rendere l'endometrio idoneo all'impianto: la scelta della strategia curativa dipende dal singolo quadro clinico. »
Non si deve avere fretta di ricorrere a cure farmacologiche ogni volta che le tonsille si arrossano, soprattutto se il bambino ha da poco affrontato una terapia con antibiotico. »
Ci sono alcuni consigli da seguire per aiutare un bambino a rinunciare al pannolino. Tra questi, il più importante è forse quello di favorire la formazione di feci morbide e, quindi, facili da espellere. »
Oltre a somministrare un farmaco contro la malattia da reflusso (che deve necessariamente essere prescritto dal pediatra), per limitare il fenomeno è opportuno seguire alcuni accorgimenti, tra cui cercare di rallentare il tempo della poppata. »
A volte è necessario che trascorra più tempo affinché ogni più piccola anomalia si risolva. Quello che conta è comunque che il feto sia vitale e cresca a un ritmo regolare. »
Non c'è alcun rischio né per la futura mamma né per il feto se la "piaghetta" (ectropion) sanguina, eventualità frequente proprio durante la gravidanza. »