Attività fisica dopo il “trasferimento”

Dottor Claudio Ivan Brambilla A cura di Claudio Ivan Brambilla - Dottore specialista in Ginecologia Pubblicato il 17/10/2017 Aggiornato il 16/06/2026

Dopo il trasferimento degli embrioni, conviene fare un'attività fisica moderata, per non favorire la comparsa di contrazioni.

Una domanda di: Alessandra
Buongiorno siamo una coppia di 36 anni , abbiamo fatto transfer 30/9 con blastocisti crioconservati.11/10 beta a 310 , 14/10 a 720, 16/10 a 3000. La nostra domanda è se può arrestarsi il processo di sviluppo dell’embrione? Le beta possono salire anche se la gestazione si è interrotta? Il 25/10 avremmo la prima eco ho letto che ci può essere camera gestazione vuota è vero? Fino a che settimana siamo a rischio? Sono una sportiva e leggo di fare attività fisica moderata in cosa consiste? Tipo un ora di camminata s 5km h? Grazie

Claudio Ivan Brambilla
Claudio Ivan Brambilla

L’incremento delle beta appare molto favorevole . Il rischio che possa generarsi un uovo anembrionato purtroppo non va mai escluso come anche il rischio che si possa interrompere la fisiologica crescita dell’embrione. Tuttavia i dati che mi invia sono molto incoraggianti. Le Beta smettono di aumentare quando la gravidanza si interrompe, anche se per vari giorni dopo l’interruzione sono ancora rilevabili. Per l’attività sportiva a mio avviso va moderata per non esagerare con la pressione addominale, aprendo la strada al rischio di causare contrazioni dell’utero. Tenga presente che un’ora di camminata a 5 chilometri orari non è un’attività moderata, mentre lo è passeggiare per 30-40 minuti a un ritmo molto più modesto. L’ideale è comunque il nuoto. In caso di contrazioni, antispastici e terapia progestinica sono efficaci.

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