L'infertilità secondaria, ovvero la difficoltà a dare inizio a una seconda gravidanza dopo aver già avuto un figlio, può essere dovuta a varie ragioni e può dipendere da entrambi.
Una domanda di: Valentina Salve ho 36 anni e una bimba di 4. Vorremmo il secondo bimbo ma sembra che non ci riusciamo: è circa un anno che lo stiamo cercando, io ho una piccola ciste
luteinica, mentre mio marito è sotto cura con il propycis per ipertiroidismo…potrebbero essere queste le ragioni del mancato concepimento? O magari sia infertili e sterile?? Mia figlia vuole una
sorellina e al solo pensiero di darle questa prima delusione mi si spezza il cuore…vorrei chiarire che per me i figli sono un dono di Dio,quindi se non dovessero arrivare naturalmente non forzerei la mano…grazie e aspetto il vostro prezioso consiglio!
Dottor Gaetano Perrini
Cara signora, le situazioni che lei mi riferisce sono sicuramente causa di difficoltà del concepimento. La formazione cistica ovarica con grande probabilità difficoltosa una perfetta ovulazione, la patologia tiroidea ipertiroidismo di suo marito può essere causa di modificazioni ormonali tali da renderlo meno fertile. Posto questo, il mio consiglio è di approfondire sul versante materno con la valutazione della funzione ovarica completa, mentre suo marito dovrebbe effettuare la valutazione del liquido seminale: solo sopo aver indagato in modo più approfondito diventa possibile esprimere un giudizio più sicuro sulla fertilità della vostra coppia. Tanti auguri.
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Per compensare la difficoltà dell'organismo di utilizzare l'acido folico (espressa dall'omocisteina alta), si deve assumere il metilfolato, che è la forma attiva della vitamina. Ma se dopo 15 mesi di tentativi la gravidanza non si annuncia, è opportuno rivolgersi a un centro specializzato. »
A 35 anni, dopo una prima gravidanza andata a buon fine le probabilità di averne una seconda che si conclude felicemente sono buone. E questo vale nonostante si siano già verificati due aborti. »
Una coppia giovane può attendere un anno prima di rivolgersi a un centro per la diagnosi e la cura dell'infertilità, ma se nove mesi di tentativi non andati a buon fine sono fonte di grande stress può, senza dubbio, farlo prima. »
Se la gravidanza non si annuncia dopo un lunghissimo periodo di tentativi, è più che opportuno rivolgersi a un Centro per la procreazione medicalmente assistita (PMA) per effettuare tutti i controlli del caso e poi analizzare le opzioni proposte dagli specialisti. »
A fronte di infezioni che hanno una relazione con lo squilibrio del microbiota l'antibiotico impiegato in più cicli può alterare ulteriormente la situazione. »
Non si deve avere fretta di ricorrere a cure farmacologiche ogni volta che le tonsille si arrossano, soprattutto se il bambino ha da poco affrontato una terapia con antibiotico. »
Ci sono alcuni consigli da seguire per aiutare un bambino a rinunciare al pannolino. Tra questi, il più importante è forse quello di favorire la formazione di feci morbide e, quindi, facili da espellere. »
Oltre a somministrare un farmaco contro la malattia da reflusso (che deve necessariamente essere prescritto dal pediatra), per limitare il fenomeno è opportuno seguire alcuni accorgimenti, tra cui cercare di rallentare il tempo della poppata. »
A volte è necessario che trascorra più tempo affinché ogni più piccola anomalia si risolva. Quello che conta è comunque che il feto sia vitale e cresca a un ritmo regolare. »
Non c'è alcun rischio né per la futura mamma né per il feto se la "piaghetta" (ectropion) sanguina, eventualità frequente proprio durante la gravidanza. »