Diagnosi difficile

Dottor Paolo Pantanella A cura di Dottor Paolo Pantanella Pubblicato il 11/11/2017 Aggiornato il 01/08/2018

Ci sono casi in cui per riuscire a fare la diagnosi bisogna procedere per esclusione. Accade, per esempio, quando dalle prime indagini effettuate non emerge nulla che possa essere in relazione con la comparsa di un dolore che non passa.

Una domanda di: Flavia
Caro dottor Pantanella,
premetto che ho scritto anche ai ginecologi, perché ancora non ho capito chi sia lo specialista di riferimento per il mio problema.
Ho 32 anni, sono alta 1,63, perso 54 chili, ho le mestruazioni regolarissime, che ogni 4 settimane arrivano puntuali. Da più di due mesi mi è comparso un dolore sordo e costante nella zona dello sterno, con fitti sporadiche. Durante la mattinata il dolore è a 3, in una scala da 0 a 10, ma nel primo pomeriggio, in genere dopo i pasti, arriva a 8 e così continua fino a sera, per poi sparire quando mi addormento (o almeno perno che sparisca perché nel sono non lo avverto più). All’inizio il medico ha pensato a una gastrite, ma ho fatto la gastroscopia e anche l’esame per escludere l’Helicobacter e non è uscito nulla che non va. Allora mi è stata prescritta una ecografia addominale, tutto a posto in reni, vescica e intestino, mentre hanno individuato una cisti solida che l’ecografista non ha capito se si trova sull’ovaia o sull’utero. In ogni caso ha detto che è benigna ma nel referto di questa ecografia sta scritto di eseguire un’ecografia all’utero e alle ovaie per capire meglio questa cisti. tenga presente che io non ho nessun sintomo importante ginecologico, ma pare invece che il problema sia proprio ginecologico. Poi però la ginecologa che ho contattato mi ha detto che a suo avviso potrebbe trattarsi di una contrattura del diaframma legata a un problema di schiena e di consultare un osteopata. Sono veramente disorientata e non so più cosa pensare anche perché nel frattempo il dolore non passa. Ho anche pensato potesse essere in relazione con lo stress perché negli ultimi mesi ne ho avuto davvero tanto. Mi aiutate?
Paolo Pantanella
Paolo Pantanella

Gentile Flavia,
mi vengono in mente tre possibilità: dolore cardiaco, in quel caso però aumenta sotto sforzo. Dolore da reflusso gastro esofageo, che potrebbe sfuggire alla gastroscopia, per cui prescriverei comunque un potente anti-acido, tipo omeprazolo, per una settimana per vedere se passa (a volte, a fronte di sintomi difficili da ricondurre a una causa si deve agire per esclusione, anche somministrando medicine che, se funzionano, confermano l’ipotesi diagnostica da cui si è partiti per prescriverle). Infiammazione dell’articolazione fra sterno e costole, in quel caso gli esami di sangue sono alterati e andrebbe vista da un reumatologo. Vista la sede del dolore, sarebbe utile una lastra o una TAC del torace. Mi tenga aggiornato, se vuole.

Il parere dei nostri specialisti ha uno scopo puramente informativo e non può in nessun caso sostituirsi alla visita specialistica o al rapporto diretto con il medico curante. I nostri specialisti mettono a disposizione le loro conoscenze scientifiche a titolo gratuito, per contribuire alla diffusione di notizie mediche corrette e aggiornate.

Se non trovi la risposta al tuo quesito, fai la tua domanda ai nostri specialisti. Ti risponderemo prima possibile. Fai una domanda all’esperto

Gli Specialisti rispondono
Le domande della settimana

A due anni perché non parla ancora?

12/08/2020 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Daniela Biatta

Fino ai tre anni di età, una volta esclusi deficit di qualsiasi natura, si può ipotizzare la non grave condizione di "parlatore tardivo"  »

Gravidanza e paura di effettuare il tampone vaginale

10/08/2020 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Elisa Valmori

Durante i nove mesi di gestazione, effettuare il tampone vaginale non espone ad alcun rischio, quindi può essere affrontato in assoluta tranquillità.   »

Bimba di due anni problematica: ma lo è davvero?

27/07/2020 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Angela Raimo

Ci sono casi in cui non è il bambino a essere particolarmente difficile da gestine, ma i genitori a nutrire aspettative sul suo comprotamento che lui, per via della sua età, non può (ancora) soddisfare.  »

Fai la tua domanda agli specialisti