Non si può affermare con sicurezza che i formaggi spalmabili provochino mal di pancia nel bambino, tuttavia è meglio non proporli prima degli otto mesi di vita per via del loro contenuto di grassi.
Una domanda di: Federica Il mio bimbo di quasi sei mesi a volte ha voglia di assaggiare i cibi che noi genitori abbiamo nel piatto. Questa sera per cena avevamo della Philadelphia, che ha assaggiato in quantità minime (tre puntine di cucchiaino). Può essere causa di mal di pancia? Piange e si dimena, tirando le gambe e facendo il gesto di spinta con la pancia. Grazie.
Leo Venturelli
Gentile mamma Federica, non si può affermare con certezza che il formaggio cremoso che ha utilizzato sia la causa del dolore addominale nel suo piccolo, però le segnalo che l’introduzione di questi formaggi è preferibile rinviarla agli 8 mesi, visto che il contenuto in grassi è maggiore rispetto a quello della ricotta o del formaggio parmigiano (può controllare lei stessa guardando la tabella dei contenuti riportata sulla confezione). Meglio quindi utilizzare questi ultimi per i primi due mesi successivi all’inizio dello svezzamento. Come sa, prima dei 6 mesi si consiglia l’uso esclusivo del latte materno, o, in mancanza, di quello in formula. Cordialmente.
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Se il bambino mangia la pappa non è opportuno dargli immediatamente dopo il biberon di latte, che costituisce un pasto vero e proprio da non sommare ad altri piatti. »
A volte, per risolvere il problema dei risvegli notturni per la poppata è sufficiente introdurre la seconda pappa a cena. A sei mesi, infatti, il bambino potrebbe reclamare il seno di notte solo perché ha fame. »
Se a una circonferenza cranica inferiore alla media non si associa alcun segnale preoccupante e, in più, la testina cresce a un ritmo regolare, si può pensare che si tratti non già di un'anomalia, ma di una caratteristica ereditaria. »
Quando si ha il sospetto che certi atteggiamenti del proprio bambino esprimano la presenza di un disturbo dello spettro autistico è bene innanzi tutto confrontarsi con il pediatra curante e poi, anche in base al suo parere, rivolgersi a un neuropsichiatra infantile. »
Non si deve avere fretta di ricorrere a cure farmacologiche ogni volta che le tonsille si arrossano, soprattutto se il bambino ha da poco affrontato una terapia con antibiotico. »
Ci sono alcuni consigli da seguire per aiutare un bambino a rinunciare al pannolino. Tra questi, il più importante è forse quello di favorire la formazione di feci morbide e, quindi, facili da espellere. »
Oltre a somministrare un farmaco contro la malattia da reflusso (che deve necessariamente essere prescritto dal pediatra), per limitare il fenomeno è opportuno seguire alcuni accorgimenti, tra cui cercare di rallentare il tempo della poppata. »
A volte è necessario che trascorra più tempo affinché ogni più piccola anomalia si risolva. Quello che conta è comunque che il feto sia vitale e cresca a un ritmo regolare. »
Non c'è alcun rischio né per la futura mamma né per il feto se la "piaghetta" (ectropion) sanguina, eventualità frequente proprio durante la gravidanza. »