Fumo e rischio di aborto

Dottor Bruno Mozzanega A cura di Dottor Bruno Mozzanega Pubblicato il 12/10/2020 Aggiornato il 12/10/2020

Fumare è quanto di più lontano di sia dal concetto di vita sana, quindi è smepre opportuno smettere, a maggior ragione quando si decide di dare inizio a una gravidanza.

Una domanda di: Sabrina
Ci sono moltissime informazioni discordanti tra loro che portano solamente alla totale confusione, unite alla ormai poca fiducia nei medici che prendono sotto gamba i problemi fisici ed emotivi dei pazienti pensando che l’ansia sia causa di tutto. Quindi anche se scontato forse mi chiedo: può il fumo di sigaretta unito ad uno stile di vita sano aver portato ad un aborto spontaneo alla 7ma settimana? Può incidere notevolmente il fatto di fumare con il non riuscire a instaurare una gravidanza? Grazie in anticipo, cordiali saluti!
Bruno Mozzanega
Bruno Mozzanega

Gentile signora,
quando si parla di fumo bisognerebbe anche specificare la quantità di sigarette consumate giornalmente. Una-due sigarette al giorno non costituiscono un auto-inquinamento gravissimo. Tuttavia non si può ignorare che la nicotina ha un effetto vasocostrittore e il fumo aumenta nel sangue i livelli di monossido di carbonio (CO).
Il CO si lega all’emoglobina con molto maggior affinità rispetto all’ossigeno. Arriverà quindi agli organi meno sangue e con minor quantità di ossigeno.
Fumare è un’abitudine lontanissima dal concetto di vita sana.
Non so quanto lei fumi, Sabrina, spero poco. Difficile comunque attribuire al fumo l’aborto a 7 settimane. Comunque, in gravidanza chi fuma nutre molto meno il proprio figlio, quindi è senza dubbio opportuno smettere possibilmente dal momento in cui si decide di avere un bambino. Le ricordo di assumere l’acido folico, una compressa da 400 microgrammi al giorno, lontano da tè e latticini, per tutto il periodo della ricerca della gravidanza fino almeno al terzo trimestre. Con cordialità.

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