Gravidanze “biochimiche” dopo una gravidanza andata a buon fine

A cura di Stefania Piloni - Dottoressa specialista in Ginecologia Pubblicato il 07/09/2023 Aggiornato il 11/03/2026

Le gravidanze biochimiche, ovvero che vengono rilevate dal test che si effettua nel sangue o nelle urine ma si interrompono prima che sia possibile individuare l'embrione con l'ecografia, non sono particolarmente preoccupanti, soprattutto nel caso in cui la donna abbia già avuto figli.

Una domanda di: Francesca
Premetto che sono in crisi e non riesco a vedere una luce dopo i fatti che mi sono successi. Nel 2020 ho avuto gravidanza, mai nessun problema, terminata con parto cesareo per presentazione podalica. Nel 2023 a inizio luglio test hcg positivo, molto felice, pochi giorni dopo sanguinamenti e alla visita ginecologica mi viene detto “gravidanza biochimica “. Riprovo subito, senza aspettare 1 ciclo (me ne prendo la responsabilità), di nuovo test positivo e dopo pochi giorni crampi con sanguinamenti. Il ginecologo alla 2 visita mi ha detto che è tutto a posto e di aspettare 2 cicli e riprovare ma io sono terrorizzata dal fatto che possa risuccedere. Non è opportuno fare degli esami? Grazie.

Stefania Piloni
Stefania Piloni

Cara signora, prima di tutto vorrei specificare che si parla di gravidanza biochimica o meglio di aborto biochimico quando la gravidanza si interrompe prima che sia visualizzabile con l’ecografia. Il termine “biochimico” sta a indicare che la gravidanza, prima di interrompersi, ha fatto in tempo a essere rilevata (test positivo) grazie all’individuazione (nel sangue o nelle urine) dell’ormone gonadotropina corionica umana, meglio noto come beta h-CG. Gli aborti biochimici sono frequenti e non sono particolarmente preoccupanti:  idealmente, se non si facesse il test di gravidanza fin dal primo giorno di ritardo delle mestruazioni o, come spesso accade, prima ancora del ritardo, si potrebbe addirittura non venirne a conoscenza. E questo vale soprattutto se la donna, come nel suo caso, è già madre di un bambino: il suo corpo è in grado di avere una gestazione e lo ha già dimostrato con la nascita di suo figlio. Di solito, in situazioni come la sua, si esegue una cura di progesterone per sostenere la gravidanza che inizierà: è una buona terapia antiabortiva, ma naturalmente ne deve parlare con il suo ginecologo curante, a cui spetta la prescrizione. Le ricordo di assumere l’acido folico: una compressa da 400 microgrammi al giorno per tutto il periodo che precede il concepimento e aricrelmeno fino al termine del primo trimestre: l’acido folico è prezioso per la prevenzione della spina bifida nel bambino. Cari saluti.

Il parere dei nostri specialisti ha uno scopo puramente informativo e non può in nessun caso sostituirsi alla visita specialistica o al rapporto diretto con il medico curante. I nostri specialisti mettono a disposizione le loro conoscenze scientifiche a titolo gratuito, per contribuire alla diffusione di notizie mediche corrette e aggiornate.

Se non trovi la risposta al tuo quesito, fai la tua domanda ai nostri specialisti. Ti risponderemo prima possibile. Fai una domanda all’esperto

Sullo stesso argomento

Due gravidanze non andate a buon fine: ci sono ancora speranze di avere un bambino?

14/05/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Elisa Valmori

Quando si verificano eventi avversi come una MEF e, nel primo trimestre, un aborto spontaneo, se si desidera tentare ancora di avere un figlio è opportuno affidarsi a uno specialista che si occupi di patologia della gravidanza.   »

Aborto spontaneo: si può fare qualcosa per “ripulire” l’utero?

05/05/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Laura Trespidi

Esistono farmaci che favoriscono l'espulsione del materiale abortivo e che vengono prescritti in ospedale.   »

Valore delle beta che non aumenta nelle prime settimane di gravidanza: perché?

05/05/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Sara De Carolis

Nelle prime settimane di gravidanza il valore delle beta-hCG, se tutto va bene, aumenta. Se rimane stabile si deve pensare a un'interruzione spontanea della gestazione.   »

Due aborti spontanei dopo una gravidanza andata a buon fine: perché?

24/04/2026 Gli Specialisti Rispondono di Professor Augusto Enrico Semprini

Nella stragrande maggioranza dei casi, gli aborti spontanei sono dovuti a un'anomalia cromosomica dell'embrione: l'esame citogenetico dei tessuti abortivi permette di appurarlo.   »

Diagnosi di aborto trattenuto: non potrebbero aver sbagliato?

14/04/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Elisa Valmori

Purtroppo quando l'ecografia di controllo non riesce a individuare il polo embrionario, in un'epoca della gravidanza in cui dovrebbe essere possibile, si è autorizzati a ritenere che la gravidanza si sia interrotta.   »

Le domande della settimana

Gravidanza e residui di tinta sul cuoio capelluto: ci sono rischi per il feto?

14/05/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Elisa Valmori

Le tinte per i capelli attualmente in commercio, se certificata dal marchio CE, non sono affatto dannose in gravidanza, con o senza ammoniaca che siano. Possono quindi essere impiegate in tutta tranquillità.   »

Siero al retinolo durante la ricerca della gravidanza: ci sono rischi?

12/05/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottor Antonio Clavenna

In genere, la quantità di retinolo assorbita attraverso la cute è estremamente bassa e non in grado di causare rischi per il feto. A maggior ragione, si può stare tranquille se il prodotto è stato usato nelle primissime settimane di gravidanza.   »

Cerchiaggio preventivo: si deve stare sempre a letto?

11/05/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Elisa Valmori

Nei primi giorni successivi all'intervento di cerchiaggio è possibile che venga raccomandato il riposo, dopodiché si possono riprendere le normali attività quotidiane, evitando comunque ogni eccesso per quanto riguarda l'impegno fisico.   »

Larva inghiottita con la marmellata: ci sono rischi per la gravidanza?

11/05/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottor Fabrizio Pregliasco

Le larve che possono essere presenti nella marmellata non sono velenose quindi la loro assunzione accidentale (per quanto possa essere poco piacevole dal punto di vista psicologico) non espone a rischi.   »

Paroxetina in gravidanza: può danneggiare il bambino?

06/05/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Elisa Valmori

La paroxetina va senza dubbio assunta in gravidanza, se ve ne è indicazione, visto che aiuta a controllare il disturbo dell'umore da cui è interessata la futura mamma senza causare danni al feto.  »

Fai la tua domanda agli specialisti