Nella maggior parte dei casi, a partire dalla sesta settimana di gravidanza l'ecografia riesce a visualizzare l'embrione. Se è possibile, può essere meglio effettuare la prima visita in quest'epoca, tuttavia non è sbagliato neppure rimandarla di un paio di settimane.
Una domanda di: Valentina Buongiorno, ho appena scoperto di essere incinta: l’ultima mestruazione è iniziata il 7 gennaio. Avevo fissato un appuntamento dal ginecologo il primo marzo non
sapendo di esserlo. Volevo sapere se è opportuno andare prima a fare la visita.
Claudio Ivan Brambilla
Cara signora,
lei oggi è nella quinta settimana di gravidanza, periodo nei quale una visita ostetrica con ecografia evidenzia solo un endometrio (tessuto di rivestimento interno dell’utero) molto ispessito (come deve essere!) ma non la camera gestazionale, che è la struttura che ospita l’embrione e che diventa evidente, segnalando una buona evoluzione della gestazione, a partire dalla sesta settimana (ma a volte anche un po’ dopo, come accade se il concepimento è avvenuto più avanti rispetto alla data presunta). Agli inizi di marzo, la sua gravidanza sarà di 8 settimane: l’ecografia in questa data evidenzierà con chiarezza sia il bambino sia il battito del suo cuoricino. In questa epoca non è dunque sbagliato fissare il primo controllo, anche se comunque sarebbe meglio effettuarlo una decina di giorni prima, non foss’altro per togliersi l’ansia con cui, comprensibilmente, potrebbe trovarsi alle prese. In ogni caso, le suggerisco di recarsi dal suo medico per farsi prescrivere gli esami del sangue e delle urine che è opportuno effettuare a inizio gravidanza (il suo medico saprà indicare quali), così potrà portare i risultati al ginecologo quando effettuerà la visita. le faccio tantissimi auguri per la sua gravidanza. Con cordialità.
Il parere dei nostri specialisti ha uno scopo puramente informativo e non può in nessun caso sostituirsi alla visita specialistica o al rapporto diretto con il medico curante. I nostri specialisti mettono a disposizione le loro conoscenze scientifiche a titolo gratuito, per contribuire alla diffusione di notizie mediche corrette e aggiornate.
Quando dalle analisi del sangue emerge che l'avvenuto contagio, da parte di un agente infettivo pericoloso, è "dubbio" si può stare relativamente tranquille. »
La lettura e l'interpretazione degli esami del sangue va lasciata allo specialista, che ha la competenza indispensabile per comprendere se i valori destano o no preoccupazione. »
Per avere delucidazioni riguardo i risultati di un esame è necessario riportare con precisione quanto sta scritto nel referto o, meglio ancora, inviare quest'ultimo insieme con la domanda. »
La presenza di una lieve alterazione di alcuni valori individuata dall'analisi del sangue non rende automaticamente inopportuna la ricerca di una gravidanza. »
Non si deve avere fretta di ricorrere a cure farmacologiche ogni volta che le tonsille si arrossano, soprattutto se il bambino ha da poco affrontato una terapia con antibiotico. »
Ci sono alcuni consigli da seguire per aiutare un bambino a rinunciare al pannolino. Tra questi, il più importante è forse quello di favorire la formazione di feci morbide e, quindi, facili da espellere. »
Oltre a somministrare un farmaco contro la malattia da reflusso (che deve necessariamente essere prescritto dal pediatra), per limitare il fenomeno è opportuno seguire alcuni accorgimenti, tra cui cercare di rallentare il tempo della poppata. »
A volte è necessario che trascorra più tempo affinché ogni più piccola anomalia si risolva. Quello che conta è comunque che il feto sia vitale e cresca a un ritmo regolare. »
Non c'è alcun rischio né per la futura mamma né per il feto se la "piaghetta" (ectropion) sanguina, eventualità frequente proprio durante la gravidanza. »