Gravidanza e vaccinazioni: tutto quello che si deve sapere

Dottoressa Elisa Valmori A cura di Elisa Valmori - Dottoressa specialista in Ginecologia Pubblicato il 24/10/2018 Aggiornato il 12/07/2024

Ci sono vaccinazione che andrebbero effettuate prima di dare inizio a una gravidanza e altre che possono essere effettuate nel secondo o nel terzo trimestre.

Una domanda di: Lauran
Vorrei sapere che vaccini sono necessari per avere una gravidanza senza problemi. Sono rumena e non so che vaccini ho fatto nella infanzia. In più ho 42 anni e ho perso due gravidanze all’ottava settimana. Grazie.

Elisa Valmori
Elisa Valmori

Salve signora, mi permetto di farle i complimenti perché si sta preparando davvero con grande accuratezza alla gravidanza…non sono tante le donne così scrupolose! Approfitto della sua domanda per fare il punto sulle vaccinazioni utili PRIMA del concepimento e anche su quelle utili DURANTE la gravidanza.

Per quanto riguarda le prime, sicuramente è utile aver effettuato la vaccinazione cosiddetta MPR (acronimo di Morbillo-Parotite-Rosolia) in quanto si tratta di malattie pericolose per il bimbo se contratte proprio durante i nove mesi di attesa. Nelle donne che cercano la gravidanza e risultino recettive (ossia sprovviste di anticorpi) per Rosolia, Morbillo, Parotite e/o Varicella è di prassi raccomandare la vaccinazione a patto che la donna non sia già incinta e posticipando di un mese la ricerca della gravidanza stessa (per sicurezza, anche se non si sono mai verificati problemi correlati in caso di esposizione più ravvicinata).

Esistono sia il vaccino trivalente MPR, sia quello monovalente per Varicella, che quello tetravalente che combina i 4 virus in un unico vaccino. Sempre in fase preconcezionale, ogni 10 anni è raccomandato il richiamo per DTPa (acronimo di Difterite-Tetano-Pertosse acellulare). Questo ultimo vaccino, inoltre, è raccomandato nel terzo trimestre di gravidanza (dalla 28° settimana) perché aiuta a proteggere il nascituro in particolare dalla pertosse, finché non sarà vaccinato il bimbo.

Anche la vaccinazione anti-influenzale è raccomandata alle gravide che all’inizio della stagione epidemica si trovino nel secondo e terzo trimestre di gravidanza, in quanto la mamma contagiata dall’influenza rischia di sviluppare complicanze serie respiratorie e anche ostetriche (ospedalizzazione, prematurità, parto cesareo, distress respiratorio fetale…) inoltre, grazie alla vaccinazione da parte della mamma, i neonati saranno meno soggetti a infezioni delle alte vie respiratorie e otiti medie fino ai 12 mesi di vita.

Questo effetto protettivo sul bambino è garantito dal passaggio di anticorpi specifici (Immunoglobuline di tipo G) attraverso la placenta. Questi anticorpi di origine materna rimangono in circolo per alcuni mesi dopo la nascita e proteggono il bambino, nel mentre che il suo apparato immunitario si sviluppa sempre meglio.

E’ come se la mamma prestasse al figlio una memoria immunitaria, così da aiutarlo a difendersi dalle malattie (come canta Franco Battiato nella canzone La cura), ma attenzione: queste difese non dureranno che alcuni mesi! Per questo sarà cruciale sottoporre il bimbo alle vaccinazioni raccomandate, come certamente le indicherà il suo pediatra. Se volesse approfondire il tema, le segnalo la pagina dedicata del Ministero della Salute.

A disposizione per ulteriori chiarimenti, cordialmente.

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Fonti / Bibliografia

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