Una domanda di: Sharon
Sono una donna di 41 anni. Ho appena scoperto di essere incinta dopo il ritardo di 3 giorni...ultima mestruazione 5 dicembre....a Natale ho avuto influenza intestinale e sotto le feste di Capodanno ho festeggiato molto con alcolici, questo può aver danneggiato l'embrione irrimediabilmente? È meglio abortire ? Non posso permettermi un figlio con problemi neurologici o fisici.

Floriana Carbone
Gentile lettrice,
comprendo la sua preoccupazione, del tutto giustificata in considerazione della situazione inattesa.
Desidero rassicurarla su alcuni punti importanti. Sebbene sia dimostrato che nelle primissime fasi della gravidanza eventi come infezioni oppure l’assunzione di alcolici possano determinare alterazioni nello sviluppo embrionario, non è detto che queste si realizzino. Quando questo accade, nella maggior parte dei casi, la gravidanza si interrompe in modo spontaneo, quindi si verifica un aborto. Per contro,, quando la gravidanza procede, è più probabile che non si siano verificati danni strutturali nella formazione dell’embrione.
L’assunzione di alcolici in un periodo in cui la gravidanza non era ancora nota è una situazione purtroppo comune, tuttavia non rappresenta un’indicazione all’interruzione di gravidanza. Ad oggi, non vi è motivo di ritenere che quanto riferisce abbia causato inevitabilmente danni neurologici o fisici al feto.
Ora che è a conoscenza della gravidanza, è bene che eviti gli alcolici e che inizi ad assumere un’integrazione di acido folico.
Fortunatamente al giorno d’oggi esistono metodiche di screening del primo trimestre per le principali cromosomopatie e alterazioni morfo-strutturali dell’embrione, come il test combinato e il test del DNA fetale. Sebbene non sia possibile escludere del tutto la presenza di patologie a carico del feto (sia nel suo caso, sia per una gravidanza programmata), quando queste indagini danno un esito rassicurante, è possibile proseguire la gestazione con serenità. Le consiglio quindi di programmare una prima visita ostetrica con il suo ginecologo, durante la quale potrà discutere dell’esecuzione di queste indagini, come anche farsi prescrivere gli esami ematici di routine del primo trimestre.
La decisione su come proseguire la gravidanza è personale, tuttavia, sulla base delle informazioni che mi ha fornito, non emergono indicazioni cliniche che impongano scelte affrettate. Per questi motivi mi sento di rassicurarla e la invito a vivere questa situazione con serenità, in attesa della visita con il suo ginecologo.
Con i migliori auguri.
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