Se la crescita non subisce arresti e il bambino è reattivo, allegro, appare in ottima salute, non ci si deve preoccupare se assume meno latte di quanto ci si aspetterebbe.
Una domanda di: Elisabetta Salve, ho due gemelline di 3 mesi e mezzo che mangiano poco ho addirittura spostato i biberon ogni 5 ore ma bevono massimo 120 grammi di latte anche se
ne prendono solo 4 al giorno, preferiscono prendere il ciuccio e dormire. Di pannolini ne cambio 3 al giorno e non sono nemmeno super pieni ma la pipì
non puzza ed è chiara.
Stefano Geraci
Cara signora,
il criterio a cui attenersi per capire se tutto va bene è il ritmo di crescita. Nei primi mesi di vita la crescita non deve subire arresti: l’aumento di peso, anche se modesto deve esserci. Credo che queste bambine vengano controllate regolarmentedal pediatra e che quindi sul fronte dell’aumento di peso possiamo stare tranquilli. La quantità di latte che assumono non mi sembra motivo di allarme, così come non darei importanza al fatto che non sia necessario cambiare molti pannolini. Ma queste bambine sono reattive, tranquille, appaiono in piena salute o sono irrequiete, lamentose, abbattute? Lei non dice nulal al riguardo, ma anche questo è un dato rilevante per valutare il loro benessere. In ogni caso, poiché non ho modo di visitarle e poiché ritengo che sia importante non sottovalutare la sensazione di “qualcosa che non va” di una mamma, la invito senz’altro a consultare il suo pediatra per avere conferma di quello che io, da remoto e con informazioni davvero scarne, posso solo ipotizzare. Cordialmente.
Il parere dei nostri specialisti ha uno scopo puramente informativo e non può in nessun caso sostituirsi alla visita specialistica o al rapporto diretto con il medico curante. I nostri specialisti mettono a disposizione le loro conoscenze scientifiche a titolo gratuito, per contribuire alla diffusione di notizie mediche corrette e aggiornate.
Se dalle indagini effettuate non risulta nulla di preoccupante, per incentivare una lattante di sei mesi con scarso appetito a mangiare di più si può iniziare a sostituire le poppate di latte proposte a cena e a merenda con pappe e yogurt. »
A fronte della mancanza di appetito di un lattante può essere opportuno effettuare le analisi delle urine. Se dall'esame dovesse emergere un'infezione si può pensare che l'inappetenza sia dovuta a questa. »
Un bambino che, pur alimentandosi poco è vivace, allegro, reattivo non desta particolari preoccupazioni. Se invece appare mogio, abbattuto, non sorride, è lamentoso è opportuno parlarne con il pediatra curante. »
Quando un bambino di appena quattro mesi rifiuta il latte, occorre una valutazione accurata da parte del pediatra di famiglia, al quale spetta formulare una prima ipotesi diagnostica per poi approfondire. »
Con il passare delle settimane è normale che i lattanti cambino abitudini e questo vale anche rispetto alla quantità di latte che vogliono assumere. Ma se la crescita non si arresta, non c'è motivo di preoccuparsi. »
Ci sono alcuni consigli da seguire per aiutare un bambino a rinunciare al pannolino. Tra questi, il più importante è forse quello di favorire la formazione di feci morbide e, quindi, facili da espellere. »
Oltre a somministrare un farmaco contro la malattia da reflusso (che deve necessariamente essere prescritto dal pediatra), per limitare il fenomeno è opportuno seguire alcuni accorgimenti, tra cui cercare di rallentare il tempo della poppata. »
A volte è necessario che trascorra più tempo affinché ogni più piccola anomalia si risolva. Quello che conta è comunque che il feto sia vitale e cresca a un ritmo regolare. »
Non c'è alcun rischio né per la futura mamma né per il feto se la "piaghetta" (ectropion) sanguina, eventualità frequente proprio durante la gravidanza. »