Gambe sollevate in gravidanza: possono aver danneggiato il bambino?

Dottoressa Angela Raimo A cura di Angela Raimo - Dottoressa specialista in Psichiatria Pubblicato il 08/07/2024 Aggiornato il 27/05/2026

Durante la gravidanza, quando preoccupazioni che oggettivamente non hanno ragione di sussistere non danno tregua, mantenendo la futura mamma in uno stato ansioso costante, può senz'altro essere opportuno ricorrere all'aiuto di uno psicoterapeuta. Le continue paure ingiustificate possono, infatti, essere l'anticamera di una depressione che potrebbe conclamarsi dopo il parto.

Una domanda di: Giovanna
Sono alla 16esima settimana di gestazione. Ieri sera ero stanchissima e sentivo le gambe molto gonfie e pesanti, ho
pensato di metterle sollevate al muro. Per cui mi trovavo con i talloni appoggiati al muro e le gambe abbastanza
verticali. Distrutta dalla giornata mi sono addormentata e svegliata solo un’ora dopo.
Ho avuto un pochino di fastidio alle gambe ma poi tutto è tornato normale.
La mia domanda è se posso aver creato qualche problema al circolo del bimbo stando in questa posizione per un’ ora.
Un’altra domanda (arrivata in precdenza n.d.r.): ero in auto con mio padre. Dovevamo prendere dei fiori per portarli alla nonna al cimitero. Prendiamo i fiori e facciamo
200 metri in macchina, io sbadatamente mi allaccio la cintura e ho ancora lo zainetto (mezzo vuoto) in spalla. So che non si fa ma erano veramente solo
200 metri. Arriviamo al parcheggio e tac.., mio marito … padre sbatte abbastanza forte contro il marciapiede e la cinta stringe parecchio sul mio
addome. Premetto che sono 13 settimane oggi e praticamente ancora non ho pancia, ma sono preoccupata perché continuo a sentire qualche doloretto
nella parte alta dell’addome. So che il piccolo è ancora in posizione molto bassa e questo mi conforta, inoltre ho pensato a quando ho fatto la
translucenza e la pressione della sonda mi ha creato sicuramente più dolore di questo. Non ho perdite e oggi mi sono riposata. L’unico dubbio è la
cintura che era proprio sopra l’ombelico e il fatto che avessi un piccolo spessore nella schiena. Grazie in anticipo.

Angela Raimo
Angela Raimo

Cara signora,
lei ha scritto più volte esponendo paure che sinceramente non hanno ragione di sussistere. Mi ha fatto riflettere anche la sua affermazione circa la sonda dell’ecografo che, riferisce, le ha procurato dolore, quando non è realmente possibile una simile evenienza. Non è che non le creda, ma è solo che ritengo lei tenda ad amplificare ogni sensazione lievemente negativa come può essere appunto quella proveniente dal contatto con la sonda. Il mio timore è che lei sia alle prese con un disturbo dell’umore che, se davvero si fosse sviluppato come io ipotizzo, richiederebbe al più presto l’intervento di uno psicoterapeuta. Le sue continue preoccupazioni, le parole che utilizza (“distrutta dalla giornata”, “stanchissima” …) possono infatti essere un segnale d’allarme, possono rappresentare l’anticamera di una depressione che potrebbe conclamarsi dopo il parto: è meglio giocare d’anticipo, non crede?
Ci pensi: per quanto venga tranquillizzata lei trova sempre nuove ragioni per tormentarsi e a nulla valgono le rassicurazioni del ginecologo circa la salute del bambino. Ed è solo in 16^ settimana: il cammino è ancora lungo, non è neppure a metà strada, penso che sia opportuno che si faccia aiutare da uno specialista a vivere questa gravidanza finalmente con serenità perché c’è davvero il rischio che arrivi a termine stremata. La gravidanza non è una malattia, richiede giuste attenzioni, dettate per lo più dal buon senso, ma non può e non deve mantenere la donna in un continuo stato di ansia quale è il suo. Cari saluti.

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