Futura mamma che ha bisogno degli psicofarmaci, ma in famiglia sono contrari …

Dottoressa Elisa Valmori A cura di Elisa Valmori - Dottoressa specialista in Ginecologia Pubblicato il 30/06/2023 Aggiornato il 11/03/2026

Antidepressivi compatibili con la gravidanza esistono e, se ve ne è indicazione vanno assunti,: spetta allo psichiatra stabilire se servono e definirne i dosaggi. A lui e a nessun altro.

Una domanda di: Martina
Sono una ragazza di 26 anni, attualmente incinta all’8^ settimana di gravidanza. A maggio 2022 ho iniziato ad assumere un antidepressivo che poi a gennaio ho dovuto sospendere in quanto avevo scoperto della mia gravidanza purtroppo andata male. Dopo la gravidanza non ho voluto riprendere farmaci e sono stata bene fino a quando non è riapparsa l’ansia, questa volta sotto un sintomo specifico: quando mangio dopo pochi bocconi ho la sensazione che il corpo estraneo si ferma in gola e questo mi terrorizza e mi impedisce di mangiare. Purtroppo tutto questo per la gravidanza mi preoccupa e mi preoccupo anche per me stessa perché la nutrizione è scarsa e sono “disperata”. Vorrei assumere di nuovo i farmaci ma ho tremendamente paura. Sono davvero così sconsigliati? Tra l’altro io devo assumere cardio aspirina per tutti e 9 mesi di gravidanza perché ho scoperto di avere due mutazioni del gene MTHFR1298 A/C in ETEROZIGOSI e il Fattore XIII sempre in Eterogizosi. Ho letto che cardioaspirina e antidepressivi non possono essere usati insieme e questo allontana ancora di più la mia speranza di vedere la luce. Vorrei sapere cosa sia giusto fare perché in famiglia sono tutti contrari all’uso di farmaci (lo erano già ) ora a maggior ragione e anch’io ho paura ma ho un forte desiderio di potermi godere questi 9 mesi (sperando che vada tutto bene). La ringrazio anticipatamente.

Elisa Valmori
Elisa Valmori

Salve cara signora, cerco di esserle di aiuto anche perché da quello che mi scrive lei ne ha parecchio bisogno e avverto tutta l’urgenza e la responsabilità che mi è affidata. Premetto che lei ha necessità di essere valutata CON URGENZA E DI PERSONA da un collega psichiatra che, se possibile, si intenda anche di farmaci in gravidanza. A volte non solo nei parenti ma persino nei colleghi medici ho trovato una certa resistenza nel prescrivere le terapie: eppure esistono farmaci compatibili con la gravidanza e l’allattamento al seno, grazie al Cielo! C’è purtroppo un grande pregiudizio sul fatto che in gravidanza sia meglio non prendere nulla, che gli ormoni della gravidanza ci facciano stare bene, che si possano eventualmente utilizzare i rimedi naturali al posto dei farmaci “standard”, ma le cose non stanno così. La cosa fondamentale è che ogni donna è a sé, ogni gravidanza è a sé, ognuna ha bisogno quindi di una cura personalizzata che magari cambierà nel corso dell’attesa: l’importante è non sottovalutare i sintomi che il corpo ci manda! Lei mi ha riportato un sintomo invalidante (la disfagia) e ha scritto di disperare di vedere la luce. Credo che con la terapia farmacologica giusta la situazione cambierà radicalmente. Non mi ha purtroppo indicato quale farmaco antidepressivo stesse assumendo in precedenza, così avrei potuto anche verificare la sua effettiva compatibilità con cardioaspirina. A proposito di quest’ultima, volevo osservare che lei è portatrice di due mutazioni in eterozigosi (ossia in forma lieve) motivo per cui se per ipotesi dovessimo scegliere se assumere cardioaspirina oppure l’antidepressivo, sarei certa di indicarle come indispensabile il secondo. Inoltre, la mutazione MTHFR si può bilanciare con una forma particolare di acido folico (una vitamina): il 5-metilfolato o Quatrefolic (600-800 microgrammi/die). Concludo dicendo che la sua aspirazione a godersi la gravidanza è il segnale più bello, così come la speranza che vada tutto bene. È per via di questo desiderio che troverà la persona giusta da cui farsi curare a regola d’arte, farà il sacrificio di prendere i farmaci (quelli compatibili con la gravidanza, che creda ci sono) senza dare retta agli scrupoli della coscienza o dei grilli parlanti tra i parenti e…vedrà finalmente di nuovo la luce. Glielo auguro di cuore, cordialmente.

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