Se il parto avviene molto prima del termine a causa di un rilasciamento della cervice, vi sono varie probabilità che il problema si ponga di nuovo in una successiva gravidanza. Ma giocare d'anticipo si può.
Una domanda di: Elena
Durante la mia gravidanza ho avuto dei problemi al collo dell\’utero. A 20
settimane era di 2,5 cm e a 28 settimane si era accorciato fino a 1,5 cm. Da
i vari tamponi non é emersa alcun tipo di infezione.
Sono stata a completo riposo a letto fino al parto avvenuto a 35 settimane e
3 giorni.
Volevo sapere se in caso di una seconda gravidanza il mio collo dell\’utero
sarà sempre soggetto a un accorciamento anomalo che mi potrebbe portare a un
aborto pretermine.
Gentile Elena,
da quello che descrive deduco che il suo collo dell’utero tende a rilasciarsi un po’ troppo precocemente per la pressione esercitata dall’utero, aumentato di volume, e per le modificazioni ormonali che caratterizzano la gravidanza e favoriscono appunto la diminuzione di tonicità dei tessuti costituiti anche da fibre muscolari. Le ragioni possono anche essere ricercate in precedenti interventi effettuati sul collo dell’utero (per esempio, anche una semplice bruciatura della “piaghetta” o la dilatazione per raschiamento). Sta di fatto che la condizione è destinata a rimanere tale e quindi potrebbe influire anche sulla prossima gravidanza. Posto questo, sarà cura del suo medico valutarne l’evoluzione, attraverso vari controlli, primo tra tutti la cervicometria, ovvero il controllo ecografico della lunghezza del collo dell’utero. Se fosse necessario, si può comunque ricorrere al cerchiaggio, ovvero all’applicazione di una fettuccia sul collo dell’utero utile per mantenerlo chiuso. Ci sono inoltre farmaci che si impiegano in simili casi per impedire alla cervice di dischiudersi. Stia dunque tranquilla perché con l’aiuto del suo ginecologo e dei rimedi che riterrà opportuno adottare lei riuscirà senz’altro a portare a termine felicemente la sua prossima gravidanza. Tanti cari saluti.
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