Ha bevuto la sua pipì: cosa può accadere?
A cura di Leo Venturelli - Dottore specialista in Pediatria
Pubblicato il 02/11/2020
Aggiornato il 09/04/2026 Bere la propria pipì non espone a particolari problemi, tuttavia se un bimbo di sei anni compie un gesto del genere è d'obbligo capire perché.
Una domanda di: Antonella
Dottore, sono in ansia perché mio figlio di sei anni mi ha detto che mentre era in bagno per fare pipì gli è venuto il pensiero di berla,
cosa che poi ha fatto realmente! Sono preoccupata, cosa può succedere? Grazie mille.

Leo Venturelli
Cara mamma,
bere una quantità minima di urina non crea alcun problema metabolico o di intossicazione. L’ultima è sterile, cioè non determina infezioni. Ricordo che in casi estremi di assenza di acqua viene consigliato di utilizzare la propria urina per impedire la disidratazione acuta.
Il fatto in sè deve, invece, suggerire di indagare (con cautela) per comprendere cosa ha indotto questo bimbo di sei anni (età in cui si è già ben consapevoli che la pipì non si beve) ad assumere questo comportamento.
Semplice curiosità? O forse ha sentito di qualcuno che lo ha fatto (in un film, per esempio, o in un racconto)? E poi concretamente il piccolo avrà usato un bicchiere per la raccolta: ha visto qualcuno in famiglia seguire questa procedura? E per quale motivo? Ha solo assaggiato un goccio di pipì o ne ha assunto un mezzo bicchiere?
Insomma un approfondimento sulle motivazioni è d’obbligo come anche prestare attenzione a quanto succede a scuola, in particolare durante l’intervallo. C’è inoltre da capire se il bambino manifesta altri segni di disagio: ha il sonno disturbato? Ha incubi notturni? Durante il giorno è sereno? Va a scuola volentieri? Con i coetanei come va? Tutte domande a cui occorre dare una risposta. Mi scriva ancora, se lo desidera. Con cordialità.
Il parere dei nostri specialisti ha uno scopo puramente informativo e non può in nessun caso sostituirsi alla visita specialistica o al rapporto diretto con il medico curante. I nostri specialisti mettono a disposizione le loro conoscenze scientifiche a titolo gratuito, per contribuire alla diffusione di notizie mediche corrette e aggiornate.
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