Dopo due aborti spontanei è opportuno sottoporsi ad alcune indagini per cercare di individuarne le cause. Per questo è consigliabile rivolgersi a un ginecologo esperto in patologie della gravidanza.
Una domanda di: Angeline Salve Dottoressa, ho iniziato a pensare ad una gravidanza circa un anno e mezzo fa. Nel settembre 2024 la mia ginecologa mediante ecografia mi diagnosticò vari miomi di notevole grandezza e mi consigliò una visita di un chirurgo ostetrico. Nel dicembre 2024 mi sono sottoposta ad un intervento di miomectomia per rimuovere i fibromi uterini preservando l'utero e la capacità riproduttiva. Dopo circa 9 mesi con mio marito abbiamo iniziato il concepimento nel periodo fertile nei 2-3 giorni precedenti fino all'ovulazione. Nel dicembre 2025 con mia grande gioia sono rimasta incinta come indicato dal test sulle urine. La felicità è durata poco, il primo test del sangue effettuato dopo 4-5 giorni di ritardo del ciclo dava valore beta-hCG 75 mIU/ml il secondo dopo 9 giorni di ritardo 190 mIU/ml. Gli analisti del laboratorio mi dissero che era un valore troppo basso. Mi sottoposi ad una ecografia in ospedale ma non trovarono niente . Il giorno dopo vennero le mestruazioni e con esse tanta tristezza. Questo mese abbiamo riprovato e la situazione sembra la stessa. Incinta con il test urine. Beta-hCG a 210 mIU/ml dopo 3 giorni di ritardo e 190 dopo 7 giorni di ritardo. I dottori mi hanno dato poche speranze e ho perdite ematiche interne ed esterne. Cosa potrei fare? Grazie.
Elisa Valmori
Salve signora,
direi di non disperare nonostante i due insuccessi.
Credo sia opportuno che lei si incontri con un ginecologo specialista di patologia della gravidanza per valutare di effettuare degli esami del sangue capaci di evidenziare delle eventuali alterazioni responsabili dei due aborti spontanei precoci (cosiddette gravidanze biochimiche). È possibile che le propongano anche di sottoporsi ad isteroscopia in quanto questo esame non solo ci permette di escludere anomalie all'interno della cavità uterina, ma anche di effettuare una piccola biopsia sull'endometrio, in modo da identificare eventuali situazioni di infiammazione cronica. Sto facendo solo delle ipotesi, magari tutti gli accertamenti saranno perfettamente nella norma, tuttavia ha senso approfondire la sua situazione per cercare di ottenere la gravidanza naturalmente. Spero di averle risposto e soprattutto che non perda la speranza di diventare mamma: ne vale davvero la pena. Cordialmente.
Il parere dei nostri specialisti ha uno scopo puramente informativo e non può in nessun caso sostituirsi alla visita specialistica o al rapporto diretto con il medico curante. I nostri specialisti mettono a disposizione le loro conoscenze scientifiche a titolo gratuito, per contribuire alla diffusione di notizie mediche corrette e aggiornate.
Per compensare la difficoltà dell'organismo di utilizzare l'acido folico (espressa dall'omocisteina alta), si deve assumere il metilfolato, che è la forma attiva della vitamina. Ma se dopo 15 mesi di tentativi la gravidanza non si annuncia, è opportuno rivolgersi a un centro specializzato. »
A 35 anni, dopo una prima gravidanza andata a buon fine le probabilità di averne una seconda che si conclude felicemente sono buone. E questo vale nonostante si siano già verificati due aborti. »
Una coppia giovane può attendere un anno prima di rivolgersi a un centro per la diagnosi e la cura dell'infertilità, ma se nove mesi di tentativi non andati a buon fine sono fonte di grande stress può, senza dubbio, farlo prima. »
Se la gravidanza non si annuncia dopo un lunghissimo periodo di tentativi, è più che opportuno rivolgersi a un Centro per la procreazione medicalmente assistita (PMA) per effettuare tutti i controlli del caso e poi analizzare le opzioni proposte dagli specialisti. »
A fronte di infezioni che hanno una relazione con lo squilibrio del microbiota l'antibiotico impiegato in più cicli può alterare ulteriormente la situazione. »
Non si deve avere fretta di ricorrere a cure farmacologiche ogni volta che le tonsille si arrossano, soprattutto se il bambino ha da poco affrontato una terapia con antibiotico. »
Ci sono alcuni consigli da seguire per aiutare un bambino a rinunciare al pannolino. Tra questi, il più importante è forse quello di favorire la formazione di feci morbide e, quindi, facili da espellere. »
Oltre a somministrare un farmaco contro la malattia da reflusso (che deve necessariamente essere prescritto dal pediatra), per limitare il fenomeno è opportuno seguire alcuni accorgimenti, tra cui cercare di rallentare il tempo della poppata. »
A volte è necessario che trascorra più tempo affinché ogni più piccola anomalia si risolva. Quello che conta è comunque che il feto sia vitale e cresca a un ritmo regolare. »
Non c'è alcun rischio né per la futura mamma né per il feto se la "piaghetta" (ectropion) sanguina, eventualità frequente proprio durante la gravidanza. »