Durante la gravidanza, l'impiego del crack, stupefacente ricavato dalla cocaina, espone sia la futura mamma sia il feto a una serie di rischi. Per combattere ansia e stress è dunque inopportuno usarlo, ma ricorrere a preparati che non siano pericolosi.
Una domanda di: Adele Sono al quinto mese di gravidanza e una settimana fa ho fatto uso di
crack a causa di un po’ di nervoso e stress. Se mi dovesse ricapitare una
ricaduta, sempre senza esagerare o sporadicamente, potrebbe essere a rischio
il bambino?
Antonio Clavenna
Gentile Adele,
l’assunzione di cocaina (e di crack) nel II e III trimestre di gravidanza è associata a un aumento del rischio di ritardo della crescita intrauterina, di parto pretermine e distacco prematuro della placenta. Inoltre è segnalato anche un aumento del rischio per la mamma di sviluppare ipertensione durante la gravidanza e in particolare preclampsia (gestosi).
E’ possibile che l’esposizione prolungata alla cocaina durante la gravidanza possa causare effetti negativi sullo sviluppo cognitivo del neonato, ma non ci sono dati conclusivi a questo riguardo.
Nel suo caso, se l’uso è stato del tutto occasionale, è verosimile che i rischi per il feto non siano aumentati.
Occorre, però, evitare in futuro di assumere nuovamente crack.
Le raccomando di valutare insieme al suo medico o al ginecologo/alla ginecologa come affrontare i momenti di stress. Se necessario, ci sono farmaci per ridurre il livello di ansia che possono essere assunti durante la gravidanza senza causare un aumento dei rischi per il feto.
Cordiali saluti.
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