Durante la gestazione, i rischi legati a un eventuale ipotiroidismo materno riguardano solo i casi in cui il problema non viene controllato con i farmaci e monitorato attraverso specifici esami.
Una domanda di: Lidia Sono incinta alla nona settimana. Ho appena fatto tutte le analisi e va tutto bene, per ora. Il problema è che ho 43 anni e sono ipotiroidea, ho partorito il primo figlio nel 2001 a 36 settimane
per gestosi con taglio cesareo. Sono ad Eutirox da 100 tutti i giorni e gli esami della tiroide ad oggi vanno bene ma il medico che mi aveva in cura per la mia malattia mi aveva detto che non
sarei mai rimasta incinta e che se fosse successo sarebbe stato un problema per il nascituro. Mi ha messo un ansia
pazzesca. Sono l’ unica donna ipotiroidea ad avere un figlio? A che problemi vado incontro?
Elisa Valmori
Salve signora, non capisco come mai il collega le abbia prospettato l’infertilità e dei possibili effetti collaterali al nascituro in caso di nuova gravidanza.
Di certo, se una donna è ipotiroidea prima di rimanere incinta, la cosa veramente importante è quella di continuare a essere seguita in gravidanza dall’endocrinologo, perché possa monitorare al meglio i valori del TSH e adattare il dosaggio della terapia con levotiroxina nel corso dei 9 mesi.
Sarebbe raccomandabile che il TSH non superasse la soglia di 2,5 mUI/L nel I trimestre e quella di 3 mUI/L nel secondo/terzo trimestre.
Inoltre, sarebbe importante che lei utilizzasse sale da cucina iodato per tutto il tempo della gravidanza e dell’allattamento al seno.
I rischi legati all’ipotiroidismo sono da riservare alle pazienti che NON vengano trattate in gravidanza (quindi che NON assumono alcuna terapia farmacologica per la tiroide malata!) e comprendono: aborto spontaneo, ipertensione gestazionale, preeclampsia; distacco di placenta; emorragia post-partum; basso peso alla nascita; riduzione del quoziente intellettivo neonatale (noto anche come cretinismo). Ma non è il suo caso, lei l’ipotiroidismo lo controlla.
Quanto alla sua storia di gestosi, sarebbe utile che lei fosse seguita presso un ambulatorio ospedaliero che valuti l’indicazione ad assumere cardioaspirina (acido acetil-salicilico 1 compressa da 100 mg al giorno dopo un pasto) oppure altro farmaco che regoli la coagulazione del sangue in base alla presenza di fattori di rischio di trombosi (tra i quali: età > 35 anni, obesità, presenza di varici agli arti inferiori, immobilità, fumo di almeno 10 sigarette al giorno).
Se verrà presa in carico dai colleghi endocrinologo e ginecologo correttamente, né lei né il suo bimbo avrete da temere sul buon andamento della gravidanza attuale. Spero di averla rincuorata e tranquillizzata, in caso contrario sono a sua disposizione per qualsiasi ulteriore dubbio.
Cordialmente.
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