Gravidanza che non si annuncia dopo tre rapporti mirati: conviene indagare?

A cura di Dottoressa Cristina Maggioni Pubblicato il 09/02/2024 Aggiornato il 12/02/2024

Anche se la coppia non ha alcun problema di fertilità, è meglio che non nutra l'aspettativa di concepire immediatamente dopo averlo deciso perché nella specie umana avviare una gravidanza difficilmente è "immediato". Se però desidera verificare comunque che tutto sia a posto può effettuare alcune indagini molto semplici.

Una domanda di: Chiara
Gentilissima Dottoressa, ho 33 anni, vivo a Milano e io e il mio compagno (anni 38) stiamo cercando una gravidanza. Negli scorsi mesi avevamo iniziato a provare un po’ “a caso”, senza programmazioni particolari (specifico che ho interrotto la pillola a luglio scorso e abbiamo iniziato a tentare a novembre), ma non avendo avuto nessun tipo di risultato, questo mese siamo stati più attenti e abbiamo avuto 3 rapporti nella mia settimana più fertile. Nonostante ciò, seppur sperassimo fortemente nel meglio, oggi mi è venuto il ciclo. Sicuramente non basta avere rapporti nella settimana “più giusta” e bisogna avere pazienza, però per evitare di scoraggiarci e visto che non siamo più dei ventenni, vorrei capire se c’è qualche esame o visita che sia già il caso di fare anche solo per capire come “siamo messi” o se puó suggerirmi qualcosa. La ringrazio molto per l’attenzione che vorrà prestarmi. Un cordiale saluto.
Cristina Maggioni
Cristina Maggioni

Cara signora, come dice lei una settimana mirata non basta veramente. Gli studi hanno dimostrato che alle coppie che hanno avuto figli spontaneamente, avendo rapporti proprio “nei giorni giusti”, ci sono voluti in media circa 6-7 cicli (sei-sette mesi) per riuscire ad avviare una gravidanza. Ma non solo: per alcune coppie è stato necessario attendere addirittura 24 mesi, nonostante i rapporti nel periodo fertile. Dunque, la fertilita nella specie umana non è cosa semplice, e la gravidanza non si ottiene premendo un interruttore, come del resto lei sa benissimo (infatti lo scrive). Quanto agli esami, per l’uomo all’inizio – ma solo all’inizio della ricerca – è semplice: basta fare uno spermiogramma per accertare la qualità degli spermatozoi. Se tutto va bene su questo fronte, significa che tutto il meccanismo che ne sottende la produzione funziona a dovere, quindi non occorre effettuare altri accertamenti. Se non sono a posto, inizia, invece, un percorso complicatissimo per cercare le cause che, una volta individuate, si deve cercare di eliminare attraverso cure mirate. Per la donna è tutto piu complicato fin dall’inizio perché possiamo avere solo segni indiretti di alterazione della fertilità. Per iniziare potrebbe controllare se ovula, perché avere le mestruazioni non significa automaticamente ovulare, ci possono essere mestruazioni senza ovulazione. In commercio sono disponibili test che si fanno sulle urine del mattino, grazie  acui si può stabilire se c’è l’ovulazione, che si verifica nell’arco di 24 massimo 48 ore, mentre gli spermatozoi, se di buona qualità, possono sopravvivere nell’apparato genitale della donna per alcuni giorni. Tenga presente che l’ovulazione si verifica sempre 14 giorni prima del giorno di arrivo delle mestruazioni, quindi facendo il conteggio a ritroso la si può individuare. Se il ciclo è regolare si può pensare che ciclo dopo ciclo si verifichi sempre 14 giorni prima delle mestruazioni: se la data di arrivo delle mestruazioni si può presumere facilmente perché il ciclo è regolare, si può anche individuare “a tavolino” il giorno dell’ovulazione. I 14 giorni che vanno dall’ovulazione al giorno di inizio delle mestruazioni appartengono alla cosiddetta fase luteale, durante la quale aumentano i livelli di progesterone allo scopo di stimolare l’ispessimento dell’endometrio (mucosa di rivestimento interno dell’utero) e quindi l’annidamento dell’eventuale uovo fecondato. Una volta stabilito che l’ovulazione avviene e gli spermatozoi sono di buona qualità, non occorre fare null’altro, ma semplicemente attendere che la natura provveda a consentire il concepimento. Le ricordo che lo stress che deriva dal timore di fallire è un grande nemico della fertilità e che non di rado, paradossalmente, è proprio l’ansia di non farcela a concepire a ritardare la possibilità che avvenga. Desidero ricordarle anche di assumere l’acido folico (una compressa da 400 microgrami al giorno, tutti i giorni, per tutto il periodo preconcezionale e almeno fino al termine del primo trimestre, salvo diversa indicazione del curante): serve a prevenire gravi malformazioni del feto, in particolare la spina bifida. Resto in attesa della bella notizia della sua gravidanza. Cordialmente.

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