Gravidanza che non si annuncia dopo 7 mesi di tentativi: si deve ricorrera alla PMA?

Dottor Claudio Ivan Brambilla A cura di Dottor Claudio Ivan Brambilla Pubblicato il 24/06/2024 Aggiornato il 02/07/2024

Di solito, se la coppia è giovane, prima di indagare sulla sua fertilità, si attende che trascorra un anno di tentativi di concepimento andati a vuoto. Qualora il ginecologo suggerisca di ricorrere alla procreazione medicalmente assistita prima di questo lasso di tempo probabilmente esclude la possibilità che la gravidanza si avvii in modo naturale.

Una domanda di: Vlad
Da novembre ‘23 ho rapporti liberi. Dalla visita ginecologica risulta tutto perfetto, comunque sotto consiglio medico, la mia compagna ha assunto chirofert plus e sta assumendo clomid50. Ho sempre assunto integratori di vitamine, ma ho preferito mirare “non si sa mai” e ho assunto integratori come Conceive plus, ora assumo MascuPRO. Ho fatto due spermiogrammi (test ad uso domestico) il primo dopo 2 giorni dal rapporto e dava negativo, il secondo dopo 5 giorni positivo. Non so cosa pensare. Può essere che mi serva più tempo per far aumentare la concentrazione (in genere si consigliano rapporti ogni 2 giorni, a me possono servire più giorni tra un rapporto e l’altro?). Non fumo, non bevo, faccio attività sportiva, mangio salutare. Ho 31 anni e lavoro in un ristorante. La ginecologa consiglia la PMA. Avrò mai speranze in maniera naturale? Ho paura che la mia ragazza vada in depressione, questo stress ho notato che la sta buttando troppo giù e ho paura per lei. Fatemi capire qualcosa, datemi qualche consiglio! Grazie mille.
Claudio Ivan Brambilla
Claudio Ivan Brambilla

Gentile Vlad, non scrive quanti anni ha la sua fidanzata e anche questo dato sarebbe importante. In ogni caso se la ginecologa le ha prescritto prodotti a sostegno dell’attività ovarica significa che ha rilevato qualche problema di fertilità, altrimenti non lo avrebbe fatto: forse è in sovrappeso o è interessata dalla sindrome dell’ovaio policistico? Lo spermiogramma positivo indica che vi sono batteri nell’eiaculato e che quindi lei ha un’infezione che richiede l’impiego dell’antibiotico. A mio avviso dovrebbe ripetere l’analisi in un laboratorio dove le potranno fare anche l’antiobiogramma, cioè indicarle quale sia l’antibiotico che può debellare i batteri che l’hanno colpita. Potranno inoltre analizzare la qualità degli spermatozoi. Non è chiara la ragione per la quale la ginecologo le abbia consigliato la PMA dopo meno di un anno di tentativi, visto che appunto prima di pensare a questo si tende ad attendere che trascorrano almeno 12 mesi di tentativi adati a vuoto, salvo il caso in cui dalle indagini condotte sulla coppia sia emerso una condizione di infertilità su cui nulla si può fare o che la donna sia in un’età così matura da non potersi permettere di attendere più di tanto per non peggiorare la situazione. Per quanto riguarda l’eventualità che la sua fidanzata vada in depressione per lo stress dovuto ai ripetuti fallimenti direi che non ci si può fare molto, se non farle notare con gentilezza che non si deve guardare al concepimento con lo stesso spirito con cui si decide di acquistare un bene materiale (lo voglio, me lo compro!), ma occorre porsi nei confronti di questa possibilità senza la pretesa di ottenere subito quello che si cerca. Una gravidanza non si avvia premendo un interruttore, la natura ha i suoi tempi che vanno rispettati. Oltretutto lo stress è un grande nemico della fertilità. Non mi riferisce se anche la sua fidanzata conduce una vita sana, non fuma, fa movimento, si alimenta in modo corretto, è del giusto peso: se così non fosse potrebbe operare ora alcuni cambiamenti perché uno stile di vita corretto favorisce il concepimento. Per finire, le ricordo che la sua fidanzata deve assumere l’acido folico per tutto il periodo preconcezionale e almeno fino al termine del primo trimestre: serve per prevenire gravi malformazioni nel bambino, come la spina bifida. La dose è di 400 microgrammi al giorno. Per concludere, per il momento lei ripeta lo spermiogramma in laboratorio per identificare meglio l’infezione. Di più non posso dirle, speranze non posso dargliele, perché non mi ha riferito le ragioni per le quali la ginecologa vi ha (già) indirizzato verso un percorso di procreazione medicalmente assistita. Ma di sicuro la collega vi avrà spiegato il perché di questa indicazione, dico bene? Mi tenga aggiornato, se lo desidera. Cari saluti.

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