Posso fare attività fisica durante l’allattamento?
A cura di Filippo Murina - Dottore specialista in Ginecologia
Pubblicato il 10/09/2012
Aggiornato il 07/03/2025 Risponde: Dottor Filippo Murina
Una domanda di: delia
Gentile dottore, ho partorito il 19 giugno 2012 con taglio cesareo. Durante la gravidanza sono aumentata di 12 chilogrammi soprattutto nella zona addominale. Dopo il parto, a distanza di 60 giorni e più, l'addome è rimasto molto grosso a partire dallo stomaco dove vedo gonfiore e lassità. Sono un'insegnante di palestra e vorrei ricominciare a lavorare in ottobre. Quando tornerà il flusso mestruale? Posso tornare in palestra per attività aerobica anche se allatto? Il problema del gonfiore stomaco-addome quando scomparirà?
Grazie mille
Gentile signora, il ciclo riprende a una distanza variabile dal parto principalmente in relazione all'allattamento. Solitamente anche allattando, il ciclo riprende dopo circa 3-4 mesi, ma può anche ripresentarsi più in là. L'attività fisica non è controindicata in allattamento e questa, associata a un'alimentazione equilibrata, consente di riacquisire una forma fisica ottimale.
Saluti
Murina
BimbiSani&belli cercherà la risposta che desideri, consultando fonti autorevoli e attendibili.
Il servizio è riservato ai maggiorenni.

Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono in alcun modo sostituire il rapporto diretto fra professionisti della salute e l’utente. È pertanto opportuno consultare sempre il proprio medico curante e/o specialisti.
Sullo stesso argomento
Gli Specialisti Rispondono
di Dottoressa Chiara Boscaro Si deve tenere conto del fatto che l'allattamento di per sé impone un dispendio calorico fino a circa 500 calorie al giorno, quindi è normale che se non si mangia un po' di più del solito, mentre si allatta e si continua a fare attività fisica, si perda peso. »
Gli Specialisti Rispondono
di Dottor Leo Venturelli Non c'è alcuna controindicazione all'attività fisica quando si allatta. Anzi, è una buona idea praticarla in quanto benefica per la sfera psico-fisica. A patto di non stancarsi troppo. »
Gli Specialisti Rispondono
di Dottoressa Chiara Boscaro Fare movimento mentre si allatta è un'ottima abitudine. Aiuta a perdere gli eventuali chili di troppo e giova al tono dell'umore. »
Gli Specialisti Rispondono
di Dottoressa Chiara Boscaro Fare movimento, approfittando dell'arrivo della bella stagione per uscire di casa con il passeggino e camminare, e seguire un'alimentazione varia, ben bilanciata, in cui non trovano posto gli insaccati, gli snack e i dolciumi può bastare per eliminare i chili dovuti a una recente gravidanza. »
Gli Specialisti Rispondono
di Dottoressa Chiara Boscaro In genere, per recuperare i troppi chili persi dopo il parto è sufficiente seguire un piano alimentare che preveda pasti e spuntini ragionevolmente abbondanti. »
Le domande della settimana
Gli Specialisti Rispondono
di Dottoressa Elisa Valmori A volte è necessario che trascorra più tempo affinché ogni più piccola anomalia si risolva. Quello che conta è comunque che il feto sia vitale e cresca a un ritmo regolare. »
Gli Specialisti Rispondono
di Dottoressa Sara De Carolis Non c'è alcun rischio né per la futura mamma né per il feto se la "piaghetta" (ectropion) sanguina, eventualità frequente proprio durante la gravidanza. »
Gli Specialisti Rispondono
di Dottor Stefano Geraci Le linee guida indicano, come epoca corretta per l'inizio dello svezzamento, i sei mesi. Di conseguenza è meglio non anticipare troppo questa data. »
Gli Specialisti Rispondono
di Dottor Leo Venturelli In caso di discromie dello smalto si può attendere per vedere come evolve la situazione: se peggiora è consigliabile una visita ortodontica. »
Gli Specialisti Rispondono
di Dottoressa Chiara Boscaro Proporre le verdure insieme al pesce è un’ottima abitudine. Le verdure completano il profilo nutrizionale della pappa, in più aiutano ad accettare il sapore del pesce grazie alla loro naturale dolcezza. »
Gli Specialisti Rispondono
di Dottor Claudio Ivan Brambilla Le possibili ragioni di un'irregolarità mestruale sono numerose: per individuare quale tra queste è responsabile di un ritardo serve un controllo ginecologico ed eventualmente i dosaggi ormonali che si effettuano con lo specifico esame del sangue. »
Fai la tua domanda agli specialisti