Ipotiroidismo e ricerca della gravidanza
A cura di “La Redazione”
Pubblicato il 02/01/2018
Aggiornato il 02/01/2018 Se l'ipotiroidismo è ben controllato mediante una terapia adeguata, è certamente possibile dare inizio a una gravidanza. A patto, però, che non vi siano altri problemi che interferiscono con la fertilità.
Una domanda di: Carmen
Sono una donna di 30 anni con una bimba di 19 mesi, avuta subito dopo essermi sposata. Ora io e mio marito vorremmo un altro bimbo, ma io soffro di ipotiroidismo (gozzo di Hashimoto) e prendo l’ Eutirox tutti i giorni, potrebbe essere questa la ragione per cui non riesco a rimanere incinta?

Elisa Valmori
Salve signora Carmen e auguri per il nuovo anno appena iniziato!
Immagino che l’esperienza con la prima bimba sia stata molto positiva, dal momento che siete già desiderosi di un secondo figlio…vedrete che sarete premiati!
In effetti alcune patologie della tiroide possono essere motivo di irregolarità del ciclo mestruale e anche di ridotta fertilità ma mi sento di tranquillizzarla che un ipotiroidismo in terapia con la dose corretta di Eutirox (ossia la Levotiroxina, ormone tiroideo in sostituzione a quello che la sua tiroide probabilmente non riesce a produrre in quantitativo adeguato) non dovrebbe proprio essere motivo di infertilità. La cosa importante, sicuramente, è effettuare delle regolari visite di controllo endocrinologiche (o presso il suo medico di medicina generale, se finora ha gestito lui la sua terapia) e monitorare tramite prelievo ematico il TSH (ossia l’ormone stimolante la tiroide) per verificare che il dosaggio della terapia sia sempre adeguato.
Può essere utile effettuare una visita ginecologica di controllo, eventualmente con Pap Test ed ecografia pelvica, per controllare che “vada tutto bene” anche dal nostro punto di vista.
Infine, le ricordo che per chi cerca la gravidanza è raccomandata l’assunzione di acido folico 1 compressa da 400 microgrammi al giorno da ora e almeno per tutto il primo trimestre di gravidanza.
Speriamo di sentirci presto con buone notizie! Cordialmente.
Il parere dei nostri specialisti ha uno scopo puramente informativo e non può in nessun caso sostituirsi alla visita specialistica o al rapporto diretto con il medico curante. I nostri specialisti mettono a disposizione le loro conoscenze scientifiche a titolo gratuito, per contribuire alla diffusione di notizie mediche corrette e aggiornate.
Se non trovi la risposta al tuo quesito, fai la tua domanda ai nostri specialisti. Ti risponderemo prima possibile. Fai una domanda all’esperto
Le domande della settimana
20/01/2026
Gli Specialisti Rispondono
di Dottor Claudio Ivan Brambilla Il ginecologo ha l'obbligo di comunicare alla donna che aspetta un bambino l'eventuale presenza di un'anomalia: se dice che va tutto bene significa che è così. »
19/01/2026
Gli Specialisti Rispondono
di Dottoressa Paola Bernardi Locatelli I permessi per malattia del figlio hanno subito importanti novità dal 1° gennaio 2026. Attualmente si è ancora in attesa delle istruzioni dell'INPS. »
15/01/2026
Gli Specialisti Rispondono
di Professor Giorgio Longo Se le terapie effettuate contro la tosse non portano risultati e se gli accertamenti effettuati per capire le cause della tosse non hanno fatto emergere nulla, occorre pensare che il sintomo abbia un'origine psicosomatica, eventualità non certo rara in adolescenza. »
12/01/2026
Gli Specialisti Rispondono
di Dottoressa Floriana Carbone Nella maggior parte dei casi, i comportamenti rischiosi assunti prima di sapere che la gravidanza è iniziata o determinano un aborto spontaneo oppure non causano alcun danno all'embrione. Si tratta della cosiddetta "legge del tutto o del nulla". »
07/01/2026
Gli Specialisti Rispondono
di Giovanna Sottini, puericultrice e maternal personal trainer La preferenza per una delle due mammelle può dipendere dal fatto che il bambino si trova meglio in una posizione piuttosto che nell'altra. Esiste, comunque, un modo per "ingannarlo" affinché inizi a succhiare da entrambi i seni. »
05/01/2026
Gli Specialisti Rispondono
di Dottoressa Angela Raimo La scelta di allontanare un figlio appena nato quando si è colpiti da una malattia altamente contagiosa è saggia e si può escludere che induca il bambino a non volere più la mamma una volta guarita. »
Fai la tua domanda agli specialisti