Gravidanza, disturbo da panico e ansia generalizzata e singolare indicazione di non curarsi

Dottoressa Elisa Valmori A cura di Dottoressa Elisa Valmori Pubblicato il 07/01/2023 Aggiornato il 07/01/2023

Suggerire di smettere di colpo di assumere gli psicofarmaci a una donna incinta che soffre di attacchi di panico e ansia non è una scelta opportuna in quanto la condanna a vivere i mesi dell'attesa in uno stato psicoemotivo di grande sofferenza. Psicofarmaci compatibili con la gravidanza ci sono ed è prudente prescriverli.

Una domanda di: Virginia
Gentile dottoressa Valmori, sono alla fine della 28^ settimana della mia seconda gravidanza. Soffro da anni di ansia, attacchi di panico e fobie. Rimasta incinta ho sospeso tutti i farmaci, come da istruzioni del mio ginecologo e dello psichiatra, entrambi contrari ai farmaci in gravidanza. Da subito ho eliminato la benzodiazepina (prendevo tavor , 2 o 3 mg al giorno ) ed elopram 40 mg al giorno (sostituiti poi da paroxetina, che in passato era stata efficace in dosi tra i 30 ed i 40 mg, scalata nel giro di poco) che comunque aveva smesso di fare effetto, perciò non aveva più senso prenderla. Non prendo niente da ottobre. Soffro di forte ansia con attacchi di panico e angoscia, insonnia, non ricordo più cosa voglia dire dormire serenamente la notte, e una fortissima tocofobia (paura del parto n.d.r.), perciò le lascio immaginare cosa significhi per me il parto che si avvicina. Arrivo al dunque: ha senso arrivati a questo punto ricominciare una terapia a base di SSRI, dati i tempi di latenza dell’effetto terapeutico, ed il fatto che mi fanno effetto solo al dosaggio massimo consentito? L’elopram non funzionava più neppure a 40 mg, quindi non aveva senso continuare. La paroxetina solo a 40 mg o a 30 se unita alle benzodiazepine. Non ci sono altri tipi di farmaci più efficaci, che non siano nocivi per il bimbo ora che si avvicina la nascita? Temo molto la sindrome di astinenza del piccolo. Quale sarebbe a suo avviso la migliore strategia terapeutica? Non le nascondo che sto vivendo un incubo, altro che dolce attesa. Ho sentito parlare di olio di cbd , estratto dalla canapa biologica (priva di pesticidi ) e priva di thc: potrebbe essere un’alternativa naturale ai farmaci ? In attesa di una sua risposta le porgo cordiali saluti.
Elisa Valmori
Elisa Valmori

Salve cara signora, mi affretto a risponderle perché dalla sua mail capisco quanto sia urgente intervenire per porre un rimedio tempestivo all’incubo che sta vivendo. Non so se il suo curante psichiatra sia favorevole all’estratto di canapa: io non ho informazioni in merito e dubito che, essendo un rimedio di recente introduzione, esistano già degli studi sull’impiego in donne in gravidanza. Mi domando però che soluzione vorrebbero percorrere i miei colleghi psichiatra e ginecologo per alleviare il suo disturbo: forse l’ipnosi? O l’elettrostimolazione? Mi perdoni il tono un po’ provocatorio ma davvero non mi capacito di come si possano bandire i farmaci dall’oggi al domani solo per via della gravidanza e senza tener conto delle ripercussioni sull’umore e sulla qualità del sonno che la gravidanza facilmente procura. Guardi, lei è ancora in tempo per riprendere il trattamento con SSRI al dosaggio minimo efficace (40 milligrammi di Paroxetina oppure di Elopram/Citalopram non sono un problema in gravidanza! Ed è preferibile puntare sugli SSRI piuttosto che sulla loro combinazione con Benzodiazepine in quanto sono queste ultime a causare la famosa crisi d’astinenza al nascituro). Ci aspettiamo che entro 3 settimane/1 mese lei stia decisamente meglio di ora e che, magari aggiustando anche il sonno assumendo Paroxetina la sera (previene il risveglio precoce al mattino), anche la tocofobia sia messa al bando…glielo auguro davvero! È cosi unico e speciale il momento del parto! Sarebbe bellissimo se lei lo riuscisse ad affrontare assieme al suo compagno: la nascita di un figlio è un’emozione unica e irripetibile! Questo non accadrebbe naturalmente se si optasse per il taglio cesareo…in ogni caso direi che ora ci preme trovare un equilibrio per lei, poi il parto sarà quel che sarà (in fin dei conti, sono i figli che decidono come vogliono nascere!). Quindi non abbia timore della crisi di astinenza perché questa non si verifica con gli SSRI che sono quindi farmaci di scelta sia in gravidanza che in allattamento per curare i disturbi d’ansia. Pensi che la Paroxetina quasi non passa nel latte, come anche la Sertralina o Zoloft, motivo per cui sarebbe importante puntare su uno di questi due principi attivi per trovare un equilibrio ora e mantenerlo dopo il parto. Spero di averla aiutata, resto a disposizione sua e di Chi la segue per qualsiasi necessità, cordialmente.

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