Frutta a due mesi e mezzo?
A cura di Rosa Lenoci - Dottoressa
Pubblicato il 28/05/2018
Aggiornato il 13/02/2025 Nei primi mesi di vita, non è utile ma anzi può essere dannoso inserire alimenti diversi dal latte. Secondo l'OMS lo svezzamento andrebbe iniziato dopo il sesto mese di vita.
Una domanda di: Amorelia
Ciao, sono mamma di una bambina di 2 mesi e mezzo. È nata 3090 grammi e ora, a 72 giorni di distanza, pesa 4.750 grammi circa circa ed è alta 55 centimetri contro i 49 alla nascita. Il pediatra dice che è un po’ poco e che devo insistere con l’allattamento al seno. L’unico problema è che la bimba non si attacca molto volentieri, pur avendo latte sufficiente e poter quindi bere senza troppa fatica. Ho provato a tirare il latte e proporglielo col biberon ma lo rifiuta; stessa cosa ha fatto con il latte formulato che ho provato una volta per vedere se lo gradiva di più. Il ciuccio ormai non lo prende più e sono preoccupata per l’aumento di peso. La mia domanda è questa: posso iniziare verso i 3 mesi con un po’ di frutta o qualche pappa per vedere se introducendo qualche nuovo sapore ha più voglia di poppare oppure rischio solo di farle venire qualche mal di pancia o indigestione?

Rosa Lenoci
Cara signora, il latte materno è l’alimento più completo per la sua bimba, contiene tutto quello di cui lei ha bisogno e sarà così per altri mesi, soprattutto se prodotto in quantità sufficiente, come nel suo caso. Aggiungere nuovi sapori non invoglierà la poppata, anzi potrebbe essere controproducente, a parte che comunque è troppo presto. L’intestino della bimba non è ancora pronto per lo svezzamento, bisognerà aspettare ancora qualche mese: l’OMS (Organizzazione mondiale della sanità) consiglia dopo il sesto mese di vita. Inoltre l’aggiunta di piccole quantità di frutta non rappresenta dal punto di vista nutrizionale un buon guadagno, visto che si traduce essenzialmente in zuccheri e fibra. Provi a capire se il motivo del rifiuto sia imputabile ad altre cause, per esempio il sapore del suo latte per la presenza nella sua alimentazione di aglio, cipolla, spezie ecc. oppure mal d’orecchio o mal di gola. Il pediatra le ha dato un ottimo consiglio, insista con l’allattamento al seno. Con cordialità.
Il parere dei nostri specialisti ha uno scopo puramente informativo e non può in nessun caso sostituirsi alla visita specialistica o al rapporto diretto con il medico curante. I nostri specialisti mettono a disposizione le loro conoscenze scientifiche a titolo gratuito, per contribuire alla diffusione di notizie mediche corrette e aggiornate.
Se non trovi la risposta al tuo quesito, fai la tua domanda ai nostri specialisti. Ti risponderemo prima possibile. Fai una domanda all’esperto
Sullo stesso argomento
07/01/2026
Gli Specialisti Rispondono
di Giovanna Sottini La preferenza per una delle due mammelle può dipendere dal fatto che il bambino si trova meglio in una posizione piuttosto che nell'altra. Esiste, comunque, un modo per "ingannarlo" affinché inizi a succhiare da entrambi i seni. »
09/10/2025
Gli Specialisti Rispondono
di Dottor Claudio Ivan Brambilla Quando il bambino succhia, l'utero si contrae favorendo l'espulsione di piccole perdite di sangue eventualmente ancora presenti nell'utero. »
12/09/2024
Gli Specialisti Rispondono
di Dottor Leo Venturelli Se dalle indagini effettuate non risulta nulla di preoccupante, per incentivare una lattante di sei mesi con scarso appetito a mangiare di più si può iniziare a sostituire le poppate di latte proposte a cena e a merenda con pappe e yogurt. »
15/07/2024
Gli Specialisti Rispondono
di Dottor Leo Venturelli La presenza di latte nelle mammelle è variabile e non preoccupa se in alcuni momenti della giornata sembra essere scarsa: l'unica cosa che conta è che il bambino aumenti comunque di peso regolarmente. »
23/10/2023
Gli Specialisti Rispondono
di Giovanna Sottini Le perle di latte, più correttamente "vescicole", sono formazioni che possono comparire sul capezzolo a volte porrvocando dolore. Attaccare il bambino alla mammella correttamente può risolverle. »
Le domande della settimana
25/05/2026
Gli Specialisti Rispondono
di Dottoressa Chiara Boscaro I cibi da proporre in spiaggia sono numerosi, quindi sotto questo profilo c'è solo l'imbarazzo della scelta. Una grande attenzione va invece posta all'igiene e alla conservazione degli alimenti. »
22/05/2026
Gli Specialisti Rispondono
di Dottoressa Angela Raimo Quando i litigi tra due fratelli molto piccoli diventano ingestibili, serve intervenire in maniera decisa per porvi fine drasticamente. Guai, invece, a trasformarsi in spettatori impotenti. »
20/05/2026
Gli Specialisti Rispondono
di Dottoressa Elisa Valmori In caso di un mancato accollamento riscontrato con l'ecografia e non associato ad altri sintomi non c'è alcun bisogno di assentarsi da un tranquillo lavoro d'ufficio. »
18/05/2026
Gli Specialisti Rispondono
di Dottoressa Antonella Di Stefano In effetti lo svezzamento può aiutare a gestire i sintomi del reflusso, ma non a risolverli né a prevenirli. Di fatto, l'introduzione di cibi solidi può sì ridurre i rigurgiti per gravità, ma non eliminare il problema poiché l'immaturità del meccanismo fisiologico che sta alla base del fenomeno rimane... »
18/05/2026
Gli Specialisti Rispondono
di Dottor Gaetano Perrini Di solito è necessario che trascorra almeno un mese da un aborto spontaneo affinché si creino le condizioni fisiologiche che consentono l'avvio di una nuova gravidanza. »
18/05/2026
Gli Specialisti Rispondono
di Dottoressa Elisa Valmori In medicina gli avverbi "sempre" e "mai" sono da evitare perché questa scienza non è esatta come la matematica e volta la Natura può sorprendere, sovvertendo regole che si credono incontrovertibili. Quindi sì, anche se remota, la possibilità di avviare una gravidanza con le tube legate c'è. »
Fai la tua domanda agli specialisti