Gravidanze che si interrompono: meglio indagare?
Quando le gravidanze tendono a spegnersi poco dopo essere iniziate, è opportuno effettuare alcuni controlli.
Una domanda di: Elena
Cara dottore, ho 29 anni e da febbraio sono in cerca di una gravidanza. Il primo mese di tentativi, in seguito ad un test di gravidanza debolmente positivo (beta a 23), mi è arrivato il ciclo dopo appena una settimana. Mi hanno detto “gravidanza biochimica”. A giugno, nuovamente, test debolmente positivo, 4 giorni di ritardo e ciclo. Non so se queste situazioni possono essere considerati la “normalità” o se invece sarebbe il caso di indagare con esami per la poliabortività. Il parere delle due ginecologhe che ho consultato è nettamente differente. La ringrazio tanto, un carissimo saluto.

Augusto Enrico Semprini
Cara Elena, la possibilità di 2 gravidanze che hanno fatto pochi passi e poi si sono interrotte per sbilanciamento cromosomico del concepito, alla sua età è circa di 1 su 83. Il mio consiglio è di controllare che non vi siano infezioni del tratto genitale della coppia e vedo opportuno un esame istologico del tessuto endometriale, quello che riveste la cavità uterina, per escludere che non vi sia un’endometrite. Se questi esami risultano negativi offro alle pazienti la possibilità di un breve ciclo di trattamento antibatterico di scrupolo contro germi che non si riescono a identificare, per poi affrontare con tranquillità il terzo concepimento. In tal caso la possibilità di avere ancora un aborto, con tutte queste precauzione, diventa di una su 768. Le raccomando l’assunzione di acido folico prima del concepimento per ridurre il rischio di spina bifida: la dose raccomandata è di 400 microgrammi al giorno. Cordialmente.
Il parere dei nostri specialisti ha uno scopo puramente informativo e non può in nessun caso sostituirsi alla visita specialistica o al rapporto diretto con il medico curante. I nostri specialisti mettono a disposizione le loro conoscenze scientifiche a titolo gratuito, per contribuire alla diffusione di notizie mediche corrette e aggiornate.
Se non trovi la risposta al tuo quesito, fai la tua domanda ai nostri specialisti. Ti risponderemo prima possibile. Fai una domanda all’esperto
Sullo stesso argomento
18/05/2026
Gli Specialisti Rispondono
di Dottor Gaetano Perrini Di solito è necessario che trascorra almeno un mese da un aborto spontaneo affinché si creino le condizioni fisiologiche che consentono l'avvio di una nuova gravidanza. »
14/05/2026
Gli Specialisti Rispondono
di Dottoressa Elisa Valmori Quando si verificano eventi avversi come una MEF e, nel primo trimestre, un aborto spontaneo, se si desidera tentare ancora di avere un figlio è opportuno affidarsi a uno specialista che si occupi di patologia della gravidanza. »
05/05/2026
Gli Specialisti Rispondono
di Dottoressa Laura Trespidi Esistono farmaci che favoriscono l'espulsione del materiale abortivo e che vengono prescritti in ospedale. »
05/05/2026
Gli Specialisti Rispondono
di Dottoressa Sara De Carolis Nelle prime settimane di gravidanza il valore delle beta-hCG, se tutto va bene, aumenta. Se rimane stabile si deve pensare a un'interruzione spontanea della gestazione. »
24/04/2026
Gli Specialisti Rispondono
di Professor Augusto Enrico Semprini Nella stragrande maggioranza dei casi, gli aborti spontanei sono dovuti a un'anomalia cromosomica dell'embrione: l'esame citogenetico dei tessuti abortivi permette di appurarlo. »
Le domande della settimana
18/05/2026
Gli Specialisti Rispondono
di Dottoressa Antonella Di Stefano In effetti lo svezzamento può aiutare a gestire i sintomi del reflusso, ma non a risolverli né a prevenirli. Di fatto, l'introduzione di cibi solidi può sì ridurre i rigurgiti per gravità, ma non eliminare il problema poiché l'immaturità del meccanismo fisiologico che sta alla base del fenomeno rimane... »
18/05/2026
Gli Specialisti Rispondono
di Dottor Gaetano Perrini Di solito è necessario che trascorra almeno un mese da un aborto spontaneo affinché si creino le condizioni fisiologiche che consentono l'avvio di una nuova gravidanza. »
14/05/2026
Gli Specialisti Rispondono
di Dottoressa Elisa Valmori Le tinte per i capelli attualmente in commercio, se certificata dal marchio CE, non sono affatto dannose in gravidanza, con o senza ammoniaca che siano. Possono quindi essere impiegate in tutta tranquillità. »
Fai la tua domanda agli specialisti